- WordPress World: 100+ WordPress plugins, articles and resources
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)
- Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta
- Social Media: il radioso futuro delle social news
- Cloud Computing: la frontiera - la prossima Google potrebbe non possedere alcun server
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 2)
- Buzz, News & Trends: un "costante aggiornamento" sugli strumenti che servono
- Internet: Cisco Visual Networking Index, video, mobile
- UE: sul futuro dei bloggers
- Blogging: le 7 fatiche del professional blogger
Acquisizioni: ancora su Microhoo!
Scritto da Enrico Bertini | 5 Febbraio 2008
![]()

Google c’è andata giù pesante sulle critiche a Microsoft circa la possibile acquisizione di Yahoo!. Il primo commento ufficiale di BigG a firma del suo Senior Vice President, David Drummond, e pubblicato sul Google Official Blog, recitava: "The openness of the Internet is what made Google — and Yahoo! — possible. A good idea that users find useful spreads quickly. Businesses can be created around the idea. Users benefit from constant innovation. It’s what makes the Internet such an exciting place. So Microsoft’s hostile bid for Yahoo! raises troubling questions. This is about more than simply a financial transaction, one company taking over another. It’s about preserving the underlying principles of the Internet: openness and innovation. Could Microsoft now attempt to exert the same sort of inappropriate and illegal influence over the Internet that it did with the PC? While the Internet rewards competitive innovation, Microsoft has frequently sought to establish proprietary monopolies — and then leverage its dominance into new, adjacent markets". Microsoft ha poi ovviamente e prontamente replicato alle critiche mosse da Google attraverso un comunicato stampa nel quale Brad Smith, General Counsel dell’azienda di Redmond, dichiarava che: "The combination of Microsoft and Yahoo! will create a more competitive marketplace by establishing a compelling number two competitor for Internet search and online advertising. The alternative scenarios only lead to less competition on the Internet. Today, Google is the dominant search engine and advertising company on the Web. Google has amassed about 75 percent of paid search revenues worldwide and its share continues to grow. According to published reports, Google currently has more than 65 percent search query share in the U.S. and more than 85 percent in Europe. Microsoft and Yahoo! on the other hand have roughly 30 percent combined in the U.S. and approximately 10 percent combined in Europe. Microsoft is committed to openness, innovation, and the protection of privacy on the Internet. We believe that the combination of Microsoft and Yahoo! will advance these goals". 
Categorie: Acquisizioni, Google, Microsoft, Yahoo!
Acquisizioni: Microhoo!?
Scritto da Enrico Bertini | 3 Febbraio 2008
![]()

Dopo che più volte in passato ci sono stati dei rumors in proposito, Microsoft ha ora ufficialmente offerto 44,6 miliardi di dollari per comprare Yahoo!, assegnando alla società di Sunnyvale un valore di 31 dollari per azione (+62% sul prezzo di chiusura del titolo Yahoo! al 31 Gennaio 2008), pagabili sia attraverso denaro contante che mediante scambio azionario. L’obbiettivo del takeover è quello di creare un agguerrito competitor di Google nei servizi online, un’entità che cerchi di contrastarne il monopolio nell’Internet search (Google detiene attualmente il 62% del mercato del search negli Stati Uniti) nonché nell’online advertising, un mercato che nel 2011 potrebbe valere qualcosa come 100 miliardi di dollari. L’accoppiata Microsoft-Yahoo! potrebbe infatti contare sul più grande network pubblicitario online quanto a numero di publishers e di advertisers coinvolti, e questo potrebbe generare dei vantaggi nei confronti di Google e della sua attuale offerta pubblicitaria. Ci sarebbe inoltre la questione della fusione delle infrastrutture online possedute dalle due aziende, le quali sarebbero utilizzate congiuntamente a supporto di servizi Web di nuova generazione come il Software as a Service (SaaS) oppure per la fornitura di servizi di cloud computing, per produrre innovazione, e comunque per realizzare economie di scala all’interno di un sinergia che potrebbe generare almeno 1 miliardo di dollari l’anno. 
Categorie: Acquisizioni, Internet, Microsoft, Yahoo!
Yahoo!: OpenID, MyBlogLog API, del.icio.us search results, licenziamenti
Scritto da Enrico Bertini | 21 Gennaio 2008
![]()

Yahoo! ha ufficialmente adottato l’OpenID 2.0, e fra breve per gli utenti Internet sarà possibile effettuare il login ai suoi servizi utilizzando questo standard di identificazione digitale. Ed abbracciando l’OpenID, Yahoo! diventa anche un OpenID Provider, nel senso che qualunque identità digitale Yahoo! ID diventerà anche un’identità OpenID 2.0, sulla base della quale il suo possessore potrà loggarsi a tutti i servizi web che supportano questo tipo di autenticazione. Il nuovo servizio Yahoo! è disponibile all’indirizzo http://openid.yahoo.com/, e sarà fornito in versione beta a partire dal 30 Gennaio. Anche Blogger, il servizio/piattaforma per la creazione di blogs di Google, supporta adesso l’OpenID, sebbene nella versione 1.1 dello standard, ed un qualsiasi blog attualmente ospitato su di essa potrà ora essere trasformato in una identità digitale OpenID. 
Categorie: Motori di Ricerca, Search Engines, Yahoo!, del.icio.us
Cloud Computing: “ciclotroni” nelle mani delle moltitudini
Scritto da Enrico Bertini | 17 Dicembre 2007
![]()


IBM ha recentemente annunciato “Blue Cloud”, un proprio servizio di cloud computing che verrà reso operativo a partire dalla primavera del 2008, un servizio attraverso il quale le aziende clienti di IBM potranno utilizzare i suoi data centers come risorse computazionali distribuite disponibili sulla rete Internet. Sulla base del modello della fabbrica computazionale (computing fabric) ed implementando tecnologie di virtualizzazione, Blue Cloud offrirà supporto a quelle aziende che hanno l’esigenza di creare/eseguire applicazioni Web altamente scalabili, nonché di gestire/elaborare massive quantità di dati in tempo reale, liberandole dalla necessità di effettuare ingenti investimenti in complesse infrastrutture informatiche. Blue Cloud sarà basato su standard aperti come le architetture SOA, su software open source come Hadoop, e la sua intera “nuvola di computing” (o griglia) avrà Linux quale piattaforma operativa.
Avevo già in precedenza affrontato il tema del cloud computing o utility computing su Stalkk.ed, parlando sia dei servizi offerti da Amazon in quest’area, sia di quelli proposti da 3Tera, sia anche di altri servizi come quelli di Sun o di FlexiScale. Ed in “Trends: il Cloud Computing e la Teoria del Redshift“, accennavo inoltre ad un progetto congiunto avviato proprio da IBM e da Google sul cloud computing in ambito accademico.

Categorie: Trends
Web Semantico: che cosa si prepara per il dopo Google? (Parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 20 Ottobre 2007
![]()


“The Search is ‘game over’” diceva Bernard Lunn in un articolo dal titolo “From Search to (Re)Search: Searching For The Google Killer” pubblicato qualche tempo fa su Read/WriteWeb. “Google ha vinto“, aggiungeva Lunn, considerato che nuove interfacce utente, nuove opzioni di visualizzazione, suggestions, alerts, od altre minori funzionalità di vario genere, non sono abbastanza sufficienti a fare in modo che gli utenti cambino il loro motore di ricerca di riferimento abbandonando Google: in pratica, finora, non esistono delle ragioni di fondo perchè ciò possa avvenire a brevissimo termine e su larga scala. Forse il Google-killer non sarà da ricercarsi nell’ambito di un “miglioramento del Search”, ma in quello più indefinito di un futuro “Post Search”, concludeva Lunn.
E sul futuro del Search c’è anche un bellissimo articolo di Search Engine Land intitolato “Search In The Year 2010“, un articolo strutturato sulla base di domande rivolte ad una serie di importanti personaggi della Search Industry (ma non solo) provenienti da Google, Yahoo!, Microsoft e Ask.

Categorie: Web 3.0

