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SEO: Link Diagnosis
Scritto da Enrico Bertini | 1 Febbraio 2008
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Qual’è la Link Popularity di un dato sito web? Qual’è la sua struttura di backlinks od inbound links che la determina? Quali sono le sue pagine maggiormente linkate? Qual’è la distribuzione del PageRank di tali backlinks e che tipo di collegamento essi rappresentano? Quali sono le specifiche di ciascun backlink, quale la sua forza relativa nonché il suo anchor text? E come tutto questo incide sulla Link Authority di quel sito web e sul suo posizionamento nelle SERPs dei motori di ricerca? Ci aiuta a comprenderlo un nuovo tool di backlink analysis denominato Link Diagnosis, un utilissimo strumento che utilizza le Yahoo! API e che funziona sulla base di un’estensione per Firefox, il quale fornisce anche dati esportabili in formato CSV.
Categorie: SEO
Blogosfera: attention, buzz, influence, recommendation, trust, ranking, etcetera
Scritto da Enrico Bertini | 18 Dicembre 2007
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Qualche settimana fa il Google Reader è stato dotato di una funzionalità automatica di scoperta/raccomandazione di blogs/siti web basata sugli RSS feeds sottoscritti da un determinato utente, nonché sui dati appartenenti alla sua Web History (Cronologia Web). Tale funzionalità è stata in pratica inserita per consentire agli utenti del Google Reader di individuare su Internet nuove fonti di informazione i cui contenuti possono avere una stretta correlazione con gli interessi degli utenti stessi, e tali fonti vengono selezionale sulla base della popolarità di cui esse godono tra gli altri utenti del servizio medesimo. Ed attraverso questa nuova funzionalità il Google Reader diventa a tutti a gli effetti un recommendation engine.
Sebbene ancora non supporti l’APML, il Google Reader in sostanza estrapola i dati riguardanti l’attenzione dei suoi utenti, utilizzandoli per fornire loro delle raccomandazioni di lettura di fonti informative (blogs e/o siti web) classificate sulla base di algoritmi di ranking. In “The Blogger’s Guide to Search Engine Optimization“, SEO Book parla del modo in cui Google è in grado di raccogliere dati sui vari blogs esistenti sul Web, possedendo servizi e strumenti come un motore di ricerca, Gmail, iGoogle, Google Reader, FeedBurner, Google Analytics, Google Adsense, Google Toolbar, YouTube, ecc., e di come da tali servizi e strumenti Google sia in grado di estrapolare non soltanto l’attenzione degli utenti, ma anche il Trust (la fiducia) che questi attribuiscono ad un determinato weblog.

Categorie: Blogosfera, Blogs, RSS, SEO
Motori di ricerca: Google Search Engine, quale “rivoluzione” in atto?
Scritto da Enrico Bertini | 10 Dicembre 2007
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Nel mentre Matt Cutts comunicava ufficialmente la politica di Google riguardante la compravendita di links che passano PageRank (illustrandola anche sul proprio blog attraverso un significativo esempio), l’azienda di Mountain View ripuliva le SERPs del proprio motore di ricerca, eliminando siti web contenenti malware (c’è anche una Safe Browsing API sperimentale che consente ai browsers di controllare se un determinato website è nelle Google blacklists, essendo sospettato di contenere malware o pagine di phishing), e chiedeva agli utenti di aiutarla nell’identificazione di ulteriori siti Internet potenzialmente pericolosi. Inoltre, nei giorni scorsi, si apprendeva anche che Google sta sperimentando delle nuove funzionalità che permettono agli utenti di modificare manualmente (personalizzare) le SERPs del proprio motore di ricerca, o spostando più in alto o più in basso ciascuno dei risultati da esso restituiti, o aggiungendo/eliminando una o più delle voci da esso ritornate. Infine, sempre per voce di Matt Cutts, Google faceva sapere che, molto presto, sulla base di una modifica dei cosiddetti algoritmi di “host crowding”, il suo motore di ricerca tratterà sottodomini e sottodirectories nello stesso modo, di fatto riducendo il numero di risultati di sottodominio restituiti dal motore stesso a fronte di ogni query utente.
Ed ovviamente, da più parti, ci si domanda come tutto questo potrà impattare sulla SEO.

Categorie: Google, Motori di Ricerca, SEO, Search Engines
Motori di ricerca e Information Architecture: SEO? SEM? SMO? Findability? E che altro?
Scritto da Enrico Bertini | 28 Novembre 2007
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Recentemente ci sono stati degli aggiornamenti “fuori programma” del Google PageRank, ed una serie molto ampia di siti web a livello mondiale, anche siti illustri, sono stati penalizzati di diversi punti di ranking. Questa penalizzazione sembra essere il frutto di una nuova politica seguita da Google per il proprio motore di ricerca, e rivolta a squalificare chiunque, sul proprio sito web, effettui compravendite di links per finalità di SEO (links utilizzati cioè per trasferire PageRank, e che servono per migliorare il posizionamento di un determinato sito web e delle sue pagine all’interno delle SERPs del motore). Un recente articolo di Google Blogoscoped fa notare che questa nuova politica è stata anche resa pubblica da Google, e che il documento “Perché devo segnalare a Google i link a pagamento?” del Centro di assistenza webmaster ora ne riporta più esplicitamente le linee guida. E come specificato dal documento in oggetto, il problema dei links a pagamento si manifesta quando questi links non posseggono l’attributo rel=”nofollow”, quell’attributo che dice al motore di ricerca Google di non conteggiarli ai fini del PageRank, e che quindi proprio per questo sono inutilizzabili al fine aumentare la Link Popularity di un sito Internet.

Categorie: Google, Information Architecture, Motori di Ricerca, SEO, Search Engines
Google: PageRank, TrustRank, ContentRank, o anche DemocraRank?
Scritto da Enrico Bertini | 25 Ottobre 2007
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Dopo vari mesi di attesa Google aggiorna, in maniera inusuale, il proprio PageRank per ben due volte: moltissimi siti web e blogs, anche molto illustri, vengono penalizzati, perdendo addirittura due o più punti di ranking in pochissimo tempo. Tra di essi ci sono siti web/blogs come Washington Post, Forbes, New Scientist, SFGate, Sun Times, Engadget, Joystiq, Search Engine Journal, Search Engine Roundtable, ProBlogger, MasterNewMedia, ecc., nonché diversi siti web e blogs italiani. In molti si stanno chiedendo se Google stia operando un sorta di downranking manuale dei siti web, rivolto a penalizzare quelli che effettuano compravendite di links o cross-promotions all’interno di blog networks, oppure se l’azienda stia modificando i propri algoritmi di PageRank, magari introducendo un nuovo sistema di ranking (vedi TrustRank). Qualcuno parla anche di “schiaffo” ai SEO e a tutto il search engine marketing.
Che cosa sta succedendo in realtà?


