rssb
Contenuti più letti


stalkkedico

Web Semantico: il New York Times ed il Semantic Web

Scritto da Enrico Bertini | 7 Giugno 2008commentawikio

nysemweb.png Michael Zimbalist, capo della Ricerca e Sviluppo del New York Times parla tra le altre cose delle potenzialità del web semantico. [Stalkk.ed non pubblica video nel proprio feed RSS. Per vedere il video occorre andare sul sito]. more

Categorie: Web 3.0

stalkkedico

Web Semantico: il motore di ricerca iCognue

Scritto da Enrico Bertini | 31 Maggio 2008commentawikio

icognue.png Si parla di iCognue e di web semantico. E soprattutto si parla di India. iCognue è infatti il nome di un nuovo motore di ricerca semantico creato dalla Sobha Renaissance Information Technology (SRIT), una società indiana che si occupa di sviluppo software e di servizi IT per settori quali Sanità, Telecomunicazioni, Government & General Enterprise, ecc. Per creare iCognue SRIT ha sviluppato una tecnologia (algoritmo) basata sull’intelligenza artificiale e capace di classificare/effettuare ricerche Internet centrate sul contesto. Si tratta dell’algoritmo LMAI (Latent Metonymical Analysis and Indexing), un algoritmo creato sulla base di ricerche concernenti l’apprendimento automatico avanzato (advanced machine learning), la scienza cognitiva nonché l’intelligenza artificiale, il tutto nell’ambito della categoria del self-learning software, un software dotato di algoritmi in grado di autoapprendere, ed il quale classifica le informazioni senza l’ausilio di alcun intervento umano. iCognue è infine basato su Lucene, il motore di ricerca open source appartenente al progetto Apache, ed è attualmente un progetto sperimentale che limita le ricerche alle sole enciclopedie online, ricerche che ovviamente hanno come oggetto i significati e non le keywords. more

stalkkedico

Web Semantico: approccio top-down o bottom-up?

Scritto da Enrico Bertini | 25 Marzo 2008commentawikio

semanticweb.png Il Web Semantico avanza. Sempre più servizi e strumenti software su Internet consentono di manipolare i differenti tipi di dati strutturati e ricchi di significato che sono propri del Semantic Web: i linked data, quelli espressi in formato RDF e nei suoi vari formati derivati, ed i Microformati, quelli espressi invece in formato XHTML e nei formati derivati da quest’ultimo. Tutti questi formati derivano a loro volta dall’XML, e consentono di descrivere schemi concettuali, basi di dati semantiche, tassonomie, grafi sociali, ecc., permettendo anche di inserire micro-contenuti semantici all’interno di normali pagine web HTML. "Tutti i pezzi sono al loro posto per vedere emergere il Web Semantico", ha dichiarato Tim Berners-Lee, e sulla base di un approccio che sarà prevalentemente top-down, piuttosto che bottom-up, un approccio secondo il quale la stragrande maggioranza dei dati semantici o si trova già nei databases, oppure verrà estratta da ordinarie pagine web HTML, anziché essere aggiunta attraverso notazioni semantiche (semantic markups) inserite nei contenuti dell’intero Web. Ed oltre al rilascio delle specifiche SPARQL, anche il progetto Linking Open Data nonché il lavoro di standardizzazione del DataPortability Workgroup stanno contribuendo ad una rapida avanzata del Web Semantico, il quale sembrerebbe davvero essere "alle porte". Esiste inoltre un’estensione Semantic Web Crawling per semanticizzare anche il protocollo Sitemap. more

Categorie: Web 3.0

stalkkedico

Open Knowledge: paradigma di un futuro che è già presente

Scritto da Enrico Bertini | 16 Febbraio 2008commentawikio

oknow.png "Open Knowledge" sta per cononoscenza aperta, vale e dire una conoscenza libera, accessibile, comprensibile ed universale: pur abbisognando di essere estesa (penso di estenderla io se non lo farà nessun altro entro breve), una voce di Wikipedia ne illustra già molto bene il significato concettuale, per cui qui non mi dilungo nel farlo. Vorrei invece sottolineare che esiste una Open Knowledge Foundation, una fondazione creata nel 2004 con lo scopo di promuovere (e di proteggere) la conoscenza aperta, nell’idea che questo approccio alla produzione e alla distribuzione del sapere apporterà dei sostanziali benefici sociali e commerciali all’interà società umana, benefici possibili sia nel breve, sia nel lungo, sia nel lunghissimo termine. "By open knowledge we mean knowledge which anyone is free to use, re-use and redistribute without legal, social or technological restriction" dichiara la Open Knowledge Foundation sul proprio sito web, rimandando poi ad un sito denominato Open Knowledge Definition per una più approfondita comprensione dei principi che definiscono il termine "open" di open knowledge. Un Advisory Council per opendefinition.org è stato appena designato, riporta altresì il blog dell’OKF, ed oltre ad essere responsabile di una Open Knowledge Definition (1.0 al momento) esso si occuperà anche di una Open Service Definition, cioè di applicare il termine "open" al mondo del Software as a Service (SaaS). more

Categorie: Web 3.0

stalkkedico

Web Semantico: il servizio Calais di Reuters

Scritto da Enrico Bertini | 13 Febbraio 2008commentawikio

calais.png Reuters ha recentemente lanciato un nuovo servizio Web denominato Calais, presentandolo nell’overview che lo riguarda nel modo seguente: "We want to make all the world’s content more accessible, interoperable and valuable. Some call it Web 2.0, Web 3.0, the semantic web or the Giant Global Graph - we call our piece of it Calais". Si tratta perciò di un servizio che ha a che fare con il Web Semantico, più specificamente di un servizio che consente di "arricchire" semanticamente contenuti Web testuali mediante la generazione di metadati, così da descriverli in maniera intellegibile da altre applicazioni semantiche. Ed ecco come funziona il servizio: 1) l’utente fornisce a Calais dei propri contenuti testuali da esaminare, presenti, ad esempio, all’interno di pagine HTML; 2) analizzando questi contenuti, nonché sulla base di elaborazioni condotte utilizzando il linguaggio naturale ed altri metodi, Calais estrapola informazioni strutturate dal testo, essendo capace di riconoscere persone, organizzazioni, luoghi, fatti ed eventi che ivi sono menzionati; 3) successivamente, Calais genera dei metadati in formato RDF, cioè dei dati descrittivi di ogni entità, evento o fatto riconosciuto all’interno del testo esaminato, associandoli permanentemente al documento Web al quale essi appartengono, documento a cui viene inoltre assegnato un identificativo unico (il Globally Unique Identifier - GUID); 4) utilizzando il GUID, qualunque applicazione semantica sul Web delegata dall’utente, e conforme agli standards RDF, potrà di conseguenza leggere e comprendere questi metadati, potendo poi utilizzarli per i più svariati scopi. more

Categorie: Web 3.0

Avanti »