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Online Advertising: IDG TechNetwork, un advertising network per i blogs tecnologici

Scritto da Enrico Bertini | 17 Marzo 2008commentawikio

idgtechnetwork.png IDG, una delle più grandi aziende editoriali del settore tecnologico (possiede pubblicazioni come Computerworld, Macworld e PC World) ha da poco annunciato il lancio di un proprio advertising network denominato IDG TechNetwork, un circuito pubblicitario specificamente dedicato ai publishers tecnologici indipendenti, i quali comprendono ovviamente anche i blogs che trattano di tecnologia. Negli obbiettivi di IDG c’è la creazione di un network pubblicitario che rappresenti un vero e proprio ecosistema, le cui risorse ed i cui servizi siano capaci di apportare dei notevoli benefici ai publishers indipendenti, sia in termini di traffico che in termini di fatturato. Infatti, oltre che far leva sulla affidabilissima ed internazionalmente estesa struttura di marketing & sales di IDG, l’IDG TechNetwork distribuirà i contenuti dei publishers all’interno degli altri media tecnologici di proprietà dell’azienda medesima, nonché all’interno dei siti web dei suoi partners. Ai publishers che vorranno aderire all’IDG Network, che poi saranno selezionati in base a criteri qualitativi, verrà quindi fornita un’infrastruttura pubblicitaria estremamente consolidata, basata sul modello CPM, e per poter usufruire della quale essi corrisponderanno ad IDG il 50% delle proprie entrate pubblicitarie. more

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Online Advertising: disintermediazione e Ad serving

Scritto da Enrico Bertini | 14 Marzo 2008commentawikio

disintermediazionead.png Con il via libera concesso dall’Unione Europea, Google ha da pochissimo concluso l’acquisizione di DoubleClick, un’azienda che, al contrario di quanto qualcuno può aver erroneamente creduto, non è un’azienda che vende pubblicità, ma una società che fornisce servizi e tecnologie software a supporto del digital marketing. DoubleClick supporta infatti in vari modi le attività pubblicitarie e di marketing di moltissimi dei soggetti che hanno la necessità di agire online, i quali comprendono aziende, agenzie pubblicitarie, advertising networks, ecc., fornendo loro soluzioni per la pianificazione, il collocamento, l’ottimizzazione, il monitoraggio, il reporting, delle loro campagne pubblicitarie su Internet, e mettendo loro altresì a disposizione un Advertising Exchange per la compravendita della pubblicità in Rete: quest’ultimo coinvolge ovviamente pure i publishers, per i quali la piattaforma DoubleClick fornisce a sua volta delle soluzioni per la monetizzazione del loro ad inventory. Data inoltre l’esistenza di una divisione di performance marketing in DoubleClick, la DoubleClick Performics, su TechCrunch Duncan Riley faceva notare che, avendo acquisito l’azienda, Google ora vende anche servizi SEO nonché SEM (ranking optimization, link building, ecc.). Infine, Google ha appena lanciato (in versione beta chiusa) un nuovo servizio nell’area dell’online advertising, un ad server denominato Ad Manager del quale i publishers potranno usufruire gratuitamente. more

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Online Advertising: quanto è lunga la coda della click economy?

Scritto da Enrico Bertini | 3 Marzo 2008commentawikio

clickeconomy.png Durante il recentissimo SMX West 2008 si è discusso di Economia del Search, ed alcuni economisti che sono intervenuti, di cui qualcuno interno a Google ed a Yahoo!, hanno parlato del futuro del mercato della ricerca su Internet, toccando tematiche relative all’evoluzione del rapporto esistente tra motori di ricerca ed online advertising, stante il fatto che tali motori (ricordo che sono gratuiti) devono continuare ad essere capaci sia di massimizzare il valore degli investimenti degli advertisers nella pubblicità online, sia di continuare a soddisfare al meglio, nel contempo, le esigenze di ricerca dei loro utenti. more

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Online Advertising: i “Natural Born Clickers” sono solo il 6%?

Scritto da Enrico Bertini | 13 Febbraio 2008commentawikio

click.png Uno studio condotto dall’agenzia media Starcom USA, in collaborazione con Tacoda e con comScore, ha evidenziato che i più "pesanti" cliccatori (heavy clickers) di pubblicità su Internet provocano di fatto una distorsione dei risultati prodotti dalle metriche di misurazione del click-through. Lo studio, denominato "Natural Born Clickers", ha infatti rivelato che soltanto un piccola percentuale di utenti Internet, affatto rappresentativa dell’intera popolazione online statunitense, è responsabile della stragrande maggioranza dei click-through che interessano l’online advertising. Secondo lo studio, in pratica, i cliccatori "pesanti" di pubblicità online rappresentano appena il 6% del popolo Internet degli Stati Uniti, e ad essi è imputabile il 50% dei clicks totalmente effettuati sugli ads. C’è quindi una disomogeneità di fondo tra il comportamento degli heavy clickers e quello di classici, tipici, normali utenti Internet, con i primi che sulla Rete trascorrono quattro volte più tempo rispetto ai secondi, sebbene ciò non rifletta in maniera proporzionale i differenti modi di comportarsi delle due diverse tipologie di utenza. Gli heavy clickers vengono inoltre identificati dallo studio come individui di età compresa tra i 25 e i 40 anni e che hanno un reddito inferiore ai 40.000 dollari. more

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Online Advertising: Openads incamera 15,5 milioni di dollari e lancia una Hosted Solution

Scritto da Enrico Bertini | 17 Gennaio 2008commentawikio

openads_hs.pngOpenads è la piattaforma open source di riferimento per la gestione autonoma delle inserzioni pubblicitarie all’interno dei siti web (ad server), una piattaforma della quale ho parlato diverse volte qui su Stalkk.ed. La piattaforma è utilizzata da decine di migliaia di publishers sparsi per il pianeta, supporta moltissime differenti lingue, ed è in grado praticamente di interfacciarsi con la maggior parte degli ad networks esistenti su Internet. Dopo aver ottenuto un primo round di finanziamenti nel Giugno 2007 da diversi venture capitalists, per un ammontare complessivo di 5 milioni di dollari, ora l’azienda londinese Openads ha incamerato un secondo round di investimenti, incassando ulteriori 15,5 milioni di dollari provenienti da Accel Partners, Index Ventures, First Round Capital, Mangrove Capital Partners e O’Reilly AlphaTech Ventures. E questo denaro verrà utilizzato sia per accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti che per operare nuove assunzioni. more

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