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Internet: la sfida dell’abbondanza

Scritto da Enrico Bertini | 1 Aprile 2008commentawikio

salvadanaio.png Long tail economy, free economy, open source economy, openness economy, open knowledge economy, blogosphere economy, abundance economy, advertising economy, attention economy, ecc., sono tutti questi modelli economici possibili e/o implementabili diffusamente a livello globale, in quanto autonomi, autogestibili, nonché potenziali apportatori di equi benefici socio-economici per larghissime porzioni di collettività? Per cercare di ragionare nel merito, si può sicuramente partire dal presupposto che, grazie ad Internet, molto potrebbe essere possibile, in quanto in generale più è grande e differenziato un potenziale bacino attenzionale, una massa di utenza, un mercato, raggiungibili da chiunque, più sono di conseguenza grandi potenzialmente le ricompense ottenibili al suo interno da parte di moltissimi. E sulla Rete tutto è potenzialmente enorme, e pressoché chiunque avrebbe oggi la possibilità di "servire" un numero elevatissimo di utenti, anche se forse sarebbe ormai meglio definire questi ultimi con un appellativo più appropriato, non importa se troppo complesso: quello di persone/utenti/navigatori/prosumers/bloggers. Certo, rendere diffusamente applicabili tutti questi "strani" nuovi modelli economici è di sicuro una sfida, ma d’altronde l’economia in sé, oltre che un mezzo per analizzare le forze che si muovono sul mercato, è anche una scienza della progettazione. more

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Startups: quanto potrebbe costare avviare un’azienda tecnologica “from scratch” basata sull’open source e sul cloud computing?

Scritto da Enrico Bertini | 27 Marzo 2008commentawikio

startups.png Quanto potrebbe costare avviare from scratch (da zero) un’azienda tecnologica di servizi web 2.0 o 3.0, se essa costruisse la propria infrastruttura informatica basandosi esclusivamente su software open source e sul cloud computing? Questa è la domanda a cui vorrei dedicare una seconda parte di questo articolo, tenendo conto soprattutto dei possibili costi riguardanti l’hardware, le risorse umane, il supporto al software open source stesso, nonché quei costi riguardanti il potenziale consumo di risorse di calcolo propri dell’utility computing. Perché acquisire il software open source non costerebbe praticamente nulla a questa ipotetica azienda, e di codice aperto disponibile per le più svariate esigenze di creazione di servizi web su Internet c’è ne più che abbastanza. Ma ecco alcuni esempi.

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Categorie: Innovazione, Open Source

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Open Source: la crescita è esponenziale

Scritto da Enrico Bertini | 20 Marzo 2008commentawikio

opensource_exp.png La superiorità del modello open source rispetto ad altri modelli di sviluppo del software è ormai acclarata, con l’open source stesso che ha raggiunto una cosiddetta fase GandhiCon 4, ed il quale sta inoltre facendo registrare un tasso di crescita esponenziale. Di questo tasso di crescita avevo già parlato a proposito di uno studio di Saugatuck Technology, all’interno del quale si evidenziava la fortissima ascesa dell’open source per quanto concerne l’imminente futuro. Ora un’altro studio, condotto stavolta da Amit Deshpande e Dirk Riehle di SAP Research, mette di nuovo in luce la strabiliante affermazione globale del modello open source, e lo fa analizzando quantitativamente le dinamiche di crescita di più di 5.000 progetti di open source software attualmente attivi nonché molto popolari. E quello che lo studio di SAP Research mostra, in pratica, è che sia l’ammontare totale delle linee di codice sorgente, sia il numero di progetti open source, sta effettivamente crescendo ad un ritmo esponenziale, e che il modello dominante di sviluppo del software sta radicalmente cambiando, di fatto virando in direzione dell’open source medesimo. Per giungere alle sue conclusioni, lo studio ha esaminato quante linee di codice open source sono state aggiunte in media ogni mese nell’arco di un periodo temporale di circa 12 anni, dal Gennaio del 1995 al Dicembre del 2006. more

Categorie: Open Source, Software, Trends

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Trends: l’età dell’open software

Scritto da Enrico Bertini | 13 Marzo 2008commentawikio

opensoftwareage.png Un’articolo del 2007 di Nick Carr apparso su strategy+business, ed intitolato "The Ignorance of Crowds", parlava del modello produttivo proprio dell’open source, e citava Eric Raymond, il quale, il 22 Maggio 1997, da sconosciuto programmatore qual’era a quel tempo, nel corso di una conferenza tecnologica tenutasi a Würzburg, in Germania, presentava un documento dal titolo "The Cathedral and the Bazaar" ("La Cattedrale e il Bazaar"), un documento destinato poi a diventare uno degli scritti più "virali" dell’intera storia dell’industria del software. Pressoché tutti i programmatori nonché gli esperti di software conoscono le tesi esposte da Raymond all’interno di quel documento, delle tesi a supporto di quella metodologia di sviluppo software aperta e comunitaria appartenente al mondo dell’open source. La tesi principale era quella che i programmi sofisticati erano da sempre stati costruiti (sviluppati) alla maniera delle cattedrali, vale a dire da "elitarie" e ristrette task forces industriali che, per esigenze di protezione del codice, operavano in maniera ordinata, strettissimamente pianificata, nonché chiusa ed isolata, quando invece il modello più efficiente di sviluppo del software si dimostrava essere quello dell’open bazaar, basato su di un paradigma produttivo (peer production) radicalmente differente dal primo, in quanto capace di coinvolgere informalmente ed a vari livelli qualunque individuo, gruppo, orgnizzazione, azienda, entità, che avesse la volontà di contribuire alla realizzazione di una data "opera". E come il documento di Raymond faceva notare, Linux rappresentava l’esempio perfetto della superiorità dell’approccio open software. more

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Open Source: fase GandhiCon 4 e 1000+ risorse

Scritto da Enrico Bertini | 4 Marzo 2008commentawikio

opensource1.png L’open source ha vinto. Uno studio di Saugatuck Technology da me recentemente citato, mentre da un lato ne attesta il successo, dall’altro ne delinea la fortissima ascesa negli anni a venire, indicando che fino al 2010 l’adozione dell’open source in ambito aziendale crescerà a ritmi variabili tra il 15% ed il 20%, e che al termine di tale periodo le applicazioni software open source rappresenteranno oltre il 50% dei sistemi informatici per circa un terzo delle organizzazioni. I contributori nonché i sostenitori dell’open source, come lo è ad esempio Doc Searls, parlano perciò del raggiungimento di una fase "GandhiCon 4" per l’open source stesso, dove con GandhiCon si fa riferimento alla famosissima frase del Mahatma Gandhi "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi tu vinci". Ma prima di rimandarvi agli elenchi di risorse open source, vorrei altresì citare me stesso, e quanto da me affermato nell’articolo di ieri: "……… c’è talmente tanto software open source in circolazione, …….. che un qualunque piccolo gruppo di persone, se ben motivato e coeso, potrebbe dar vita ad un’azienda realmente competitiva in moltissimi settori tecnologici". more

Categorie: Open Source, Software

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