- WordPress World: 100+ WordPress plugins, articles and resources
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)
- Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta
- Social Media: il radioso futuro delle social news
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 2)
- Life on the Net: privacy e gestione dell'identità online, due problematiche scottanti
- OpenID: lo standard prende piede
- Buzz, News & Trends: un "costante aggiornamento" sugli strumenti che servono
- Blogging: le 7 fatiche del professional blogger
- Cloud Computing: la frontiera - la prossima Google potrebbe non possedere alcun server
2008: parola d’ordine “Open”
Scritto da Enrico Bertini | 28 Dicembre 2007
![]()

Tags di Stalkk.ed con prefisso "Open" in ordine alfabetico: Openads, Open Authentication (OAuth), Open Content Alliance, Open Data, Open Data Access Protocol, Open Exchanges, Open Data Commons, Open Handset Alliance, OpenID, Open Networks, OpenSocial, Open Source, Open Standards, Open Standard Internet 3D, Open Web.
Categorie: Trends
Mobile Linux Platforms: lo scenario (parte 2)
Scritto da Enrico Bertini | 21 Dicembre 2007
![]()


Come avevo riportato nella prima parte di questo articolo, sono diverse le Mobile Linux Platforms attualmente esistenti sul mercato, e tutte sono spinte (con più o meno forza e convinzione) da diverse organizzazioni, consorzi, ed alleanze, alle quali partecipano i big del settore telecom, della mobile industry, e dell’IT in generale. La Open Handset Alliance (OHA) è l’ultima in ordine cronologico ad essere stata formata, ma è probabilmente quella che più di altre lascerà il segno nel futuro delle telecomunicazioni mobili. Recentemente, lo ha affermato anche Linus Torvalds, dichiarando che nel 2008 vedremo molti smartphones equipaggiati con Linux, e questo soprattutto grazie a Google, al suo Android, nonché alla OHA che lo supporta.

Mobile: Android, i 700 MHz e le reti wireless chiuse e aperte
Scritto da Enrico Bertini | 28 Novembre 2007
![]()

Sulla base di quanto riportava alcuni giorni fa il Wall Street Journal Google avrebbe costruito, all’interno del proprio quartier generale e dei propri campus, una avanzata rete cellulare ad alta velocità, usufruendo di una test license concessagli dalla Federal Communication Commission (FCC). Google avrebbe creato tale rete per accumulare quell’esperienza operativa necessaria per la messa in opera di un più ampio wireless network di livello nazionale, quel network che BigG potrebbe realizzare qualora si aggiudicasse una porzione dello spettro wireless dei 700 MHz nell’asta del Gennaio 2008 indetta dalla FCC (le cui dichiarazioni sugli intenti di partecipazione dovranno essere sottoposte alla Commissione entro il 3 Dicembre 2007). L’azienda di Mountain View aveva infatti già semi-ufficialmente espresso la propria volontà di partecipare all’asta in oggetto, dichiarando anche quale sarebbe potuta essere la sua offerta, la quale si sarebbe aggirata intorno ad un ammontare complessivo di circa 4,6 miliardi di dollari (un’offerta da sottoporsi totalmente in proprio oppure in partnership). 
Mobile Linux Platforms: lo scenario (parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 14 Novembre 2007
![]()


La Open Handset Alliance, l’allenza tra Google & Partners per il settore mobile, ha da poco rilasciato l’Android SDK, il toolkit per gli sviluppatori che vogliono creare applicazioni software su questa nuova piattaforma mobile basata su Linux. La OHA ha presentato l’SDK annunciando anche l’Android Developer Challenge, una iniziativa che mette in palio premi per 10 milioni di dollari da distribuire alle migliori applicazioni software che saranno create su Android: il modello è in parte quello del Do It Yourself (DIY), con gli sviluppatori che potranno contribuire all’evoluzione della piattaforma medesima. E come tutti sapranno ormai, l’Italia è stata esclusa (come al solito?) dalla partecipazione a questo challenge, per motivazioni riguardanti la sua legislazione in materia di distribuzione di premi (in proposito vedere il blog di Stefano Quintarelli).

GPhone: il Google Phone si chiama Android
Scritto da Enrico Bertini | 5 Novembre 2007
![]()


è ufficiale. Il Google Phone esiste e si chiama Android, e prende il nome dell’azienda che Google comprò qualche anno fa. Ma il GPhone non è un nuovo telefono cellulare prodotto dalla società di Mountain View. Si tratta invece di un sistema operativo open source per dispositivi mobili basato su Linux e concorrente del Microsoft Windows Mobile, di Symbian (Nokia), del Palm OS e del RIM OS. Ma a differenza di questi ultimi Google lo fornirà gratuitamente ed in maniera aperta ai produttori di harware mobile, consentendo loro di costruire smartphones a costi più bassi di quelli attuali. Inoltre, a partire dalla prossima settimana, l’Android Software Development Kit (SDK) sarà a disposizione degli sviluppatori software terze parti per la creazione di applicazioni di mobile Internet.
Dopo le speculazioni che per vari mesi si sono susseguite sul GPhone, Google ha finalmente svelato le sue strategie per il settore mobile, dichiarando di stare lavorando con una trentina di partners (mobile hardware manufactures e wireless carriers in testa) del calibro di Motorola, Samsung, LG Electronics, Intel, Texas Instrument, HTC, Broadcom, Qualcomm, KDDI, NTT DoCoMo, Sprint Nextel, T-Mobile, China Mobile, Telefonica e Telecom Italia, e di aver dato vita ad un’alleanza con i medesimi denominata Open Handset Alliance.
I dispositivi mobili basati su Android non vedranno comunque la luce prima della seconda metà del 2008.


