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Online Advertising: Blinkx lancia AdHoc
Scritto da Enrico Bertini | 11 Ottobre 2007
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Dopo vari mesi di gestazione, Blinkx lancia AdHoc, una piattaforma di video advertising contestuale il cui funzionamento ricalca quello dell’AdSense. Tale piattaforma si basa su algoritmi capaci di analizzare le tracce audio di un video (speech analisys) e di generare inserzioni pubblicitarie pertinenti con i contenuti dei siti web che lo ospitano. Allorché un video widget di AdHoc viene “embeddato” all’interno di una pagina web, infatti, l’AdHoc ad server genererà pubblicità contestuale utilizzando le keywords di quest’ultima in qualità di metadati.
Il programma AdHoc consente ai bloggers e ai possessori di siti web di produrre nuove entrate monetarie pubblicando filmati provenienti da diversi siti di video sharing, come MySpace, GoogleVideo, YouTube, Revver, Metacafe, Veoh, DailyMotion, Break, ecc., ma è anche possibile richiedere l’inserimento di nuovi circuiti.

Categorie: Online Advertising, Online Video, Pubblicità Online
Web Office e oltre: si muove Adobe
Scritto da Enrico Bertini | 2 Ottobre 2007
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Adobe ha deciso di muoversi alla grande sul Web. L’azienda di San Jose ha da poco lanciato un proprio media player, ha presentato un nuovo servizio di document sharing, ed ha effettuato un’acquisizione strategica nell’area del Web Office. Il comun denominatore di queste nuove iniziative di Adobe è l’Adobe Integrated Runtime (AIR), l’ambiente di sviluppo OS-indipendent che ha sostituito Apollo, e che l’azienda sta spingendo come strumento principe per la produzione di applicazioni RIA (Rich Internet Applications) in ambito web/desktop.
Per qualsiasi novità tecnologica in casa Adobe si può comunque fare riferimento agli Adobe Labs.

Categorie: Internet TV, Online Video, Web Office
Internet: chi farà collassare la Rete?
Scritto da Enrico Bertini | 27 Settembre 2007
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Cercando di capire chi farà collassare la rete, quache giorno fa leggevo un articolo di Stefano Quintarelli intitolato “Quanto cresce il traffico in Rete?“, un articolo che trattava il tema del possibile, “vicino”, collasso di Internet, un collasso dovuto alla enorme crescita dell’online video.
Nell’articolo, Quintarelli citava le dichiarazioni di John Chambers, Chairman e CEO di Cisco Systems, secondo le quali il traffico Internet potrebbe crescere del 300-500% all’anno nell’arco dei prossimi “n” anni, una crescita determinata soprattutto dal costante innalzamento della domanda di nuovi servizi consumer quali video, musica, teleconferenza, telepresenza, collaborazione online, ecc., anche in ambiente mobile. E ciò potrebbe andare ben al di là delle aspettative di molti.

Categorie: Internet, Internet TV, Net Neutrality, Online Video
Online Video: è arrivata Hulu
Scritto da Enrico Bertini | 3 Settembre 2007
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è Hulu il nome ufficiale di quello che qualcuno ha etichettato come il più temibile sfidante di YouTube: il sito web del nuovo “ospite” nel settore dell’online video e del quale si è molto speculato nella blogosfera ha fatto da poco la sua apparizione su Internet. Si tratta di una joint-venture creata tra NBC Universal e News Corp. con la dichiaratamente ambiziosa missione “to help you find and enjoy the world’s premier content when, where and how you want it” e che ad Ottobre aprirà la fase beta privata del proprio servizio. Nel frattempo, ci si può iscrivere a Hulu e richiedere un invito di partecipazione alla beta in arrivo.
Non si sapeva moltissimo di Hulu fino al momento del lancio ufficiale, e ciò aveva fatto pensare a molti che la strategia che la joint-venture “senza nome” intendeva perseguire non fosse poi così chiaramente definita in tutti i suoi aspetti. Quello che comunque era già noto è che i contenuti che Hulu offrirà ai propri utenti saranno rappresentati da serie televisive, films e cartoons, che si tratterà contenuti di alta qualità, che essi saranno gratuiti e supportati dalla pubblicità (con advertisers sicuramente di grosso calibro), e che saranno disponibili diverse avanzate funzioni utente comprendenti il video search.
Sul sito di Hulu è inoltre specificato che i suddetti contenuti verranno distribuiti attraverso una serie di siti partner comprendenti AOL, Comcast, MSN, MySpace, e Yahoo.
Alcune settimane fa, un’articolo di NewTeeVee parlava dei 100 milioni di dollari investiti da Providence Equity Partners nella joint-venture.
E senza alcun dubbio, anche l’arrivo di Hulu rappresenta un ulteriore passo avanti verso la totale convergenza Internet-TV.
Categorie: Internet TV, Online Video
Trends: la totale convergenza Internet-TV è lontana o vicina?
Scritto da Enrico Bertini | 28 Agosto 2007
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Qualche settimana fa, la BBC ha ufficialmente rilasciato la versione beta pubblica del suo BBC iPlayer, rendendo disponibile online ed a titolo gratuito una larga parte della propria vastissima gamma di produzioni televisive. Inizialmente, il servizio di Internet TV lanciato dalla BBC opererà nella cosiddetta modalità on-demand, consentendo agli utenti di vedere i programmi del network televisivo inglese (e di scaricarli) fino a sette giorni dopo la data del loro broadcasting originario. In seguito invece, il BBC iPlayer permetterà agli utenti di vedere gratuitamente anche gli streams di programmi trasmessi dal broadcaster in tempo reale.
Il servizio di Internet TV di BCC non sarà esclusivamente limitato al Regno Unito, ma verrà anche esteso ad altri Paesi (dapprima a quelli di lingua inglese), sia a pagamento (ad-free) che in maniera gratuita (comprendente la pubblicità).
Precedentemente, anche la ABC aveva annunciato, unitamente ad un nuovo player, il broadcasting su Internet di propri contenuti televisivi prime time in alta definizione e dei quali l’utenza avrebbe potuto usufruire gratuitamente, sebbene si trattasse di un servizio di tipo geotarghettizzato e limitato esclusivamente agli USA.
Adesso invece, i principali networks televisivi americani ad eccezione di ABC (cioè CBS, NBC e Fox) stanno cominciando ad offrire su Web la possibilità di vedere gratuitamente gli episodi pilota di alcune nuove serie televisive da essi prodotte, sia in modalità streaming sia attraverso il download: e pure questo è un passo avanti verso la Internet TV e l’online video, sebbene si sia verificato sulla spinta del marketing e di strategie che in passato si sono già rivelate vincenti.
Con riferimento a quest’ultima notizia, Podcasting News commenta l’ancora cauto approccio adottato dei big players dei media nei confronti della Rete, e lo fa evidenziando che: “Instead of making it easy to watch new shows on-demand as video podcasts or as free iTunes show downloads, the networks are making more tentative steps. This cautious approach to the Internet means that: 1) You can’t expect to be able to try out new shows when you want to; 2) You probably can’t watch the shows without a proprietary video player; 3) You can’t expect to watch the new shows on your iPhones, Apple TVs, portable media players and other gear; 4) You can’t embed shows in your blog and write about them; 5) You can’t easily share new shows with your friends. All these barriers mean that you’re less likely to watch the major networks’ new shows and you’re less likely to help generate buzz about them on the Internet“.
Ma quanto è veramente lontana nel tempo la totale convergenza fra Internet e la televisione tradizionale?
Malgrado molti, allo stato attuale, possano non gradire di vedere la TV su Internet (si ha comunque a che fare con il desktop, si deve utilizzare il mouse e non il telecomando, la velocità di connessione ad Internet è discontinua, la qualità delle immagini può non essere delle migliori, alcune tecnologie non sono ancora a punto, mancano trasmissioni in tempo reale, molti players video non “girano” su tutti i sistemi operativi, possono esserci problemi di relazione con il mezzo, ecc.), la popolarità dell’Internet TV e quella dell’online video sono cresciute vertiginosamente negli ultimi tempi, e continueranno a crescere a tassi molto sostenuti: anche le statistiche che lo provano si susseguono ormai ad un ritmo impressionante.
Grazie ai nuovi attori dell’Internet TV (Joost, Babelgum, VeohTV, Miro, Zattoo, la nascente BBTV, ecc.), a quelli dell’online video (con in testa sempre YouTube), al contributo apportato dalle varie directories di canali televisivi web-based (come ad esempio viewmy.tv o wwiTV), alla sempre più ampia larghezza di banda disponibile con economie di scala (i Content Delivery Networks come Akamai e Limelight Networks stanno anch’essi facendo la loro parte), nonché al fatto che la Rete veicola trasmissioni gratuite provenienti dall’intero globo in modalità H24, le opportunità di vedere la TV su Internet sono cresciute enormemente. E si sta assistendo anche alla proliferazione di servizi/strumenti di broadcasting personale.
Date le suddette premesse, in molti si stanno chiedendo se e quando la TV tradizionale diverrà obsoleta, se e quando si verificherà la totale convergenza Internet-TV, nonché in quanto tempo tutto ciò potrà avvenire. E sebbene un articolo di NewTeeVee evidenzi come l’online video possa essere ancora troppo costoso, un guru come Vinton Cerf, parlando al MediaGuardian Edinburgh International Television Festival, già predice la fine della TV così come la conosciamo.
Un articolo del Guardian Unlimited riporta le dichiarazioni salienti pronunciate da Vinton Cerf durante il Festival: “85% of all video we watch is pre-recorded, so you can set your system to download it all the time. You’re still going to need live television for certain things - like news, sporting events and emergencies - but increasingly it is going to be almost like the iPod, where you download content to look at later. In Japan you can already download an hour’s worth of video in 16 seconds. And we’re starting to see ways of mixing information together … imagine if you could pause a TV programme and use your mouse to click on different items on the screen and find out more about them“.
Secondo Vinton Cerf insomma, Internet sta radicalmente cambiando lo scenario dei media, e molto presto tutti noi potremmo vedere convergere su Internet la maggior parte delle nostre TV.
Categorie: Internet, Internet TV, Online Video, Trends

