- WordPress World: 100+ WordPress plugins, articles and resources
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)
- Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta
- Social Media: il radioso futuro delle social news
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 2)
- Life on the Net: privacy e gestione dell'identità online, due problematiche scottanti
- OpenID: lo standard prende piede
- Buzz, News & Trends: un "costante aggiornamento" sugli strumenti che servono
- Blogging: le 7 fatiche del professional blogger
- Cloud Computing: la frontiera - la prossima Google potrebbe non possedere alcun server
Internet: la sfida dell’abbondanza
Scritto da Enrico Bertini | 1 Aprile 2008
![]()

Long tail economy, free economy, open source economy, openness economy, open knowledge economy, blogosphere economy, abundance economy, advertising economy, attention economy, ecc., sono tutti questi modelli economici possibili e/o implementabili diffusamente a livello globale, in quanto autonomi, autogestibili, nonché potenziali apportatori di equi benefici socio-economici per larghissime porzioni di collettività? Per cercare di ragionare nel merito, si può sicuramente partire dal presupposto che, grazie ad Internet, molto potrebbe essere possibile, in quanto in generale più è grande e differenziato un potenziale bacino attenzionale, una massa di utenza, un mercato, raggiungibili da chiunque, più sono di conseguenza grandi potenzialmente le ricompense ottenibili al suo interno da parte di moltissimi. E sulla Rete tutto è potenzialmente enorme, e pressoché chiunque avrebbe oggi la possibilità di "servire" un numero elevatissimo di utenti, anche se forse sarebbe ormai meglio definire questi ultimi con un appellativo più appropriato, non importa se troppo complesso: quello di persone/utenti/navigatori/prosumers/bloggers. Certo, rendere diffusamente applicabili tutti questi "strani" nuovi modelli economici è di sicuro una sfida, ma d’altronde l’economia in sé, oltre che un mezzo per analizzare le forze che si muovono sul mercato, è anche una scienza della progettazione. 
Categorie: Attention Economy, Blogosfera, Internet, Online Advertising, Open Source, Web Economy
Online Advertising: IDG TechNetwork, un advertising network per i blogs tecnologici
Scritto da Enrico Bertini | 17 Marzo 2008
![]()

IDG, una delle più grandi aziende editoriali del settore tecnologico (possiede pubblicazioni come Computerworld, Macworld e PC World) ha da poco annunciato il lancio di un proprio advertising network denominato IDG TechNetwork, un circuito pubblicitario specificamente dedicato ai publishers tecnologici indipendenti, i quali comprendono ovviamente anche i blogs che trattano di tecnologia. Negli obbiettivi di IDG c’è la creazione di un network pubblicitario che rappresenti un vero e proprio ecosistema, le cui risorse ed i cui servizi siano capaci di apportare dei notevoli benefici ai publishers indipendenti, sia in termini di traffico che in termini di fatturato. Infatti, oltre che far leva sulla affidabilissima ed internazionalmente estesa struttura di marketing & sales di IDG, l’IDG TechNetwork distribuirà i contenuti dei publishers all’interno degli altri media tecnologici di proprietà dell’azienda medesima, nonché all’interno dei siti web dei suoi partners. Ai publishers che vorranno aderire all’IDG Network, che poi saranno selezionati in base a criteri qualitativi, verrà quindi fornita un’infrastruttura pubblicitaria estremamente consolidata, basata sul modello CPM, e per poter usufruire della quale essi corrisponderanno ad IDG il 50% delle proprie entrate pubblicitarie. 
Categorie: Blogs, Online Advertising, Pubblicità Online
Online Advertising: disintermediazione e Ad serving
Scritto da Enrico Bertini | 14 Marzo 2008
![]()

Con il via libera concesso dall’Unione Europea, Google ha da pochissimo concluso l’acquisizione di DoubleClick, un’azienda che, al contrario di quanto qualcuno può aver erroneamente creduto, non è un’azienda che vende pubblicità, ma una società che fornisce servizi e tecnologie software a supporto del digital marketing. DoubleClick supporta infatti in vari modi le attività pubblicitarie e di marketing di moltissimi dei soggetti che hanno la necessità di agire online, i quali comprendono aziende, agenzie pubblicitarie, advertising networks, ecc., fornendo loro soluzioni per la pianificazione, il collocamento, l’ottimizzazione, il monitoraggio, il reporting, delle loro campagne pubblicitarie su Internet, e mettendo loro altresì a disposizione un Advertising Exchange per la compravendita della pubblicità in Rete: quest’ultimo coinvolge ovviamente pure i publishers, per i quali la piattaforma DoubleClick fornisce a sua volta delle soluzioni per la monetizzazione del loro ad inventory. Data inoltre l’esistenza di una divisione di performance marketing in DoubleClick, la DoubleClick Performics, su TechCrunch Duncan Riley faceva notare che, avendo acquisito l’azienda, Google ora vende anche servizi SEO nonché SEM (ranking optimization, link building, ecc.). Infine, Google ha appena lanciato (in versione beta chiusa) un nuovo servizio nell’area dell’online advertising, un ad server denominato Ad Manager del quale i publishers potranno usufruire gratuitamente. 
Categorie: Online Advertising, Pubblicità Online
Online Advertising: quanto è lunga la coda della click economy?
Scritto da Enrico Bertini | 3 Marzo 2008
![]()

Durante il recentissimo SMX West 2008 si è discusso di Economia del Search, ed alcuni economisti che sono intervenuti, di cui qualcuno interno a Google ed a Yahoo!, hanno parlato del futuro del mercato della ricerca su Internet, toccando tematiche relative all’evoluzione del rapporto esistente tra motori di ricerca ed online advertising, stante il fatto che tali motori (ricordo che sono gratuiti) devono continuare ad essere capaci sia di massimizzare il valore degli investimenti degli advertisers nella pubblicità online, sia di continuare a soddisfare al meglio, nel contempo, le esigenze di ricerca dei loro utenti. 
Categorie: Motori di Ricerca, Pubblicità Online, Search Engines, Soldi, Trends, Web Analytics, Web Economy
Online Advertising: i “Natural Born Clickers” sono solo il 6%?
Scritto da Enrico Bertini | 13 Febbraio 2008
![]()

Uno studio condotto dall’agenzia media Starcom USA, in collaborazione con Tacoda e con comScore, ha evidenziato che i più "pesanti" cliccatori (heavy clickers) di pubblicità su Internet provocano di fatto una distorsione dei risultati prodotti dalle metriche di misurazione del click-through. Lo studio, denominato "Natural Born Clickers", ha infatti rivelato che soltanto un piccola percentuale di utenti Internet, affatto rappresentativa dell’intera popolazione online statunitense, è responsabile della stragrande maggioranza dei click-through che interessano l’online advertising. Secondo lo studio, in pratica, i cliccatori "pesanti" di pubblicità online rappresentano appena il 6% del popolo Internet degli Stati Uniti, e ad essi è imputabile il 50% dei clicks totalmente effettuati sugli ads. C’è quindi una disomogeneità di fondo tra il comportamento degli heavy clickers e quello di classici, tipici, normali utenti Internet, con i primi che sulla Rete trascorrono quattro volte più tempo rispetto ai secondi, sebbene ciò non rifletta in maniera proporzionale i differenti modi di comportarsi delle due diverse tipologie di utenza. Gli heavy clickers vengono inoltre identificati dallo studio come individui di età compresa tra i 25 e i 40 anni e che hanno un reddito inferiore ai 40.000 dollari. 
Categorie: Online Advertising, Pubblicità Online

