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Web Semantico: approccio top-down o bottom-up?

Scritto da Enrico Bertini | 25 Marzo 2008commentawikio

semanticweb.png Il Web Semantico avanza. Sempre più servizi e strumenti software su Internet consentono di manipolare i differenti tipi di dati strutturati e ricchi di significato che sono propri del Semantic Web: i linked data, quelli espressi in formato RDF e nei suoi vari formati derivati, ed i Microformati, quelli espressi invece in formato XHTML e nei formati derivati da quest’ultimo. Tutti questi formati derivano a loro volta dall’XML, e consentono di descrivere schemi concettuali, basi di dati semantiche, tassonomie, grafi sociali, ecc., permettendo anche di inserire micro-contenuti semantici all’interno di normali pagine web HTML. "Tutti i pezzi sono al loro posto per vedere emergere il Web Semantico", ha dichiarato Tim Berners-Lee, e sulla base di un approccio che sarà prevalentemente top-down, piuttosto che bottom-up, un approccio secondo il quale la stragrande maggioranza dei dati semantici o si trova già nei databases, oppure verrà estratta da ordinarie pagine web HTML, anziché essere aggiunta attraverso notazioni semantiche (semantic markups) inserite nei contenuti dell’intero Web. Ed oltre al rilascio delle specifiche SPARQL, anche il progetto Linking Open Data nonché il lavoro di standardizzazione del DataPortability Workgroup stanno contribuendo ad una rapida avanzata del Web Semantico, il quale sembrerebbe davvero essere "alle porte". Esiste inoltre un’estensione Semantic Web Crawling per semanticizzare anche il protocollo Sitemap. more

Categorie: Web 3.0

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Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 22 Gennaio 2008commentawikio

wordpress_rdf.png Sul British Medical Journal (BMJ), un articolo intitolato "Web 3.0 and medicine" cita una metafora medica utilizzata da un neurologo per descrivere il Web Semantico, o Web 3.0. Secondo questi, in sostanza, lo sviluppo del Web, dalle sue origini (1995) fino all’attuale Social Web, è paragonabile allo sviluppo del cervello umano. E mentre le tecnologie proprie del Web 1.0 e del Web 2.0 sono state, per così dire, tecnologie embrionali, le tecnologie semantiche ci consentiranno di creare un Web decisamente più maturo, un universo di informazioni nel quale esisteranno percorsi, sentieri, canali, per la trovabilità delle informazioni stesse (leggi Findability), con la loro elaborazione che di fatto risulterà assai simile a quella dei processi cognitivi umani. Una delle principali caratteristiche del Web 3.0 sarà infatti quella di gestire metadati, vale a dire dati che descrivono dati, ed è proprio questo ciò che trasformerà il Web in un gigantesco database "unificato". Trattasi del Web of Data, come lo ha definito Tim Berners-Lee, ovverosia di un Web che non sarà più composto da pagine html e/o da semplici files, ma da persone, figure giuridiche, reti di relazioni (social, professional & business networks - il Giant Global Graph in sostanza), eventi, luoghi, oggetti, concetti, lifestreams, flussi attenzionali, ecc., con ciascuna istanza di queste entità che sarà descritta proprio sulla base dei suddetti metadati. more

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DataPortability.org: anche Google, Facebook e Plaxo nel DataPortability Workgroup

Scritto da Enrico Bertini | 9 Gennaio 2008commentawikio

dataportabilitylogo.png Brad Fitzpatrick (Google), Benjamin Ling (Facebook) e Joseph Smarr (Plaxo) si uniscono al DataPortability Workgroup, e, vista l’importanza delle aziende di cui fanno parte (considerando il "peso specifico" di Google e di Facebook in primis), si tratta di tre significative adesioni per la creazione di un Web più aperto. E questo non solo per ciò che concerne i social networks, ma anche per quanto riguarda in generale i diritti degli utenti e l’interoperabilità delle applicazioni su Internet. Sul Particles Blog, Chris Saad ricorda il lavoro che il DataPortability Workgroup sta svolgendo sugli open standards e sui protocolli al fine di raggiungere obbiettivi di massima interoperabilità sul Web, cita la stesura in corso di un "DataPortability Reference Design", un documento che ne codifichi le pratiche, e parla della necessità di una sorta di DHCP per le identità utente, nonché di un file system distribuito per i dati. more

Categorie: Facebook, Google, Internet

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Web Semantico: che cosa si prepara per il dopo Google? (Parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007commentawikio

semanticweb.png

Nella prima parte di questo articolo ho introdotto i concetti di Web Semantico e di ricerca semantica, ed ho spiegato perché parlare di motori di ricerca semantici non implica necessariamente parlare di Web Semantico, dato che i primi possono esistere anche in assenza del secondo: ho inoltre negato l’equazione “Semantica = Intelligenza Artificiale”. Nella seconda parte dell’articolo cito invece sia aziende che stanno gettando le basi per la creazione di un Web Semantico, sia aziende che offrono servizi di ricerca semantici, sia altre aziende che utilizzano tecnologie semantiche per differenti finalità applicative. Va precisato però fin da subito che esistono differenti approcci seguiti nella costruzione di un sistema semantico, e che tali approcci possono essere differenti a seconda che si tratti di singole applicazioni oppure dell’intero Web 3.0. Questi approcci sono classificabili sostanzialmente in approcci di tipo top-down o di tipo bottom-up, e senza scendere in particolari dettagli diciamo che il primo analizza i contenuti di un testo così come si presentano, mentre il secondo tenta di descriverli sulla base di metainformazioni da inserire al suo interno. L’obbiettivo di entrambi i tipi di approccio è lo stesso, ovviamente, e ciascuno di essi è di fatto proficuo.
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Categorie: Web 3.0