Media Trends: l’era dei curatori digitali

Scritto da Enrico Bertini | 17 Giugno 2009

digitalcurators.png Internet è un immenso oceano di informazioni "distanti" un click dai loro lettori, ed esse sono contenute da pagine web, da RSS feeds, da tweets, da real-time streams, ecc. I costi della loro distribuzione sono oramai pressoché nulli, ed anche quelli della loro produzione si sono ridotti drasticamente. La Rete ha infatti creato quella che può essere definita come un’economia post-gutenberghiana, dove la pubblicazione e la diffusione di informazioni sono oggi alla portata di tutti. Ma in questo mare magnum di informazioni, il quale produce ciò va sotto il nome di "information overload", il vero valore aggiunto sta nel trovare sempre (e il più delle volte in tempo reale) il meglio su qualsiasi fatto, tema, od argomento, cosa che per la maggior parte degli internauti/lettori potrebbe risultare non proprio semplicissima (con il suddetto click distanza che potrebbe essere di fatto più virtuale che reale). more

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Life on the Net: attenzione VS distrazione

Scritto da Enrico Bertini | 25 Maggio 2009

meditazione.png Nel 1971, quando il Web praticamente non esisteva, quando le dimensioni dei più piccoli computers erano quelle di un furgone di consegna, nonché prima che i fondatori di Google nascessero, il pluriesperto economista Herbert A. Simon forniva probabilmente la più coincisa descrizione possibile di quello che sarebbe stato il nostro fardello nell’era dell’informazione scrivendo che: "Quello che l’informazione consuma è alquanto ovvio: essa consuma l’attenzione del suo destinatario. Per cui, una ricchezza di informazioni crea una povertà di attenzione, e richiede una efficiente distribuzione di tale attenzione tra la sovrabbondanza di fonti d’informazione che potrebbero consumarla". Questo dice tra le altre cose un interessantissimo articolo del New York Magazine intitolato "In Defense of Distraction", il quale sottolinea che, sulla base di quanto affermato da Simon, noi, in qualità di beneficiari del più grande boom informativo della storia del pianeta, di fatto subiamo un certo travaglio in corrispondenza della nostra (seria) povertà di attenzione. more

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Newsmastering: Google Reader e filtri per la creazione di una centrale di informazioni

Scritto da Enrico Bertini | 17 Gennaio 2009

centraleinformazioni.png Tutti coloro che utilizzano un RSS reader (come il Google Reader) ed hanno sottoscritto centinaia di feeds per ricevere informazioni in tempo reale circa fatti, argomenti, eventi, persone, aziende, prodotti, ecc., conoscono il problema dell’information overload: ogni giorno, tutte queste persone possono infatti venire letteralmente sommerse da fiumi di notizie, articoli, commenti, messaggi, conversazioni, raccomandazioni, attività personali, ecc., la cui portata può incidere pesantemente sul loro personale consumo di risorse attenzionali e cognitive. Ed in maniera dipendente o indipendente dalla fonte, molte delle informazioni ricevute sono poi scarsamente od affatto interessanti per ciascun singolo individuo, principalmente perché ricadono al di fuori dei suoi interessi diretti. Ma anche in presenza di informazioni rilevanti per una data persona, di fronte ad una vasta pluralità di fonti informative sottoscritte, occorre fare in modo che tali informazioni emergano sulle altre, cercando in pratica di eliminare ciò che potrebbe essere definito come "rumore". Inoltre, mentre da un lato non esistono (ancora) degli algoritmi universali capaci di selezionare automaticamente informazioni "ad personam", nessun individuo dall’altro è in grado di consultare tutte le informazioni interessanti che potrebbe ricevere quotidianamente. L’unica soluzione consiste perciò in un compromesso, e per quanto riguarda gli RSS readers questo compromesso può essere raggiunto attraverso l’uso di filtri. more

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Internet: il rapporto tra information overload, intelligenza, cultura ed economia

Scritto da Enrico Bertini | 23 Dicembre 2008

informationoverload.png All’interno di un articolo apparso su "The Atlantic", Nick Carr parla di come Internet sta modificando i nostri processi mentali nonché il nostro comportamento in rapporto alla lettura, argomentando che la Rete influenza pesantemente il nostro modo di relazionarci con l’informazione: non ci immergiamo più profondamente nelle parole e nei concetti che l’informazione stessa trasporta (come ad esempio quando leggevamo un libro), ma tendiamo invece a navigare sulla sua superficie, passando velocemente da un’informazione all’altra ed assoggettandoci alle dinamiche di distribuzione dell’informazione proprie del Web. Stiamo inoltre perdendo le nostre capacità di concentrazione e di contemplazione, dice Carr, in quanto facciamo sempre più fatica a seguire con attenzione costante gli articoli più lunghi che troviamo sulla Rete (ma anche quelli che troviamo sulla carta stampata) e che abbiamo deciso di leggere, per non parlare dei libri. Internet agisce perciò sui nostri meccanismi cognitivi e sul modo in cui apprendiamo, continua Carr citando una ricerca della University College London, e siccome "noi siamo quello che leggiamo e come lo leggiamo", la nostra capacità di interpretare un testo risulta determinante. more

Categorie: Internet

Information Overload ed Infomania: quali effetti?

Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007

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Qualche giorno fa stavo leggendo un articolo di CNET News intitolato “Digg, superficial traffic, and conversations“, nel quale si argomentava del fatto che Techmeme ed altri Silicon Valley aggregators in realtà non generano molto traffico per i possessori di blogs o siti web. L’articolo citava anche Valleywag, il quale, pur essendo un sito molto importante all’interno dei circoli della Silicon Valley, al pari di Techmeme si limita a generare poche centinaia di pageviews al giorno. Siti come Digg, Slashdot e Groklaw, al contrario, sono in grado di generarne decine di migliaia. L’articolo riportava inoltre il fatto che i lettori che arrivano da Digg, StumbleUpon e Reddit, tendono ad avere una maggiore superficialità rispetto ad altri provenienti da Slashdot o Groklaw, rimanendo in media sul sito per meno di 10 secondi (addirittura 5 nel caso di Digg), un tempo necessario probabilmente a leggere soltanto poco più del titolo di un articolo.
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