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Social Networking: WordPress Social Networks

Scritto da Enrico Bertini | 5 Marzo 2008commentawikio

wpsocialnetworks.png Dal proprio blog personale Matt Mullenweg, l’ideatore di WordPress, annuncia che Automattic ha appena dato vita ad un nuovo progetto denominato BuddyPress, un progetto open source che trasformerà la piattaforma WordPress (MU) anche in una piattaforma di social networking. Il progetto BuddyPress sarà guidato da Andy Peatling, il quale in precedenza era stato il creatore di ChickSpeak, un social network basato sulla piattaforma WordPress MU, ed il quale ora si è appena unito allo Automattic team. "È chiaro che il futuro è sociale" dichiara Matt Mullenweg all’interno del proprio annuncio, ed è altrettanto chiaro che "le connesssioni sono la chiave", inoltre "WordPress MU is a platform which has shown itself to be able to operate at Internet-scale and with BuddyPress we can make it friendlier". WordPress si appresta quindi a diventare anche uno strumento per la creazione di social networks. more

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Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 25 Febbraio 2008commentawikio

wordpress_rdf.png Nella prima parte di questo articolo ho introdotto alcuni dei concetti propri del Web Semantico (seguite tutto il tag "Web Semantico" su Stalkk.ed per una più approfondita trattazione del tema), parlando dei vari linguaggi/formati utilizzati per descrivere le differenti strutture e metastrutture dati dalle quali esso è composto (formati RDF, OWL, FOAF, SIOC, SKOS, ecc.). All’interno dell’articolo avevo inoltre fatto riferimento ad una lista di plugins per WordPress che possono essere utilizzati sia per rendere semantici i contenuti creati tramite questa piattaforma di blogging (posts, categorie e tags), sia per creare un profilo FOAF agganciato ad un WordPress blog, sia per creare un RDF Store gestibile direttamente dall’interno del blog stesso, il tutto interrogabile via SPARQL e con la possibilità di importare ed esportare metadati. Questa seconda parte dell’articolo la dedico invece all’individuazione di alcuni altri plugins semantici per WordPress, nonché all’esplorazione di diversi strumenti di browsing, di manipolazione e di ricerca semantica sul Web, quegli strumenti utili per "gestire" quel set di metadati che ora è divenuto possibile generare anche a partire da un qualsiasi WordPress blog. more

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Open Knowledge: paradigma di un futuro che è già presente

Scritto da Enrico Bertini | 16 Febbraio 2008commentawikio

oknow.png "Open Knowledge" sta per cononoscenza aperta, vale e dire una conoscenza libera, accessibile, comprensibile ed universale: pur abbisognando di essere estesa (penso di estenderla io se non lo farà nessun altro entro breve), una voce di Wikipedia ne illustra già molto bene il significato concettuale, per cui qui non mi dilungo nel farlo. Vorrei invece sottolineare che esiste una Open Knowledge Foundation, una fondazione creata nel 2004 con lo scopo di promuovere (e di proteggere) la conoscenza aperta, nell’idea che questo approccio alla produzione e alla distribuzione del sapere apporterà dei sostanziali benefici sociali e commerciali all’interà società umana, benefici possibili sia nel breve, sia nel lungo, sia nel lunghissimo termine. "By open knowledge we mean knowledge which anyone is free to use, re-use and redistribute without legal, social or technological restriction" dichiara la Open Knowledge Foundation sul proprio sito web, rimandando poi ad un sito denominato Open Knowledge Definition per una più approfondita comprensione dei principi che definiscono il termine "open" di open knowledge. Un Advisory Council per opendefinition.org è stato appena designato, riporta altresì il blog dell’OKF, ed oltre ad essere responsabile di una Open Knowledge Definition (1.0 al momento) esso si occuperà anche di una Open Service Definition, cioè di applicare il termine "open" al mondo del Software as a Service (SaaS). more

Categorie: Web 3.0

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Web Semantico: il servizio Calais di Reuters

Scritto da Enrico Bertini | 13 Febbraio 2008commentawikio

calais.png Reuters ha recentemente lanciato un nuovo servizio Web denominato Calais, presentandolo nell’overview che lo riguarda nel modo seguente: "We want to make all the world’s content more accessible, interoperable and valuable. Some call it Web 2.0, Web 3.0, the semantic web or the Giant Global Graph - we call our piece of it Calais". Si tratta perciò di un servizio che ha a che fare con il Web Semantico, più specificamente di un servizio che consente di "arricchire" semanticamente contenuti Web testuali mediante la generazione di metadati, così da descriverli in maniera intellegibile da altre applicazioni semantiche. Ed ecco come funziona il servizio: 1) l’utente fornisce a Calais dei propri contenuti testuali da esaminare, presenti, ad esempio, all’interno di pagine HTML; 2) analizzando questi contenuti, nonché sulla base di elaborazioni condotte utilizzando il linguaggio naturale ed altri metodi, Calais estrapola informazioni strutturate dal testo, essendo capace di riconoscere persone, organizzazioni, luoghi, fatti ed eventi che ivi sono menzionati; 3) successivamente, Calais genera dei metadati in formato RDF, cioè dei dati descrittivi di ogni entità, evento o fatto riconosciuto all’interno del testo esaminato, associandoli permanentemente al documento Web al quale essi appartengono, documento a cui viene inoltre assegnato un identificativo unico (il Globally Unique Identifier - GUID); 4) utilizzando il GUID, qualunque applicazione semantica sul Web delegata dall’utente, e conforme agli standards RDF, potrà di conseguenza leggere e comprendere questi metadati, potendo poi utilizzarli per i più svariati scopi. more

Categorie: Web 3.0

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Social Networking: Google Social Graph API

Scritto da Enrico Bertini | 4 Febbraio 2008commentawikio

socialgraphapi.png Google ha rilasciato le Social Graph API, delle interfacce applicative di programmazione che consentono agli sviluppatori di accedere ad informazioni riguardanti relazioni di dominio pubblico tra persone sul Web espresse nei formati FOAF ed XFN. E come mostrano gli esempi applicativi sul sito delle stesse Social Graph API, interrogando una o più URLs (un blog, un profilo di social networking, ecc.), è possibile ottenere delle liste di relazioni tra individui provenienti da vari servizi Internet (Twitter, LiveJournal, Jaiku, Flickr, ecc.), nonché le connessioni/correlazioni tra i siti/accounts che un dato individuo possiede sul Web. I crawlers di Google raccolgono infatti sul Web i dati di social networking disponibili pubblicamente circa una certa persona, e li mettono a disposizione delle Social Graph API via JSON per far si che tali dati possano essere riutilizzati in vario modo da altre applicazioni. Questi dati diventano quindi, di fatto, portabili, a disposizione dell’utente, e non si rende più necessario alcun loro reinserimento in altre parti del Web. Ciò va nella direzione del Giant Global Graph teorizzato da Tim Berners-Lee, l’intero Web visto come un enorme social network, e magari anche come un gigantesco sistema operativo. more

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