OnLive: anche i videogames sono adesso “on the cloud”
Scritto da Enrico Bertini | 3 Settembre 2009
Anche i videogames sono adesso "on the cloud". Ce li ha portati OnLive, una nuova azienda californiana che sta per lanciare la sfida ai più grossi costruttori di consoles per videogiochi come Sony, Microsoft e Nintendo. Si, perché OnLive fornirà tra breve un servizio di videogaming on-demand su Internet ad alte performances del quale ha appena aperto la beta, un servizio che consentirà agli utilizzatori della Rete (solo negli USA inizialmente) di giocare online con i migliori videogiochi in circolazione dal proprio PC, Mac, oppure dalla propria TV (su quest’ultima tramite la OnLive MicroConsole), e di farlo senza scaricare od installare alcunché. 
Categorie: Servizi
Cloud Computing: le infrastrutture possono essere come applicazioni, ma i dati non sono come l’elettricità
Scritto da Enrico Bertini | 26 Agosto 2009
Ho sviscerato a fondo il concetto di cloud computing qui su Stalkk.ed, soprattutto in "Future Computing: cloud computing, utility computing, SaaS (parte 1 e parte 2)", nonché in numerosi altri articoli sul tema consultabili seguendo il tag cloud computing. Ma eccovi un’ulteriore definizione del concetto di cloud computing contenuta in un documento intitolato "An Essential Guide to Possibilities and Risks of Cloud Computing": il cloud computing si propone di trasformare il modo in cui l’IT viene implementata e gestita, promettendo di ridurre complessità e costi implementativi e di manutenzione, quindi accelerando l’innovazione e permettendo un più veloce tempo di risposta al mercato, il tutto fornendo la capacità di scalare applicazioni high-performance nonché intere infrastrutture IT in modalità on demand (e a proposito della gestione di infrastrutture informatiche, estremamente significativo è il nuovo concetto di "Infrastructure as Code" messo in risalto dal blog The Troposphere). 
Categorie: Trends
Open Source Trends: potrà Davide battere Golia anche nel cloud computing?
Scritto da Enrico Bertini | 6 Luglio 2009
Nella storia dell’industria del software, prima del cloud computing e del SaaS c’era un magico (e meraviglioso) piccolo trend chiamato open source, dice un articolo di RedMonk che cita la frase di Matt Mullenweg "My challenge to everyone competing with Amazon, Google and Microsoft is to remember that you’re competing with Amazon, Google and Microsoft. These are strong technology companies, and if you’re going to compete with them, open source is the only way to do that. Otherwise, you have no leverage". Infatti, continua l’articolo, l’open source ha permesso ai piccoli di competere con i grandi facendo leva sulle proprie debolezze anziché dovendo fare i conti con esse. 
Categorie: Open Source, Trends
Cloud Computing: The Datacenter as a Computer
Scritto da Enrico Bertini | 16 Giugno 2009
Molti dei non addetti al settore IT hanno ormai acquisito il significato del concetto di cloud computing, e diversi altri hanno altresì compreso le più o meno sottili differenze esistenti tra il cloud computing, l’utility computing ed il SaaS, con alcuni che hanno anche sentito parlare oppure letto qualcosa a proposito di sigle come DaaS, PaaS, ecc., che nell’informatica indicano risorse di vario genere fornite "as-a-Service". Stiamo infatti parlando dei nuovi paradigmi emergenti del mondo IT, nonché di trends in via di affermazione al suo interno, uno dei quali peraltro già in atto riguarda la creazione di megacomputers globalmente distribuiti avvenuta ad opera di una manciata di aziende. Google è una di queste aziende, la quale possiede un’architettura planetaria di cloud computing sulla quale fa girare decine di migliaia di programmi che implementano i suoi servizi, e proprio Google ora pubblica un documento denominato "The Datacenter as a Computer: An Introduction to the Design of Warehouse-Scale Machines", un documento nel quale la società di Mountain View descrive un nuovo approccio al computing (cloud) coniando il termine "Warehouse-Scale Computer (WSC)". 
Categorie: Tecnologia
Future Computing: cloud computing, utility computing, SaaS (parte 2)
Scritto da Enrico Bertini | 28 Marzo 2009
Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, aveva definito l’utilizzo di servizi di cloud computing una cosa da stupidi, in quanto affidare completamente i propri dati ad infrastrutture informatiche possedute da terze parti potrebbe rivelarsi rischioso nonché costoso alla lunga, considerato che esiste una potenziale perdita di controllo sui dati stessi: dalle sue parole, però, sembrava che egli parlasse più di SaaS che di utility computing, visto che accennava a Gmail, e qualora si metta in dubbio il SaaS si mette anche in dubbio il Web 2.0, dato che il SaaS è di fatto la tecnologia portante di quest’ultimo. E proprio per quanto riguarda il SaaS, inoltre, non mi sembra che gli utenti Internet lo percepiscano come un qualcosa di così rischioso, visto che ormai milioni di essi utilizzano in tutta tranquillità applicazioni e/o servizi web di vario genere. È comunque altresì vero che trattandosi di software, il SaaS può contenere dei bugs che potreberro esporre a dei pericoli i dati che gestisce, così ad esempio è successo che recentemente il servizio Google Docs abbia innavvertitamente condiviso dei documenti privati di alcuni utenti, e che conseguentemente l’Electronic Privacy Information Center (EPIC) abbia chiesto alla Federal Trade Commission di investigare sulle misure di privacy e di sicurezza adottate da Google per diversi dei suoi servizi web. 
Categorie: Trends
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