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Blogging: le 7 fatiche del professional blogger

Scritto da Enrico Bertini | 10 Aprile 2008commentawikio

ercole.png Come fa giustamente notare un articolo di Performancing, bloggare (professionalmente) è un lavoro durissimo. Scrivere, inoltre, di per sé, lo è altrettanto. E i bloggers che lavorano in maniera indipendente e che non dispongono di un team, oltre che lavorare molto duramente in qualità di bloggers-scrittori, devono anche essere webmasters, analisti, venditori, contabili, editori, social media marketers, e magari diverse altre cose ancora. A tutto questo vorrei altresì aggiungere che comunicare chiaramente nonché in maniera approfondita a proposito di determinati temi ed argomenti, non soltanto richiede una conoscenza piuttosto profonda degli stessi, tanto più ampia quanto più sono ampi i temi e gli argomenti trattati da ogni singolo blogger, ma necessita di un aggiornamento costante e puntuale circa fatti, opinioni, soluzioni, prodotti, eventi, e così via, un aggiornamento che, nel momento in cui si avesse a che fare, ad esempio, con l’accelerato universo tecnologico, potrebbe comportare la consultazione di centinaia di fonti informative nonché la lettura di un numero imprecisato di articoli/posts pubblicati al loro interno. more

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Blogonomia: Vorresti guadagnare oppure no come blogger? E con il tuo blog? …

Scritto da Enrico Bertini | 21 Gennaio 2008commentawikio

blogonomia.png Sulla Columbia Journalism Review un articolo a firma Chris Mooney (freelance writer, scrittore, nonché blogger - The Intersection) parla della possibile nascita negli Stati Uniti di un Movimento Corporativo dei Bloggers (the Bloggers Guild of America), un’organizzazione di un qualche tipo che consenta ai bloggers professionali (probloggers) di uscire dal Selvaggio West nel quale attualmente si trovano. Un pò sul modello della National Writers Union (l’unione dei giornalisti, scrittori, technical writers, fornitori di contenuti web, e poeti), scrive Chris Mooney, citando anche la Writers Guild of America (il sindacato dei registi e degli sceneggiatori), una Bloggers Guild of America (o un qualcosa di simile) potrebbe consentire ai bloggers professionali di ottenere dei più equi compensi per il proprio duro lavoro, un lavoro del quale oggi beneficiano in primo luogo i grandi media, grazie al traffico che questi ricevono dai blogs ed alla pubblicità che di conseguenza riescono a vendere. more

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Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta

Scritto da Enrico Bertini | 4 Gennaio 2008commentawikio

living_networking_society.png Barry Wellman è Professore di Sociologia nonché Direttore del NetLab alla Università di Toronto. Egli si occupa di sociologia delle comunità e di social network analysis, studiando le reti sociali che le comunità di individui e le organizzazioni creano su Internet, perciò anche dell’interazione uomo-computer e della sua struttura sociale. Su tematiche come la teoria delle reti sociali, le comunità virtuali, le reti di computers viste come social networks, l’iperconnettività, la networked society, la glocalizzazione delle comunità virtuali (localmente vituali, virtualmente locali, e simultaneamente globali e locali), gli ambienti/spazi di comunicazione, di espressione, e di lavoro virtuale, Wellman ha pubblicato un enorme numero di saggi. Ed uno dei concetti che egli ha elaborato, dal punto di vista teoretico, è quello di networked individualism, un concetto che descrive un salto di paradigma nelle relazioni tra persone derivante dalla trasformazione delle reti sociali basate su dinamiche di gruppo (con relazioni orizzontali e verticali) in reti individualizzate (con relazioni trasversali), vale a dire in reti personali aperte o semi-aperte di tipo comunitario: questo grazie ad Internet, con la Rete che non rappresenta un sistema socio-tecnologico separato dal mondo reale, ma un sistema "embeddato" nella vita quotidiana di moltissime persone del mondo sviluppato (vedere "Physical Place and Cyber Place: The Rise of Networked Individualism" e "The Social Affordances of the Internet for Networked Individualism"). more

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.ed: il Blog Council punta all’eccellenza del corporate blogging

Scritto da Enrico Bertini | 13 Dicembre 2007commentawikio

blogcouncil.png

.ed = (dot)ed: Sono in corso lavori di potenziamento del blog e fino al 31 Dicembre 2007 più del 75% dei posts di Stalkk.ed saranno posts brevi contraddistinti dalla categoria .ed

Il Blog Council è una comunità professionale dedicata al corporate blogging. La comunità è stata fondata da AccuQuote, Cisco Systems, The Coca-Cola Company, Dell, Gemstar-TV Guide, General Motors, Kaiser Permanente, Microsoft, Nokia, SAP, e Wells Fargo. La sua missione è quella di affrontare le problematiche proprie delle attività di blogging in ambito corporate, coadiuvando le aziende nella definizione di pratiche e di standard di blogging tendenti all’eccellenza in quest’area specifica. Dato che le grandi aziende hanno delle necessità uniche nella gestione dei loro blogs, tra gli obbiettivi del Blog Council ci saranno quelli di adottare/condividere modelli e comportamenti di blogging specifici per le loro variegate esigenze, nonché quelli di adottare/sviluppare adeguate metriche che consentano alle stesse aziende di misurare il ROI delle loro attività di blogging. E tutto questo verrà gestito in un ambito comunitario, laddove attività di business networking privato consentiranno agli executives responsabili dei blogs aziendali di confrontarsi, scambiandosi conoscenze, esperienze, idee ed opinioni.
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Categorie: .ed, Blogging, Blogs, Weblogs

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Social Networking: un enorme social network chiamato Web (Parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 12 Dicembre 2007commentawikio

diso_1.png Nella prima parte di questo articolo parlavo di Marshall McLuhan e della sua frase "Il medium è il messaggio", e citavo Derrick De Kerckhove: "Se il medium è il messaggio, allora l’utente è il contenuto". Mi riferivo alle persone, utenti, navigatori, prosumers-bloggers, come ad uno dei più grandi valori del Web, e lo facevo riprendendo l’articolo di Tim Berners Lee a proposito del Giant Global Graph, un articolo nel quale Berners Lee descriveva l’intero Web come un enorme social network, di fatto un Social Graph (Grafo Sociale) che rappresenta od è parte integrante del Web Semantico. Nell’articolo Berners Lee parlava anche della perdita/cessione di controllo che ogni componente di Internet (a livello di Rete Fisica, di Web, o di Grafo Sociale) deve necessariamente accettare per finalità di interoperabilità e per garantire/ottenere benefici ad/da altre componenti della Rete stessa. Chiunque crea applicazioni Web, ad esempio, sostiene Tim Berners Lee, in special modo se si tratta applicazioni di social networking, deve aprirle, e non cercare di esercitarvi un ferreo controllo a livello di website o sull’esperienza degli utenti: "Letting your data connect to other people’s data is a bit about letting go in that sense. It is still not about giving to people data which they don’t have a right to. It is about letting it be connected to data from peer sites. It is about letting it be joined to data from other applications. It is about getting excited about connections, rather than nervous". more

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