Life on the Net: attenzione VS distrazione
Scritto da Enrico Bertini | 25 Maggio 2009
Nel 1971, quando il Web praticamente non esisteva, quando le dimensioni dei più piccoli computers erano quelle di un furgone di consegna, nonché prima che i fondatori di Google nascessero, il pluriesperto economista Herbert A. Simon forniva probabilmente la più coincisa descrizione possibile di quello che sarebbe stato il nostro fardello nell’era dell’informazione scrivendo che: "Quello che l’informazione consuma è alquanto ovvio: essa consuma l’attenzione del suo destinatario. Per cui, una ricchezza di informazioni crea una povertà di attenzione, e richiede una efficiente distribuzione di tale attenzione tra la sovrabbondanza di fonti d’informazione che potrebbero consumarla". Questo dice tra le altre cose un interessantissimo articolo del New York Magazine intitolato "In Defense of Distraction", il quale sottolinea che, sulla base di quanto affermato da Simon, noi, in qualità di beneficiari del più grande boom informativo della storia del pianeta, di fatto subiamo un certo travaglio in corrispondenza della nostra (seria) povertà di attenzione. 
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Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML
Scritto da Enrico Bertini | 16 Ottobre 2007
L’attenzione umana genera valore. Indirizzare la propria attenzione verso un qualcosa equivale ad attribuirgli un valore. Il valore di un’idea, quello di un fatto, di un evento, di un prodotto o di un marchio, sono direttamente proporzionali al livello di attenzione che le persone convogliano verso di essi, e tale attenzione influenza profondamente il loro intero ciclo di vita. Le persone sono in realtà degli inesauribili generatori di valore, dato che costantemente prestano la loro attenzione a qualcosa, sebbene di questo non sembrano essere spesso consapevoli. Ma Internet ci sta fornendo gradualmente questa consapevolezza, e ci sta facendo comprendere quale davvero sia il valore della nostra attenzione nel generare valore, ed inizia anche a metterci a disposizione degli strumenti per gestire e controllare tale attenzione. Uno di questi strumenti è l’APML (Attention Profiling Markup Language), uno standard aperto in fase di definizione per la creazione di profili attenzionali degli utenti Internet. A tale standard sta lavorando l’APML Workgroup, una task force fondata da persone provenienti da Buzzlogic, Compete, Particls e Scouta, ed alla quale hanno appena aderito anche Bloglines e NewsGator. 
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