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Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 22 Gennaio 2008commentawikio

wordpress_rdf.png Sul British Medical Journal (BMJ), un articolo intitolato "Web 3.0 and medicine" cita una metafora medica utilizzata da un neurologo per descrivere il Web Semantico, o Web 3.0. Secondo questi, in sostanza, lo sviluppo del Web, dalle sue origini (1995) fino all’attuale Social Web, è paragonabile allo sviluppo del cervello umano. E mentre le tecnologie proprie del Web 1.0 e del Web 2.0 sono state, per così dire, tecnologie embrionali, le tecnologie semantiche ci consentiranno di creare un Web decisamente più maturo, un universo di informazioni nel quale esisteranno percorsi, sentieri, canali, per la trovabilità delle informazioni stesse (leggi Findability), con la loro elaborazione che di fatto risulterà assai simile a quella dei processi cognitivi umani. Una delle principali caratteristiche del Web 3.0 sarà infatti quella di gestire metadati, vale a dire dati che descrivono dati, ed è proprio questo ciò che trasformerà il Web in un gigantesco database "unificato". Trattasi del Web of Data, come lo ha definito Tim Berners-Lee, ovverosia di un Web che non sarà più composto da pagine html e/o da semplici files, ma da persone, figure giuridiche, reti di relazioni (social, professional & business networks - il Giant Global Graph in sostanza), eventi, luoghi, oggetti, concetti, lifestreams, flussi attenzionali, ecc., con ciascuna istanza di queste entità che sarà descritta proprio sulla base dei suddetti metadati. more

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DataPortability.org: anche Google, Facebook e Plaxo nel DataPortability Workgroup

Scritto da Enrico Bertini | 9 Gennaio 2008commentawikio

dataportabilitylogo.png Brad Fitzpatrick (Google), Benjamin Ling (Facebook) e Joseph Smarr (Plaxo) si uniscono al DataPortability Workgroup, e, vista l’importanza delle aziende di cui fanno parte (considerando il "peso specifico" di Google e di Facebook in primis), si tratta di tre significative adesioni per la creazione di un Web più aperto. E questo non solo per ciò che concerne i social networks, ma anche per quanto riguarda in generale i diritti degli utenti e l’interoperabilità delle applicazioni su Internet. Sul Particles Blog, Chris Saad ricorda il lavoro che il DataPortability Workgroup sta svolgendo sugli open standards e sui protocolli al fine di raggiungere obbiettivi di massima interoperabilità sul Web, cita la stesura in corso di un "DataPortability Reference Design", un documento che ne codifichi le pratiche, e parla della necessità di una sorta di DHCP per le identità utente, nonché di un file system distribuito per i dati. more

Categorie: Facebook, Google, Internet

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APML: WordPress APML Plugin

Scritto da Enrico Bertini | 2 Gennaio 2008commentawikio

apml.png APML for WordPress è un plugin in grado di generare un feed APML a partire dalle Categorie, dai Tags, nonché dai Links gestiti da un WordPress blog. Scritto da Matthias Pfefferle, il plugin supporta le Categorie ed i Tags nativi delle versioni di WordPress a partire dalla 2.3, ma funziona anche su precedenti versioni della piattaforma di blogging superiori alla 2.0, interfacciandosi con i plugins Ultimate Tag Warrior e Simple Tagging. Una volta installato, l’APML for WordPress crea un file/feed APML delle tassonomie del blog, rendendolo disponibile attraverso la URL http://nomeblog/apml/ (http://www.stalkked.com/apml/). Ed all’interno di una discussione aperta sul Google Group APML.Public.General, Matthias Pfefferle argomenta anche di come il plugin potrebbe essere utilizzato per gestire differenti files APML in possesso di determinato utente, illustrando i vantaggi e gli svantaggi di alcune varie possibili implementazioni (fusione di più APML files, diverso utilizzo dell’attributo Source, uso di files OPML).

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Blogosfera: attention, buzz, influence, recommendation, trust, ranking, etcetera

Scritto da Enrico Bertini | 18 Dicembre 2007commentawikio

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Qualche settimana fa il Google Reader è stato dotato di una funzionalità automatica di scoperta/raccomandazione di blogs/siti web basata sugli RSS feeds sottoscritti da un determinato utente, nonché sui dati appartenenti alla sua Web History (Cronologia Web). Tale funzionalità è stata in pratica inserita per consentire agli utenti del Google Reader di individuare su Internet nuove fonti di informazione i cui contenuti possono avere una stretta correlazione con gli interessi degli utenti stessi, e tali fonti vengono selezionale sulla base della popolarità di cui esse godono tra gli altri utenti del servizio medesimo. Ed attraverso questa nuova funzionalità il Google Reader diventa a tutti a gli effetti un recommendation engine.
Sebbene ancora non supporti l’APML, il Google Reader in sostanza estrapola i dati riguardanti l’attenzione dei suoi utenti, utilizzandoli per fornire loro delle raccomandazioni di lettura di fonti informative (blogs e/o siti web) classificate sulla base di algoritmi di ranking. In “The Blogger’s Guide to Search Engine Optimization“, SEO Book parla del modo in cui Google è in grado di raccogliere dati sui vari blogs esistenti sul Web, possedendo servizi e strumenti come un motore di ricerca, Gmail, iGoogle, Google Reader, FeedBurner, Google Analytics, Google Adsense, Google Toolbar, YouTube, ecc., e di come da tali servizi e strumenti Google sia in grado di estrapolare non soltanto l’attenzione degli utenti, ma anche il Trust (la fiducia) che questi attribuiscono ad un determinato weblog.
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Categorie: Blogosfera, Blogs, RSS, SEO

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DataPortability.org: per un Web aperto e centrato sugli utenti

Scritto da Enrico Bertini | 14 Dicembre 2007commentawikio

dataportability_2.png Gli standards aperti (open standards) sono una componente essenziale del Web per favorire la portabilità dei dati tra le varie applicazioni che operano al suo interno. Se gli utenti del Web vogliono trasportare le loro identità ed i loro dati personali (siano essi documenti, foto, video, liste di amici/contatti o quant’altro) da una parte all’altra del Web in maniera trasparente, disponendone laddove necessario e senza la necessità di esportarli/importarli dalle diverse applicazioni che utilizzano, oppure se essi vogliono possedere la loro Attenzione nonché il loro Grafo Sociale, od anche creare il loro social network personale a partire dai loro blogs, ecco che gli open standards sono indispensabili. E tali standards dovrebbero essere adottati dai fornitori dei vari servizi ed applicazioni Internet, ad esempio i social networks, per la creazione di una Rete davvero libera e aperta, la quale implementa un modello digitale dove al centro ci sono gli utenti stessi, ossia i veri cittadini digitali del Web.

A questo servono l’APML, l’OpenID, l’OAuth, l’XFN, lo Yadis, ma anche l’RSS, l’OPML, nonché tutta un’altra serie più o meno nuova di sigle/acronimi che ogni tanto capita di incontrare sul Web: l’esistenza stessa del Web è resa possibile dagli standards aperti (quelli definiti dal World Wide Web Consortium - W3C in questo caso). Ed è esattamente di questo che si occupa DataPortability.org, cioè di supportare e di promuovere l’adozione degli standards aperti da parte di tutti gli attori del Web, quagli standards che rappresentano altresì degli ingredienti essenziali per l’innovazione.

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