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Trends: il Cloud Computing e la Teoria del Redshift

Scritto da Enrico Bertini | 9 Ottobre 2007commentawikio

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IBM e Google hanno appena reso noto di aver avviato un progetto congiunto riguardante il Cloud Computing in ambito accademico. L’obbiettivo del progetto è quello di introdurre tale emergente paradigma di computing all’interno delle università, e di mettere loro a disposizione una serie di risorse “IT” (computers, storage, sistemi operativi, applicazioni software) distribuite per avviare programmi educativi e di ricerca all’interno di quell’area. L’iniziativa vede il coinvolgimento di sei università americane, più esattamente l’Università di Washington, la Carnegie Mellon University, il MIT, Stanford, Berkeley e l’Università del Maryland, ed è un’iniziativa nella quale, secondo quanto riportato dal New York Times, IBM e Google investiranno un ammontare complessivo di 30 milioni di dollari, somma che sarà destinata alla creazione di specifici datacenters dedicati al progetto.
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Categorie: Google, IBM, Internet, Trends

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Trends: il ruolo di Amazon nei future trends businesses

Scritto da Enrico Bertini | 4 Ottobre 2007commentawikio

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Amazon sta acquisendo un ruolo di prim’ordine nell’ambito dei cosiddetti future trends businesses. Con gli Amazon Web Services (AWS), e particolarmente con il servizio Elastic Compute Cloud (EC2), l’azienda di Seattle è stata uno dei precursori (l’altro è stato Sun) dell’utility computing, quel modello di fornitura delle risorse IT paragonabile a quello della rete elettrica. Con il servizio Books on Demand, lanciato dalla sua controllata CreateSpace, la società ha dato il via ad una nuova era nel settore dell’editoria, consentendo a chiunque di autopubblicarsi i propri libri, nonché di distribuirli attraverso il circuito Amazon (con tanto di ISBN), ed il tutto senza alcun bisogno di sostenere costi fissi: una sorta di clearing house per libri di tutti i generi. Con il lancio del music store Mp3, Amazon ha sfidato invece iTunes, togliendo di mezzo i DRM. Infine, ma non da ultimo, l’azienda sta per lanciare The Kindle, un proprio dispositivo elettronico per la lettura degli e-books connesso ad Internet via WiFi (e collegato ad un Amazon e-book service centrale).
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Categorie: Trends, Web Economy

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Wikis: MindTouch Deki Wiki, il wiki del futuro

Scritto da Enrico Bertini | 1 Ottobre 2007commentawikio

mindtouch.png MindTouch Deki Wiki è un software open source rilasciato sotto licenza GPL. Si tratta di una piattaforma applicativa wiki che può essere utilizzata sia dalle wiki communities che dalle aziende, e da queste ultime in qualità di enterprise wiki software in ambito corporate. MindTouch ha lanciato tale piattaforma nel 2006, e da allora essa ha conosciuto una costante crescita nel numero di installazioni, le quali hanno da poco superato quota 100.000. Deki Wiki consente ai suoi utilizzatori di creare, aggregare ed organizzare contenuti di vario tipo, che vanno dal testo, alle immagini, all’audio, ai video, ai documenti, ad altri tipi di files, il tutto utilizzando un editor WYSIWYG [qui c’è una Sandbox che contiene degli esempi]. Ma la piattaforma implementa anche decine di altre estensioni che consentono praticamente di inserire nel wiki qualsiasi cosa. more

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Mashup: Intel sta per lanciare MashMaker

Scritto da Enrico Bertini | 9 Luglio 2007commentawikio

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Intel sta per annunciare la disponibilità di un nuovo strumento software per la creazione di mashups denominato MashMaker, strumento del quale i suoi ricercatori hanno già dimostrato le potenzialità applicative durante il Research@Intel Day 2007, l’evento annuale che Intel organizza per dare visibilità sui propri progetti di ricerca.
Si tratta di una modernissima piattaforma software web-based in grado di consentire, anche ad utenti che non hanno conoscenze di programmazione, di costruire i propri mashups in pieno stile Web 2.0.

Come riportato da un documento rilasciato da Intel, MashMaker combina funzionalità proprie dei word processors, dei fogli elettronici e degli Internet browser, e permette ai suoi utilizzatori di editare, interrogare, manipolare e visualizzare dati “live” su Internet in maniera semi-strutturata. Tradotto in altri termini ciò significa che gli utenti di MashMaker non devono necessariamente scrivere codice per creare i propri programmi applicativi, ma possono farlo letteralmente navigando sul Web e salvando widgets (porzioni di codice riutilizzabile) esattamente alla stregua dei bookmarks. Il tutto viene facilitato da un’interfaccia di navigazione di tipo file-system.

MashMaker consente inoltre di effettuare in maniera intelligente il cosiddetto web scraping, quell’attività consistente nell’estrarre contenuti ed informazioni da un sito web per finalità di creazione di nuovi servizi applicativi. La tecnologia messa a punto da Intel disseziona il contenuto di una pagina web riconoscendo elementi ed informazioni presenti al suo interno, e consente agli utenti di ricombinare dati provenienti da siti web differenti senza l’ausilio di nessuna API.

Attraverso MashMaker sarà quindi possibile costruire agevolmente nuovi servizi Web 2.0 che integrano dati “live” provenienti da fonti multiple esistenti su Internet. Durante la navigazione, questo software fornisce anche agli utenti dei suggerimenti riguardanti i widgets e le funzioni da utilizzare a tale scopo.

Intel dovrebbe ufficialmente rilasciare la beta di MashMaker per la fine di Luglio 2007. Un articolo di Silicon Valley Sleuth contiene un video nel quale Rob Ennals, Senior researcher di Intel, ne mostra il funzionamento.

[via ProgrammableWeb]

Categorie: Intel, Mashups

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Web 2.0: SnapLogic, un software per trasformare i dati in servizi web

Scritto da Enrico Bertini | 22 Maggio 2007commentawikio

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Le problematiche riguardanti l’integrazione e la portabilità dei dati non sono mai state problematiche banali, e in special modo in ambito aziendale. Tutte le aziende si trovano oggi a fronteggiare una costante crescente necessità di gestione e di aggregazione di un sempre più alto numero di dati e di informazioni di tipo “mission critical”: l’evoluzione di Internet e il web 2.0 stanno contribuendo notevolmente a questa proliferazione. Queste enormi moli di dati e di informazioni devono essere rese universalmente disponibili, e devono anche essere accedibili in qualsiasi momento attraverso i più disparati strumenti ed applicazioni. Tali dati devono poi poter essere aggregati nelle più svariate maniere possibili, per cui il loro formato non può costituire un intralcio per la loro integrazione.
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Categorie: Mashups, Software, Web 2.0

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