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Mashups: AlchemyGrid, crea una API per un qualuque sito Web
Scritto da Enrico Bertini | 14 Febbraio 2008
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AlchemyGrid è un servizio che consente di estrarre informazioni da qualsiasi pagina web in formato JSON, XML, HTML, CSV, RSS, Text, e di creare una propria API (Interfaccia Applicativa di Programmazione) per l’accesso alle informazioni medesime sul Web, nonché un proprio feed RSS. L’estrazione di tali informazioni avviene in pratica catturando il contenuto delle pagine web nelle quali le informazioni stesse risiedono, con l’utente che specifica quali dati intende catturare e come questi devono essere strutturati in records contenenti quali campi, così come mostrato dallo screencast di AlchemyGrid: per creare delle proprie API pubblicamente accessibili sul Web e/o dei propri feed RSS è richiesta inoltre la preventiva registrazione al servizio, il quale viene comunque fornito in maniera gratuita. AlchemyGrid è infine un servizio basato sulla piattaforma di mashup AlchemyPoint, un’avanzata piattaforma software creata da Orchestr8 (startup tecnologica specializzata nella fornitura di soluzioni per il data mashup) utilizzabile per esplorare, manipolare e condividere, dati strutturati residenti all’interno di pagine web, sia quelli riconosciuti automaticamente da AlchemyPoint stesso, sia quelli catturati su specifiche indicate dall’utente e "mashuppati" in vario modo. La piattaforma AlchemyPoint implementa altresì una tecnologia denominata Proxy Mashup Engine, una tecnologia che consente di embeddare trasparentemente ognuno dei mashups creati all’interno di siti web, portali Internet, o applicazioni di rete quali e-mail, instant messaging, ecc. 
Categorie: Mashups
Wikinomia: dai wikis allo IBM QEDWiki
Scritto da Enrico Bertini | 14 Novembre 2007
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La storia dei wikis, l’etimologia del loro nome, così come le funzionalità che questi software sono in grado di offrire sono ormai note a tutti, per cui non credo sia necessario addentrarsi per l’ennesima volta all’interno di concetti oggi diffusi più che ampiamente. Ed inoltre, partendo dalla voce “Wiki” presente su Wikipedia e navigando un pò tra i suoi hyperlinks, ci si può fare una cultura molto approfondita sui wikis e sulla wikinomia, nonché sui diversi software e/o servizi disponibili per creare dei propri wikis. Wikipedia contiene infatti sia una lista piuttosto completa di software per la creazione di wikis (categorizzata per tipo di linguaggio nel quale essi sono scritti), sia una lista di wiki farms (quelle che forniscono servizi di wiki hosting gratuito e/o a pagamento, pubblico e/o privato, e con o senza annunci pubblicitari), sia una lista di wikis principali con rimandi ad elenchi più esaustivi. Poi c’è il WikiIndex, il wiki dei wikis, con le sue circa 4.000 pagine, nonché il sito WikiMatrix, che offre un servizio che consente di comparare i vari wiki software disponibili. E ricordo due bellissimi articoli di O’Reilly Network e dell’Economist, entrambi del 2006, che parlavano dei wikis come media partecipatori e di supporto all’intelligenza collaborativa, un complemento perfetto dei blogs, e ne illustravano caratteristiche, funzionalità ed usi.
In precedenza, su Stalkk.ed, avevo parlato di alcune aziende che forniscono wiki software e che implementano anche delle wiki farms, e ne avevo evidenziato le componenti innovative: si trattava di MindTouch e del suo Deki Wiki (mentre Wik.is è la sua wiki farm), di Socialtext, di OpenTeams, e di Visual Knowledge e dei suoi wikis semantici.
Inoltre, tra i wiki tools più utilizzati e popolari, ci sono anche Wikia (basato sul software MediaWiki), PBwiki, e Wetpaint, con i suoi forums integrati.
Ma una delle wiki platforms attualmente più potenti ed innovative è rappresentata sicuramente dall’IBM QEDWiki, un servizio ed un software che, unitamente alle APIs (Application Programming Interfaces) che si trovano su ProgrammableWeb, permette di creare (soprattutto in ambito enterprise) delle “spettacolari” applicazioni di mashup per il Web 2.0.

Web 2.0: che cos’è l’OAuth?
Scritto da Enrico Bertini | 29 Ottobre 2007
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OAuth sta per Open Authentication, ed è un protocollo di autenticazione sulla base del quale un Utente può delegare Applicazioni o Siti Web ad accedere ai dati custoditi per suo conto presso un certo Servizio Web, senza però dover fornire loro le proprie credenziali di accesso a tale Servizio (in pratica, senza dover inserire le proprie informazioni di login). Più specificamente, si tratta di un protocollo che implementa una metodologia generica di autenticazione basata su Interfacce Applicative di Programmazione (API), ed attraverso il quale un determinato Servizio Web può garantire, per conto di un Utente, un sorta di “accesso speciale” a differenti Applicazioni/Siti Web, permettendo loro di accedere ai dati di quell’Utente in maniera sicura e protetta. Questo evita ad un Utente di condividere passwords con servizi/Applicazioni diversi da quelli dei Servizi Web che custodiscono i suoi dati privati, nel mentre gli garantisce l’accesso a tali dati da qualsiasi servizio/Applicazione che supporti l’OAuth.
Se si pensa a quanti differenti Servizi Web un Utente può utilizzare in giro per la Rete, si comprende come la creazione di mashups altamente personalizzate possa anche comportare dei rischi per la sicurezza dell’Utente stesso, in quanto egli si trova spesso obbligato a fornire ad applicazioni terze le chiavi di accesso ai propri account. E la possibile mancanza di sicurezza sul Web è uno degli ostacoli che limitano l’utilizzo di mashups da parte degli Utenti. Superare questo ostacolo è uno degli obbiettivi dell’OAuth.

Trends: le 10 tecnologie strategiche per il 2008 secondo Gartner
Scritto da Enrico Bertini | 13 Ottobre 2007
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I Gartner Symposium/ITxpo costituiscono degli importantissimi eventi (conferenze ed exhibitions) per chiunque si occupi di strategie IT dal punto di vista professionale od aziendale, oppure sia impegnato in un qualche tipo di business tecnologico. Durante il Gartner Symposium/ITxpo che si è tenuto ad Orlando (Florida), gli analisti di Gartner hanno delineato le 10 tecnologie che credono essere maggiormente strategiche per l’anno 2008, e lo hanno fatto evidenziando anche alcuni trends per gli anni a venire.
Secondo Gartner, una tecnologia è strategica allorché essa è potenzialmente in grado di impattare in maniera significativa sulle aziende nei prossimi tre anni, o perché introduce un elemento di rottura (disruption) nei modelli tecnologici e di business, o perché richiede di effettuare dei cospicui investimenti, oppure perché può generare dei rischi derivanti da un ritardo nella sua adozione. Quindi, al fine di evitare “brutte sorprese”, le aziende dovrebbero considerare attentamente le tecnologie strategiche durante le loro fasi di pianificazione.

Categorie: Trends
Mashup: è pronto l’Intel Mash Maker
Scritto da Enrico Bertini | 20 Settembre 2007
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Avevo già parlato dell’Intel Mash Maker, lo strumento software per la creazione di mashups che non richiede competenze di programmazione. L’azienda di Santa Clara ne aveva dato dimostrazione durante il recente Research@Intel Day 2007, e ne aveva annunciato il lancio entro breve termine.
Ebbene, Intel sta lanciando proprio in questi giorni il Mash Maker all’interno del suo Intel Developer Forum Fall 2007 che si sta tenendo a San Francisco.
Avevo anche già spiegato che si tratta di uno strumento che combina le funzionalità proprie dei word processors e dei fogli elettronici con quelle degli Internet browser, il quale consente di creare applicazioni semplicemente navigando sul Web e salvando widgets così come si salvano i bookmarks. Ma ora ci sono pure le pagine ufficiali di Mash Maker sul sito di Intel, e c’è il sito http://mashmaker.intel.com/, laddove ci si può iscrivere per essere invitati a testare questa nuova tecnologia. Si tratta però di un servizio ancora sperimentale, e per il quale Intel invierà i primi inviti alla conclusione del corrente IDF.
Mash Maker funziona tramite l’installazione di un apposita estensione del browser attraverso la quale, per ogni sito web su cui si naviga, è possibile creare dei mashups. Tale estensione consiste in una toolbar (che è poi il “cuore” dello strumento) che, a seconda della pagina web sulla quale ci si trova, suggerisce un elenco di mashups già disponibili che vi possono essere applicati. Su queste basi, quindi, si possono aumentare le proprie esperienze di navigazione, combinando al volo informazioni provenienti da altri siti Internet con la pagina web corrente. Si possono però anche creare dei nuovi mashups, e ciò semplicemente effettuando operazioni di copia/incolla di mashups preesistenti (per gli interessati, i video dimostrativi sul funzionamento di Mash Maker si trovano a questo indirizzo).
Un’ulteriore caratteristica saliente di MashMaker è data dal fatto che esso rappresenta persino uno strumento sociale: tutti i mashups creati da chiunque usufruisca del servizio sono infatti condivisi con l’intera community dei suoi utenti, ed entrano di diritto a far parte dell’insieme dei mashups suggeriti dalla toolbar.
Mash Maker possiede un blog ufficiale gestito da Robert Ennals, colui che è a capo di questo nuovo progetto Intel. E nell’articolo introduttivo “Mashups for the Masses” Ennals parla di Mash Maker come di un progetto che “has the potential to completely transform the way we use the web“.
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