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Yahoo!: BuzzTracker, Zimbra, e poi? Zoho?

Scritto da Enrico Bertini | 19 Settembre 2007commentawikio

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Si moltiplicano le iniziative che Yahoo! sta mettendo in atto in questi ultimi giorni.
Prima, l’azienda di Sunnyvale ha acquisito BuzzTracker, un memetracker sullo stile di Tailrank e di Megite, il quale indicizza attualmente 110.000 diverse fonti informative comprendenti blogs e media (si è trattato della quarta acquisizione di un memetracker dopo quelle di Newroo, di The Personal Bee, e di Blogniscient, e il fondatore di BuzzTracker Alan Warms fa ora parte della divisione Yahoo! News con l’incarico di VP/General Manager).

Adesso Yahoo! ha comprato anche Zimbra, un’azienda che fornisce servizi di messaggistica e di collaborazione online (gestione contatti e calendari condivisi) basati su una piattaforma software open source. E tale l’acquisizione è avvenuta per una contropartita monetaria di 350 milioni di dollari.

Ma il servizio offerto da Zimbra non si limita soltanto alle email, ai contatti o ai calendari: attraverso una piattaforma aperta esso implementa anche servizi di VoIP, di search, nonché di document authoring, ed il tutto è totalmente gestibile dall’interno del browser (via Zimbra Web Client).
Zimbra inoltre fornisce gli Zimlets, dei meccanismi XML-based in grado di integrare la Zimbra Collaboration Suite (ZCS) con applicazioni, servizi, e sistemi informativi di terze parti (ad. es. Google, Skype, Twitter, Amazon, Asterisk, Cisco, Expedia, Wikipedia, Salesforce, ecc.), e tali Zimlets possono essere utilizzati per la creazione di Zimbra mashups (esempi di Zimlets sono disponibili nella Zimbra Gallery).

Zimbra offers incredible technology. We see great opportunities to incorporate some of their best-of-breed features (I really like their calendaring) into Yahoo!’s industry-leading communications products” si legge nell’articolo dello Yodel Anectotal che riporta la notizia dell’acquisizione, mentre Jerry Yang, CEO di Yahoo!, dichiara: “Our industry-leading communications products, including Yahoo! Mail, are critical to the future growth and success of Yahoo! Zimbra’s tremendous talent and innovative technology will help to extend our core Mail offerings, further strengthening our strong leadership position in this space. Additionally, Zimbra’s successful relationships with large ISPs are key as we expand our worldwide partner network and continue to focus on our commitment to being the partner of choice“.

L’impressione di molti è che Yahoo! voglia entrare “di peso” nel mercato delle applicazioni di Web Office, quel ricchissimo e promettente mercato nel quale stanno entrando in molti, anche con l’obbiettivo di contrastare, di fatto, l’ascesa delle Google Apps: si vocifera di una possibile acquisizione di Zoho.

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Acquisizioni: Yahoo! compra il network pubblicitario BlueLithium

Scritto da Enrico Bertini | 5 Settembre 2007commentawikio

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Una nuova acquisizione in casa Yahoo! nel settore dell’online advertising. Si tratta di BlueLithium, un network pubblicitario globale che, secondo i dati comScore, è il quinto più grande degli Stati Uniti e il secondo del Regno Unito. L’acquisizione di BlueLithium permette a Yahoo! di potenziare la propria offerta pubblicitaria attraverso capacità di misurazione delle performances delle campagne e tecnologie di targeting comportamentale (AdPath).
Tale acquisizione è oggetto di un articolo dello Yodel Anectodal a firma Todd Teresi.

La decisione di Yahoo! di comprare BlueLithium si colloca nell’ambito della sua strategia di creazione di uno dei più grandi network di online advertising a livello mondiale, la stessa strategia che, qualche tempo fa, aveva portato Yahoo! ad acquisire anche Right Media.

Per una cifra di circa 300 milioni di dollari Yahoo! acquista un network pubblicitario che conta attualmente 145 milioni di visitatori mensili, e che ora si aggiunge alle diverse proprietà dell’azienda nel settore dell’advertising.

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Motori di ricerca: obbiettivo privacy

Scritto da Enrico Bertini | 24 Luglio 2007commentawikio

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Ask.com, uno dei quattro principali motori di ricerca Internet, ha da poco annunciato che, presto, implementerà una nuova funzionalità utente denominata AskEraser. Si tratta di una funzionalità con la quale Ask.com doterà gli utenti della facoltà di cancellare la storia delle loro ricerche Internet (search logs) eseguite utilizzando quel motore. Tale cancellazione avverrà in maniera automatica, e sarà definitiva: Ask.com non tratterrà più alcun tipo di dato concernente le ricerche in oggetto.

Ask.com consentirà anche agli utenti di accedere facilmente al loro privacy status, al fine di modificarlo in qualsiasi momento. Se un utente opterà per l’opzione di cancellazione dei search logs, le pagine contenenti i risultati di ricerca prodotti dal motore mostreranno chiaramente un indicatore di stato in tal senso: ciò garantirà a chiunque utilizzi Ask.com il pieno controllo della propria privacy.

Jim Lanzone, CEO di Ask.com, ha dichiarato: “Anonymous user data can be very useful to enhance search products for all users, and we’re committed to being open and transparent about how such information is used. But we also understand that there are some who are interested in new tools that will help protect their privacy further, and we will give them that control on Ask.com“.

Ma le novità di Ask.com in fatto di privacy non si limiteranno ad AskEraser: il motore di ricerca ha annunciato una nuova politica di data retention che, trascorsi 18 mesi di tempo, disassocierà gli storici delle ricerche Internet da qualsiasi IP address o informazione contenuta nei cookies.

Sulla scia di Ask.com, anche Microsoft e Yahoo! hanno rivisto le proprie politiche di conservazione dei dati relativi alle ricerche utente: la prima li cancellerà dopo 18 mesi, la seconda li anonimizzerà dopo 13. Inoltre Microsoft ed Ask.com si sono anche mosse congiuntamente per la creazione di una sorta di standard industriale che tuteli la privacy degli utenti/consumatori in tutte le loro attività Internet: in questa iniziativa le due aziende coinvolgeranno una serie di soggetti tecno-economici ed accademici per discutere a proposito di tematiche riguardanti le Internet privacy policies, e per determinare quali percorsi cooperativi sono possibili all’interno di un intero settore industriale. Peter Cullen, chief privacy strategist di Microsoft ha dichiarato: “We hope others in the industry will join us in developing and supporting principles that address these important issues. People should be able to search and surf online without having to navigate a complicated patchwork of privacy policies“.

Durante i mesi scorsi, anche Google aveva modificato per ben due volte la propria Log Retention Policy, l’ultima versione della quale anonimizza i search logs utente al trascorrere del 18° mese (vedere “La nuova Log Retention Policy di Google” e “Google: la privacy e il futuro“.

Riguardo all’insieme delle nuove politiche di log retention annunciate dai vari motori di ricerca, sia il Wall Street Journal che il Financial Times parlano di una risposta alle crescenti preoccupazioni degli utenti/consumatori (e delle organizzazioni che si muovono in loro difesa) in materia di privacy. “Privacy advocates are concerned that search companies, internet service providers and other groups with access to search queries or browsing histories may exploit such information without users’ knowledge or consent” riporta il Financial Times.
Un articolo del New York Times mette invece a confronto le nuove e diverse politiche sulla privacy che verranno adottate.

Techdirt fa inoltre notare che, sebbene gli avversari di Google possano tentare di giocare la carta della privacy per ottenere dei vantaggi competitivi sull’azienda di Mountain View, ciò potrebbe non avere grossi effetti sullo spostamento di quote mercato nel settore della ricerca Internet. Questo perchè, nonostante il fatto che gli utenti si esprimano a favore della privacy negli studi e nei sondaggi, la pratica dei loro comportamenti su Internet mostra spesso delle tendenze opposte.

Da ultimo, esiste anche un sondaggio condotto da Hakia, uno dei nuovi motori di ricerca semantici, il quale attesta che il 62% degli utenti (su un campione di 295 Web searchers) non si fidano dell’uso che i motori di ricerca potrebbero fare delle informazioni che li riguardano e che sono in loro possesso. Il CEO di Hakia, Riza C. Berkan, dichiara che: “It is not the data or cookies…it is the intent in handling them. The problem is purely in communications. Search engines must openly declare what they are doing with the data and all tracking devices, almost like a confession. Alternatively, they can ask users’ permission when the data is being captured and the privacy line could be seemingly crossed. Once such clarity is exercised, then it is a fair environment“.

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Online Advertising: Yahoo! acquista una partecipazione strategica nell’indiana Tyroo Media

Scritto da Enrico Bertini | 18 Luglio 2007commentawikio

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India PRwire riporta la notizia riguardante l’acquisizione da parte di Yahoo! di una partecipazione strategica in Tyroo Media, un’azienda indiana che fornisce servizi di Internet advertising e che possiede uno dei più grossi networks pubblicitari online della regione: l’advertising network operato da Tyroo Media è basato sul pay-for-performance e sulla pubblicità contestuale, e conta attualmente oltre 1.200 publishers registrati.

La partecipazione acquisita da Yahoo! in Tyroo Media sarebbe superiore al 35%, ma non si conosce la contropartita monetaria dell’operazione. In proposito, George Zacharias, managing director di Yahoo! India, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “We are happy to partner with Tyroo as it gears towards gaining significant market share in the Indian online advertising industry. Through this investment, Yahoo! will act as a catalyst for the entire ad-network industry in India which is still in a nascent stage. It will also signify our increasing focus in Indian online advertising networks“.

La strategia di Yahoo! è quella di stabilire una maggiore presenza all’interno di un mercato pubblicitario in rapidissima crescita.

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News: che cosa farà o dovrà fare Yahoo!?

Scritto da Enrico Bertini | 26 Giugno 2007commentawikio

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Dopo le dimissioni di Terry Semel dalla carica di CEO di Yahoo!, sostituito da Jerry Yang, la società di Sunnyvale si trova a dover operare delle importanti scelte per il proprio futuro. Il marcato calo dei profitti registrato nell’ultimo anno (-11%) e l’ulteriore perdita di terreno nei confronti di Google (la quale guadagna in un solo trimestre più di quanto Yahoo! guadagna in un anno, e che si è accaparrata a Maggio 2007 il 65% delle ricerche Internet U.S. based - dati Hitwise) ha sollevato le roventi critiche degli azionisti nell’ultima assemblea, alcuni dei quali potrebbero spingere l’azienda verso la ricerca di un importante partner strategico.

Mentre ieri BBC News riportava della fusione organizzativa avvenuta tra le due divisioni operative di Yahoo! che si occupano di advertising, durante i giorni scorsi c’è stato un susseguirsi di rumors, notizie e discussioni (dentro e fuori la blogosfera) in merito a ciò che farà o dovrà fare la società guidata da Yang.

C’è stato l’accordo siglato da Yahoo! Search con Bebo, dopo che si era vociferato di una possibile acquisizione da parte di Yahoo! del social network con base a San Francisco per 1 miliardo di dollari.

Ci sono stati rumors concernenti una possibile fusione tra Yahoo! ed eBay.

Ci sono stati poi degli altri rumors, in seguito confermati, sul fatto che News Corp., la società di Rupert Murdoch, stia valutando la possibilità di vendere MySpace a Yahoo! in cambio di una partecipazione azionaria nella società di Sunnyvale, vendita da realizzarsi sulla base di un valore attribuito a MySpace di 12 miliardi di dollari (che corrisponderebbero al 25% di Yahoo!): qui c’è uno scenario che descrive questa ed altre ipotesi di accordo, mentre qui ci sono alcuni commenti in proposito.

Poi c’è stato l’articolo di Kevin Kelleher su GigaOM intitolato “Who should buy Yahoo? Handicapping 5 likely suitors”, che speculava sull’ipotetica acquisizione di Yahoo! da parte di differenti soggetti economici e ne analizzava brevemente i risvolti.

Ieri, sempre su GigaOM, Om Malik commentava lo Yahoo’s momentum.

Che cosa farà o dovrà fare Yahoo!?

Categorie: News, Yahoo!

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