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Trends: il sistema operativo nel browser e il futuro dei WebOS (Parte 2)
Scritto da Enrico Bertini | 5 Novembre 2007
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Nella prima parte di questo articolo parlavo della trasformazione graduale della Rete in un gigantesco sistema operativo distribuito, determinata soprattutto dalla disagreggazione strutturale del Web, o dalla sua atomizzazione, ovverosia dal fatto che ogni dato che circola su Internet è sempre più autonomo ed indipendente, in quanto è portatore di una maggiore intelligenza applicativa: in altre parole, è il dato stesso che è sempre più in grado di dire alle applicazioni Web come esso deve essere manipolato. Il dato, quindi, come risorsa applicativa e di sistema, dove in questo caso il sistema è costituito dall’intera rete Internet, nonché dalla miriade di applicazioni Web in costante evoluzione che, in maniera aperta, trasparente ed ubiqua, “girano” al suo interno, esattamente come se si trovassero all’interno di un singolo sistema operativo: tale infrastruttura profonda non è ancora completamente interoperabile in tutti i suoi aspetti, ma lo sta diventando.
Ed è il browser lo strumento che ci consente di lanciare le suddette applicazioni Web direttamente dal nostro computer connesso all’Internet “NetOS”, uno strumento la cui evoluzione viaggia parallelamente all’evoluzione della Rete.

Trends: il sistema operativo nel browser e il futuro dei WebOS (intermezzo - “sulle piattaforme”)
Scritto da Enrico Bertini | 25 Settembre 2007
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Si parla molto di piattaforme in questi giorni nella blogosfera, ed anche di che cosa sia o non sia etichettabile come piattaforma, e di quali requisiti una piattaforma debba possedere per essere considerata come tale. Ne parla in particolar modo un lungo e molto esplicativo articolo di Marc Andreessen, il quale, sul suo blog, scrive “The three kinds of platforms you meet on the Internet“, una sorta di vademecum sui tipi di piattaforme che è possibile trovare su Internet.

Trends: il sistema operativo nel browser e il futuro dei WebOS (Parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 7 Settembre 2007
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L’attuale stadio evolutivo attraversato da Internet vede la Rete trasformarsi gradualmente in un gigantesco sistema operativo distribuito, una sorta di super-piattaforma virtuale nella quale una miriade di applicazioni web sono in grado di accedere in maniera aperta, trasparentente ed ubiqua, ad enormi quantità di dati ed informazioni sparsi sulla Rete stessa, esattamente come se il tutto di trovasse all’interno di un singolo computer. In realtà siamo appena agli inizi di questa nuova fase evolutiva di Internet, ma già ci troviamo probabilmente in un periodo nel quale si renderà necessario un consolidamento dei più recenti sviluppi tecnologici.
Ovviamente, tale fase evolutiva è il Web 2.0, proprio così come definito da Tim O’Reilly qualche anno fa.
Oltre alla banda larga, che di fatto ha rappresentato un fattore determinante, questa evoluzione del Web è dovuta principalmente all’avvento delle tecnologie che gravitano nell’orbita dell’XML. Tecnologie quali i Web Services, le architetture SOA, le tecniche AJAX o AFLAX (se parliamo di Flash anziché di JavaScript), stanno in pratica radicalmente cambiando la natura stessa del Web, dando luogo a quella che può essere definita una sua disaggregazione strutturale. Anche l’enorme diffusione del PHP ha giocato un ruolo non da poco, ma è l’emergente REST quello che gli darà “il colpo di grazia”.
Il principio riguardante la disaggregrazione del Web è sostanzialmente il seguente: più si è in grado di strutturare (descriverne minuziosamente il contenuto) i dati che i protocolli web trasportano, più il Web nel suo complesso può risultarne destrutturato, in quanto l’intelligenza applicativa della Rete si sposta verso i dati stessi, sia che si tratti di dati semplici o complessi, e tali dati diventano portatori di maggiore “informazione” (ovviamente, non intesa nel senso di notizia).


