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- Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta
- Social Media: il radioso futuro delle social news
- Cloud Computing: la frontiera - la prossima Google potrebbe non possedere alcun server
- Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 2)
- Buzz, News & Trends: un "costante aggiornamento" sugli strumenti che servono
- Internet: Cisco Visual Networking Index, video, mobile
- UE: sul futuro dei bloggers
- Blogging: le 7 fatiche del professional blogger
Long Tail Economy: blogosfera, sociosfera e marketosfera
Scritto da Enrico Bertini | 5 Dicembre 2007
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Mentre l’influenza dei blog e dei social networks cresce su Internet, in molti si interrogano su quali potranno essere i ritorni economici che questi nuovi media saranno davvero in grado di garantire a chiunque li crea e a chiunque si pone l’obbiettivo di utilizzarli per finalità di marketing e/o commerciali. Perché è anche questo l’uso che di tali media può e dovrebbe essere fatto, in quanto anche questi mezzi di comunicazione, nel momento in cui essi si pongono come autorevoli strumenti di diffusione di informazioni e di conoscenza (nonché di riflessione), devono possedere delle intrinseche capacità di autosostentamento se davvero coltivano l’ambizione di essere tali. Questo perché, creare e comunicare contenuti originali, utili ed interessanti, per l’intelligenza collettiva, comporta dedizione, fatica e sacrificio, oltre a richiedere una certa dose di competenze più o meno interdisciplinari. E, secondo quanto affermano una serie di ricerche condotte da diverse società di analisi, è proprio la ricerca di contenuti originali, utili ed interessanti il motore che muove gli utenti del Web in primis verso i social media (e non più verso i portali).

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Information Architecture: Gerarchia dell’attenzione e sistemi di influenza (parte 2)
Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007
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Un recente studio condotto da TWI Surveys per conto della Society for New Communications Research (SNCR) prevede che, nel 2012, i marketers e gli advertisers spenderanno molti più soldi sui media conversazionali che su quelli tradizionali, e che tale crescita nell’adozione dei social media come mezzi per la brand communication e per il brand engagement sarà determinata dalle scelte strategiche dei professionisti del marketing e della comunicazione, sempre più orientati verso l’uso di questi nuovi media. Sulla base di interviste realizzate a 260 professionisti del settore, infatti, lo studio ha rivelato che, sebbene l’adozione dei social media da parte dell’industria del marketing sia ancora nella sua infanzia, essa compirà un enorme balzo in avanti nel corso dei prossimi cinque anni, allorché tali media diventeranno mainstream a tutti gli effetti, quindi anche per ciò che concerne il loro peso economico-finanziario complessivo. Non mancano le perplessità tuttavia, dati i cambiamenti organizzativi e culturali che l’utilizzo di questi nuovi media richiede, ed esistono altresì delle fondate motivazioni riguardanti le tecniche/metriche di misurazione dell’universo dei social media, le quali hanno il compito di indicare i potenziali ritorni economici delle attività di branding condotte su tali mezzi.

Categorie: Attention Economy, Blogs, Information Architecture, Marketing, Social Media, Social Networking, Web 2.0, Web Economy
Information Architecture: Gerarchia dell’attenzione e sistemi di influenza (parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 7 Novembre 2007
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Qualche giorno fa Bits pubblicava un articolo dal titolo “The Robot in the Newsroom“, un articolo nel quale Saul Hansell parlava dei miglioramenti apportati alla sezione tecnologica del New York Times, in special modo di quelli riguardanti la colonna di mezzo della pagina “Tecnologia” del giornale online, e consistenti nelle "Technology Headlines From Around the Web". Tali headlines rappresentano una lista costantemente aggiornata di articoli provenienti da tutto il Web, sia dai media mainstream che dai piccoli blogs, e sono selezionati in maniera automatica dagli algoritmi del servizio Blogrunner, un aggregatore di notizie sviluppato da un’azienda che il New York Times ha acquisito lo scorso anno.
Nell’articolo, Hansell sottolineava anche che il New York Times non è affatto preoccupato di linkare siti web o blogs che non hanno nessuna relazione diretta con il giornale, sebbene ciò diriga l’attenzione dei lettori all’esterno del giornale medesimo (anche su testate concorrenti tipo il Wall Street Journal), in quanto il lavoro del New York Times è anche quello di far si che le persone trovino velocemente i migliori articoli su Internet, non importa se scritti da terzi.

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Web Economy: privacy o superprivacy? Attenzione!
Scritto da Enrico Bertini | 3 Novembre 2007
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Su Micro Persuasion, Steve Rubel cita un articolo di AdAge, un’articolo che parla di un’iniziativa per la tutela della privacy promossa da alcune organizzazioni, comprendenti l’Electronic Frontier Foundation, ed il cui obbiettivo è la creazione di una Do-Not-Track List, cioè l’istituzione di un elenco Internet di non tracciabilità via cookies dei gusti/preferenze degli utenti per finalità di targeting comportamentale.

Categorie: Attention Economy, Online Advertising, Privacy, Web Economy
Trends: il ruolo di Amazon nei future trends businesses
Scritto da Enrico Bertini | 4 Ottobre 2007
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Amazon sta acquisendo un ruolo di prim’ordine nell’ambito dei cosiddetti future trends businesses. Con gli Amazon Web Services (AWS), e particolarmente con il servizio Elastic Compute Cloud (EC2), l’azienda di Seattle è stata uno dei precursori (l’altro è stato Sun) dell’utility computing, quel modello di fornitura delle risorse IT paragonabile a quello della rete elettrica. Con il servizio Books on Demand, lanciato dalla sua controllata CreateSpace, la società ha dato il via ad una nuova era nel settore dell’editoria, consentendo a chiunque di autopubblicarsi i propri libri, nonché di distribuirli attraverso il circuito Amazon (con tanto di ISBN), ed il tutto senza alcun bisogno di sostenere costi fissi: una sorta di clearing house per libri di tutti i generi. Con il lancio del music store Mp3, Amazon ha sfidato invece iTunes, togliendo di mezzo i DRM. Infine, ma non da ultimo, l’azienda sta per lanciare The Kindle, un proprio dispositivo elettronico per la lettura degli e-books connesso ad Internet via WiFi (e collegato ad un Amazon e-book service centrale).

Categorie: Trends, Web Economy

