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Trends: l’evoluzione dei contenuti del Web
Scritto da Enrico Bertini | 24 Agosto 2007
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Gli utenti Internet impiegano circa la metà del loro tempo trascorso online visitando contenuti: questo è quanto afferma uno studio condotto dalla Online Publishers Association (OPA) in collaborazione con Nielsen//NetRatings. I risultati di tale studio sono il frutto dell’analisi quadriennale dell’Internet Activity Index (IAI), un indicatore creato dalla stessa OPA per misurare, su base mensile, il tempo speso online dagli utenti in attività di e-commerce, comunicazione, visione di contenuti e ricerca.
“When the OPA created the IAI, our goal was to provide a reliable, ongoing measure of the time being spent with key online activities” ha dichiarato il presidente di OPA Pam Horan, “For the last four years, the IAI has identified important trends in Web use and added to our understanding of consumer engagement online. As seen by Nielsen//NetRatings’ recent introduction of the ‘Total Minutes’ metric, time spent helps to define engagement and serves as a valuable supplement to other key measures“.
Secondo l’IAI quindi, negli ultimi quattro anni (2003-2007) il tempo speso online dagli utenti visitando contenuti è aumentato del 37%, e ciò è avvenuto a discapito delle loro attività di comunicazione, le quali hanno registrato nello stesso periodo un calo del 28%. In sostanziale crescita anche le attività di ricerca (+35%), sebbene il tempo totale dedicato a queste attività rimanga relativamente basso (solo il 5% nel 2007). Sostanzialmente invariate su base quadriennale restano invece le attività inerenti l’e-commerce (-5%).
Questa è la tabella riepilogativa riguardante le variazioni dell’IAI nel periodo 2003-2007.

Ma da che cosa è determinato questo deciso spostamento verso i contenuti? Beh, sicuramente da un fatto: molti di essi sono oggi disponibili laddove ieri non lo erano. Basti pensare all’esplosione dell’online video, a quella del photo sharing, del blogging, del social networking, dei social media in genere, all’ormai innumerevole numero di siti di news esistenti su Internet, alla sconfinata galassia dell’online entertainment, ai mondi virtuali, alla nascente Internet TV, all’Internet mobile, e … chi più ne ha più ne metta.
Categorie: Internet, Trends, Universo Digitale
Trends: l’RSS e l’economia dell’attenzione
Scritto da Enrico Bertini | 12 Maggio 2007
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In un articolo intitolato “Abundance” apparso qualche tempo fa sul suo blog A VC, Fred Wilson, un venture capitalist newyorkese, affrontava concetti riguardanti l’abbondanza e la scarsità di risorse nel mondo fisico/analogico ed in quello digitale. Nell’articolo egli sottolineava le sostanziali differenze esistenti tra i due mondi in merito alle dinamiche di creazione del valore: “In the physical world scarcity is what leads to value. In the digital world abundance is what leads to value“.
Categorie: RSS, Trends, Universo Digitale
Il report di Advertising Age sui media digitali
Scritto da Enrico Bertini | 23 Aprile 2007
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Per il secondo anno consecutivo Advertising Age rilascia il Digital Fact Pack, un report stilato in collaborazione con eMarketer che individua i trends che caratterizzano il mondo dei media digitali. Il report esamina in dettaglio una vasta serie di dati e contiene delle basilari informazioni di marketing per chiunque debba muoversi in quel mondo. Un dato su tutti: la Top 10 dei proprietari di media online si è accaparrata, nel 2006, il 99% del totale delle entrate pubblicitarie del settore.
Categorie: Internet, Media Digitali, Online Advertising, Pubblicità Online, Universo Digitale
Lo sapevate di avere un elefante digitale (adulto) sulle spalle?
Scritto da Enrico Bertini | 9 Marzo 2007
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é uscito un report. Si chiama "The Expanding Digital Universe: A Forecast of Worldwide Information Growth Through 2010?. é stato commissionato da EMC e prodotto da IDC, una delle maggiori società di analisi e di ricerche di mercato a livello mondiale.
Il report analizza tutta la complessità dell’Universo Digitale esistente oggi su scala planetaria: esso comprende Internet, i networks privati, le reti telefoniche, l’HDTV, nonché tutti i sistemi di generazione e trasmissione di contenuti che ne fanno parte (computers, telefoni, telecamere, dispositivi mobili, data centers, ecc.).
All’interno dell’Universo Digitale "viaggia" il cosiddetto multimediale interattivo o "rich media", due sinonimi utilizzati per descrivere quella combinazione di contenuti che comprende testi, suoni, immagini, animazioni, video ed interattività: da tali contenuti sono composti i dati e le informazioni che creiamo, catturiamo, replichiamo e ci scambiamo quotidianamente (per qualsiasi fine e necessità) utilizzando l’instant messaging, la posta elettronica, il VoIP, il P2P, i websites/weblogs, il podcast, la videoconferenza. In più ci sono lo streaming, le WebCams, la videosorveglianza, e sta per arrivare il TV broadcasting.
Secondo il report di IDC, nel 2006, l’ammontare delle informazioni create, catturate e replicate ha raggiunto la bellezza di 161 Exabytes, ovvero di 161 miliardi di Gigabytes (un numero pari a 3 milioni di volte le informazioni contenute in tutti i libri mai scritti): oltre che citare la necessità di più efficienti politiche riguardanti la privacy, la security e la proprietà intellettuale, lo studio riserva un’attenzione particolare alle problematiche di archiviazione (storage) di questa enorme mole di informazioni.
Il report è disponibile (in inglese) sul sito di EMC a questo indirizzo.
Mi ha molto colpito una "divertente" analogia contenuta al suo interno: "se trasformassimo l’Universo Digitale in libri, otterremmo 6 tonnellate di libri per ogni uomo, donna e bambino presente oggi sulla Terra, ovvero l’equivalente in peso di un grosso elefante adulto".
Categorie: Internet, Universo Digitale


