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Search Marketing: il nuovo report di Ad Age

Scritto da Enrico Bertini | 14 Gennaio 2008commentawikio

searchmarketing.png È disponibile il nuovo report di Ad Age sul search marketing, un report prodotto in collaborazione con eMarketer il quale, facendo riferimento ad una vasta gamma di fonti informative, contiene i dati e le statistiche per l’anno 2007 riguardanti il marketing online negli Stati Uniti. Uno dei dati che balzano subito all’occhio è quello concernente il click-through rate della pubblicità online di tipo PPC (Pay Per Click), che nel 2007 Morgan Stanley Internet Research stima essere stato pari all’11,5%, stante un 11,1% rilevato nell’Ottobre 2006 (il click-through rate stimato per il 2010 si collocherebbe invece intorno al 12,6%): questo significa che, nel 2007, nell’88,5% dei casi gli utenti Internet hanno ignorato gli annunci PPC. Inoltre, sulla base della metodologia qSearch 2.0, comScore ha rilevato che, nell’Agosto 2007, 9,82 miliardi di ricerche Internet sono state effettuate sui diversi motori, in crescita del 28,4% rispetto al 2006, e pari ad una media di più di 300 milioni di ricerche giornaliere, più del 50% delle quali sono state condotte utilizzando 3 o più keywords secondo Hitwise. Infine, sempre secondo Hitwise, le categorie maggiormente raggiunte attraverso i motori di ricerca nel 2007 sono Educazione e Medicina e Salute.

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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (Parte 3)

Scritto da Enrico Bertini | 30 Novembre 2007commentawikio

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Facebook rivede il Beacon, quella parte del suo sistema pubblicitario Social Ads che, utilizzando gli RSS feeds, rende pubblici i comportamenti di acquisto nonché le attività dei suoi utenti, anche quelle compiute all’esterno del social network, e le invia a mò di raccomandazione agli amici degli utenti stessi all’interno social network medesimo. Dopo le moltissime reazioni negative e le moltissime critiche ricevute da più parti, Facebook opta per la cessione di un maggiore controllo ai propri utenti nella pubblicazione di informazioni sensibili circa le loro attività online. Due differenti opzioni di controllo sui dati utente vengono adesso fornite dal social network di Palo Alto, e l’azienda assicura che da ora in poi non pubblicherà più certi tipi di informazioni in mancanza di un esplicito consenso da parte dei suoi membri.
Questo passo indietro di Facebook avviene anche in risposta ad una protesta/reazione che ha visto più di 50.000 utenti Facebook firmare una petizione online (su MoveOn.org) contro Beacon per delle sacrosante motivazioni riguardanti la privacy, una petizione il cui testo è il seguente: “Sites like Facebook must respect my privacy. They should not tell my friends what I buy on other sites–or let companies use my name to endorse their products–without my explicit permission“.
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Online Advertising: Ad Networks! Ad Networks!

Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007commentawikio

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Una decina di giorni fa l’IBM Institute for Business Value pubblicava un report dal titolo “The End of Advertising as We Know It“, i cui contenuti sono il frutto di un’indagine condotta interpellando più di 2.400 consumatori e più di 80 advertising executives a livello globale. Il report predice che una grande disruption si verificherà all’interno dell’industria pubblicitaria nei prossimi cinque anni, uno sconvolgimento strutturale di una tale portata che non si è verificato neanche negli ultimi 50 anni, ed i cui fattori sono rappresentati principalmente da consumatori più “forti”, da advertisers più autonomi, e da tecnologie in costante evoluzione. E tutto ciò porterà ad una sostanziale ridefinizione dei processi attraverso i quali la pubblicità sarà venduta, creata, consumata e monitorata.
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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 12 Novembre 2007commentawikio

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Per ciò che concerne l’innovazione introdotta dal Facebook Ads, su Fortune David Kirkpatrick scrive: “Don’t compare Facebook’s new ad system to anything you’ve seen on Google, television, or any other advertising medium you can think of. Compare it instead to Amazon.com or eBay. That’s because, while advertising as we know it today may very well be a good profit engine for the social networking company, its new Facebook Ads program is also about e-commerce — that is, selling“, evidenziando come la strategia di Facebook punti a far leva sul marketing del passaparola (word-of-mouth marketing) e sul grafo sociale dei membri del social network al fine di vendere prodotti e servizi via e-commerce ed al fine di promuovere brands. Kirkpatrick dice anche che il meccanismo delle SocialAds ricalcherebbe in qualche modo quello delle user reviews di Amazon, con l’intento di raccomandare prodotti e marchi agli amici, i quali, se acquistati, garantirebbero presumibilmente a Facebook l’introito di una commissione (proprio come su Amazon). Ed anche se Facebook distingue tra “friendship” e “fanship” (se si tratta di un brand), “To now attempt to inject commercial information into that social graph — and to do so without disturbing the human relationships that have allowed Facebook to thrive — is fascinating, ambitious, and highly risky“.
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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 8 Novembre 2007commentawikio

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Facebook ha da poco lanciato Facebook Ads, un sistema pubblicitario integrato con l’intero social network. Durante il Facebook Social Advertising Event, Mark Zuckerberg lo ha annunciato insieme a partners del calibro di Coca-Cola, Blockbuster, CBS, Sony, Verizon, ecc., e, ovviamente, Microsoft. Zuckerberg lo ha presentato come “a completely new way of advertising online“, dichiarando che “For the last hundred years media has been pushed out to people, but now marketers are going to be a part of the conversation. And they’re going to do this by using the social graph in the same way our users do“. In pratica, il Facebook Ads consentirà agli advertisers di inserire la loro pubblicità ovunque all’interno del social network, targhettizzando di fatto il profilo dei suoi membri (età, sesso, interessi, ecc.) nonché le loro interrelazioni (grafo sociale) a scopi promozionali e di branding. E questa è la componente Social Ads di questo nuovo sistema pubblicitario: le altre due sono Beacon (gli utenti del social network possono implicitamente “raccomandare” brands ad altri membri di Facebook attraverso i propri feeds RSS) ed Insight (un’interfaccia tramite la quale gli advertisers hanno la possibilità di monitorare l’attività degli utenti di Facebook in relazione alle proprie pubblicità, nonché le performances di queste ultime).
Sulla base del Facebook Ads le aziende possono anche creare dei loro profili nel social network (Facebook Pages), dei profili speciali il cui obbiettivo primario è naturalmente quello di promuovere i loro brands, e possono svolgere tutte le attività che normalmente svolge un qualsiasi membro di Facebook.
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