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Online Rating: Web 2.0 Analytics
Scritto da Enrico Bertini | 31 Gennaio 2008
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Tempo fa scrivevo a proposito dei nuovi standard di misurazione del Web introdotti da Nielsen//NetRatings per stabilire la popolarità e l’importanza dei vari siti presenti su Internet. Nielsen//NetRatings declassava infatti il vecchio strumento delle "page views" quale indicatore di riferimento dell’audience raggiunta da un certo sito web, e promuoveva due nuove metriche, entrambe più appropriate secondo l’azienda a cogliere la realtà dei fatti circa il Web attuale. Si trattava del tempo medio trascorso da un utente all’interno di un sito web nonché del numero medio di sessioni aperte dallo stesso, due parametri maggiormente significativi per il rilevamento dell’audience su contenuti Web sempre più di tipo 2.0. In pratica, secondo Nielsen//NetRatings, è AJAX la tecnologia che più di altre sta cambiando le "regole del gioco" sul Web, visto che essa consente di aggiornare i contenuti di un certo sito Internet senza effettuarne il refreshing. Ma come misurare il tempo speso da un determinato utente all’interno delle varie parti di un sito web 2.0 e come comprendere su quali contenuti di una certa pagina web egli si sofferma più a lungo? 
Categorie: Online Rating
Online Rating: comScore introduce qSearch 2.0
Scritto da Enrico Bertini | 23 Agosto 2007
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comScore, una delle aziende leader nell’analisi dell’universo digitale, ha da poco introdotto una nuova metodologia/prodotto di misurazione delle attività di ricerca su Internet. Tale metodologia, definita di nuova generazione, prende il nome di qSearch 2.0, e rispetto alla precedente qSearch 1.0 espande notevolmente il numero di strumenti/servizi di ricerca da includere nelle misurazioni. Si tratta in pratica di un nuovo approccio all’analisi delle ricerche Internet con il quale comScore intende costruire delle metriche più accurate di valutazione di un mercato del “search” che è in continua evoluzione.
In sostanza, mentre le misurazioni effettuate sulla base della precedente metodologia qSearch 1.0 avevano come oggetto soltanto i maggiori motori di ricerca (Google, Yahoo!, Live, Ask, AOL), quelle previste dalla qSearch 2.0 allargano il proprio spettro al fine di comprendere:
- i 5 principali motori di ricerca US-based inclusivi dei loro networks/proprietà (Core Search Engines - quindi Google Sites, Yahoo! Sites, Microsoft Sites, Ask Network e Time Warner Network);
- le 50 principali “proprietà” mondiali del Web nelle quali avvengono attività di ricerca (Top 50 properties worldwide where search activity is observed - ciò include siti come MySpace, Baidu e Naver);
- i principali motori di ricerca verticali (Major “vertical” search locations - ad es. eBay, Amazon ed Expedia);
- le ricerche condotte su siti di terzi (affiliati e/o partners) e che vengono redirette verso i motori di ricerca (Partner Search);
- le ricerche generate dalla medesima query utilizzando le search tabs (ad es. Web, Immagini, News), le quali sono da considerarsi ricerche multiple ed indipendenti (Cross-Channel Search);
- le ricerche che avvengono su mappe od elenchi di Directories (Local Search);
- le ricerche effettuate a livello globale in vari Paesi e per le quali dettagliati reports verranno inizialmente forniti con riferimento a USA, Canada, Messico, U.K., Francia, Germania, Giappone, Cina e Korea (Worldwide Search).
Di fatto, l’approccio metodologico seguito dalla qSearch 2.0 si propone di fornire un quadro più significativo e dettagliato del volume complessivo delle ricerche che hanno luogo su Internet, volume che risulta sempre più caratterizzato da una crescente ubiquità. Ecco quindi che la metodologia si deve far carico di osservare un panorama più variegato di un “paesaggio” più globalmente distribuito della ricerca Internet, e del quale il Web 2.0 sta cambiando in parte le connotazioni. A tale proposito Magid Abraham, co-fondatore e CEO di comScore, ha dichiarato: “comScore is leading the way in measuring a search landscape heavily affected by Web 2.0. qSearch 2.0 adapts to the blurring of ‘classic search’ and enables clients and research analysts to evaluate the newly emerging players and the new types of searches that can potentially have significant monetization opportunities. This is an excellent example of comScore innovating to respond to the challenges of a fast moving marketplace“.
Mentre comScore precisa che continuerà ancora a produrre ranking reports per i principali motori di ricerca utilizzando la qSearch 1.0, l’azienda ha già pubblicato il primo “Core Search Share Report” basato sulla sua nuova metodologia di misurazione. Secondo questo nuovo report riferito al Luglio 2007, nonché secondo la qSearch 2.0, Google amplia la propria market share rispetto agli altri motori di ricerca, e ciò avviene soprattutto grazie all’effetto YouTube, le cui ricerche vengono ora conteggiate unitamente a quelle di Google (6,6 miliardi di ricerche complessive condotte su entrambi i motori nel Luglio 2007).
Sotto, le due tabelle principali del report di comScore (ovviamente, i dati del 2006 sono calcolati in base alla qSearch 1.0).


Da ultimo, la dichiarazione di James Lamberti, comScore senior vice president of search solutions, a proposito della nuova metodologia/prodotto dell’azienda di Reston: “With the continued evolution of the search market, it has become clear there is a need to expand the way we think about search. qSearch 2.0 gives the most comprehensive and accurate view of the entire search market by including all forms of search that are being monetized currently or could be monetized in the future“.
Categorie: Motori di Ricerca, Online Rating, Search Engines, Web 2.0
Online Rating: verso la fine delle page views?
Scritto da Enrico Bertini | 11 Luglio 2007
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Nielsen//NetRatings ha cambiato gli standard di misurazione fino ad ora utilizzati per l’assegnazione del ranking ai vari siti web. Aggiungendo due nuove metriche al proprio servizio NetView, l’azienda leader nelle statistiche sul mondo online declassa le ormai consolidatissime “page views” quale strumento principe di valutazione della popolarità e dell’importanza di un sito Internet.
Con l’introduzione delle metriche “Total Minutes” e “Total Sessions”, Nielsen//NetRatings sposta di fatto il peso delle misurazioni dei siti Internet verso il tempo medio che gli utenti trascorrono al loro interno, e verso il numero medio di sessioni aperte da ciascun utente: l’azienda specifica comunque che si tratta di due parametri di misurazione già presenti nel proprio servizio NetView.
Le motivazioni che Nielsen//NetRatings adduce in merito a queste sostanziali modifiche nel website rating riguardano il crescente uso che i siti web fanno di tecnologie quali AJAX, Asynchronous JavaScript, XML, ed in generale delle tecnologie Web 2.0, nonché la sempre più corposa presenza al loro interno di audio streams, video streams e widgets. AJAX, ad esempio, è una tecnologia che consente di aggiornare i contenuti di un sito web senza effettuarne il refreshing.
Secondo Nielsen//NetRatings insomma, tutto questo sta cambiando le “regole del gioco”.
Sostanzialmente, le nuove metriche introdotte da Nielsen//NetRatings assegnano un più alto ranking ai quei siti web nei quali gli utenti si soffermano più a lungo, cosa che va a discapito di altri websites che ricevono visite più veloci, come ad esempio quelli operati dai motori di ricerca.
Da questi nuovi standard di misurazione dell’audience traggono perciò vantaggio siti web come AOL, che implementano servizi di instant messaging, Yahoo!, grazie al suo servizio Yahoo! Mail, o YouTube, sito web nel quale gli utenti restano più a lungo al fine di visionare i video. Ne esce invece penalizzato il motore di ricerca Google, sul quale, causa la sua intrinseca natura ed il servizio che offre, gli utenti non devono soffermarsi molto a lungo.
La tabella sottostante mostra il ranking dei Top 10 Web Brands del maggio 2007 secondo la metrica Total Minutes:

Scott Ross, Director of Product Marketing di Nielsen//NetRatings, dichiara che “It is not that page views are irrelevant now, but they are a less accurate gauge of total site traffic and engagement. Total minutes is the most accurate gauge to compare between two sites”. Nielsen//NetRatings dichiara anche che fornirà ancora statistiche riguardanti le page views di un sito web, ma che esse non costituiranno più la base per la costruzione di alcun tipo di ranking.
Queste nuove metodologie di rating avvicinano molto il modello di stima dell’audience dei contenuti online a quello dei contenuti televisivi classici: viene infatti in mente lo zapping, di contro al soffermarsi sulla visione di un singolo programma, ma forse il paragone non è dei più calzanti.
La navigazione Internet è oppure no assimilabile allo zapping (sebbene elevato all’ennesima potenza), e, il concetto dei portali non era già obsoleto? Oppure sono obsolete le page views?
Così, d’acchito, direi che gli strumenti di misurazione dell’audience di un mezzo complesso come Internet debbano essere tanto variegati quanto più sono variegati i contenuti presenti al suo interno.
Resta comunque da vedere come queste nuove metriche impatteranno sul mercato dell’advertising online.
Fonte: Nielsen//NetRatings Press Center.
Categorie: Online Rating
Online Rating: i nuovi servizi di Quantcast per misurare video e widgets
Scritto da Enrico Bertini | 10 Luglio 2007
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Quantcast è il principale fornitore di servizi di open Internet rating che sia i publishers che gli advertisers utilizzano per effettuare misurazioni riguardanti l’audience dei siti web. Data la crescente importanza che i video stanno acquisendo su Internet, e visto che secondo Newsweek il 2007 è “The Year of the Widget” (a questo proposito vedere anche l’articolo “Trends: la iperwidgetizzazione del web e le statistiche sui widgets“), l’azienda di San Francisco ha appena annunciato la disponibilità di nuove metriche di misurazione dedicate, per l’appunto, a video e widgets.
Come riportato dalla notizia apparsa sul sito web di Quantcast, i nuovi servizi di misurazione sono, al pari di quelli già offerti dall’azienda, usufruibili in maniera totalmente gratuita: i web publishers e i fornitori di servizi online possono sottoscriverli da questa pagina.
Il nuovo programma di misurazione di Quantcast è attualmente disponibile in versione beta: esso non include ancora i reports sui dati demografici e quelli concernenti la valutazione dei profili utente, e mancano anche altre statistiche che saranno implementate nella versione definitiva. Un esempio dei dati che vengono attualmente forniti dai nuovi servizi di misurazione è disponibile qui.
Konrad Feldman, co-fondatore e CEO di Quantcast dichiara: “Daily usage of online video grew by 56 percent over the past year, and the online video advertising spend is expected to reach $4.3 billion in 2011. Given the parallel explosion in widget use, the mandate is clear. If they want to attract more advertising dollars, publishers must measure and understand their video and widget audiences. We look forward to providing them with the accurate, third-party metrics and the easy-to-use graphical reports they need“.
Categorie: Online Rating, Statistiche
AttentionMeter: comparatore di traffico
Scritto da Enrico Bertini | 28 Marzo 2007
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AttentionMeter è una interessante web application che vi consente di effettuare comparazioni sul traffico generato da differenti siti web. L’applicazione utilizza dati provenienti da diverse fonti: Alexa, Compete e Quantcast. è possibile comparare fino a 5 siti web contemporaneamente. Utile il bookmarklet “Triangulate Traffic”, che vi consente di analizzare “al volo” il sito web sul quale state navigando. C’è pure la possibilità di “embeddare” ogni grafico risultante all’interno delle vostre pagine web.
Categorie: Online Rating, Statistiche

