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Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta

Scritto da Enrico Bertini | 4 Gennaio 2008commentawikio

living_networking_society.png Barry Wellman è Professore di Sociologia nonché Direttore del NetLab alla Università di Toronto. Egli si occupa di sociologia delle comunità e di social network analysis, studiando le reti sociali che le comunità di individui e le organizzazioni creano su Internet, perciò anche dell’interazione uomo-computer e della sua struttura sociale. Su tematiche come la teoria delle reti sociali, le comunità virtuali, le reti di computers viste come social networks, l’iperconnettività, la networked society, la glocalizzazione delle comunità virtuali (localmente vituali, virtualmente locali, e simultaneamente globali e locali), gli ambienti/spazi di comunicazione, di espressione, e di lavoro virtuale, Wellman ha pubblicato un enorme numero di saggi. Ed uno dei concetti che egli ha elaborato, dal punto di vista teoretico, è quello di networked individualism, un concetto che descrive un salto di paradigma nelle relazioni tra persone derivante dalla trasformazione delle reti sociali basate su dinamiche di gruppo (con relazioni orizzontali e verticali) in reti individualizzate (con relazioni trasversali), vale a dire in reti personali aperte o semi-aperte di tipo comunitario: questo grazie ad Internet, con la Rete che non rappresenta un sistema socio-tecnologico separato dal mondo reale, ma un sistema "embeddato" nella vita quotidiana di moltissime persone del mondo sviluppato (vedere "Physical Place and Cyber Place: The Rise of Networked Individualism" e "The Social Affordances of the Internet for Networked Individualism"). more

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Trends: Internet sarà il più grande mezzo pubblicitario nel 2011

Scritto da Enrico Bertini | 10 Agosto 2007commentawikio

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Secondo l’ultimo report annuale sui media rilasciato da Veronis Suhler Stevenson, negli U.S.A., il volume complessivo della spesa pubblicitaria online supererà nel 2011 quello dei giornali: i fatturati pubblicitari online ammonteranno nel 2011 a 62 miliardi di dollari, di contro ai 60 miliardi di dollari generati dalla carta stampata. Il report, dal titolo “Communications Industry Forecast 2007-2011 (VSS Forecast)” prevede una crescita dell’online advertising pari a più del 21% annuo fino al 2011, ed attesta che le spese sui mezzi di comunicazione supereranno per la prima volta il trilione di dollari nel 2008.

Quindi, sebbene il TV broadcasting e la televisione via cavo e satellitare raccoglieranno cumulativamente 86 miliardi di dollari di pubblicità nel 2011 (la fetta più grossa del mercato), Internet diverrà in quell’anno il più grande mezzo pubblicitario esistente.
Sempre nel 2011, la proiezione riguardante l’online advertising nei blogs, nei podcasts e negli RSS feeds, evidenzia un ammontare di circa 1,15 miliardi di dollari.

James Rutherfurd, Executive Vice President e Managing Director di Veronis Suhler Stevenson ha dichiarato: “We are in the midst of a major shift in the media landscape that is being fueled by changes in technology, end-user behaviors and the response by brand marketers and communications companies. We expect these shifts to continue over the next five years, as time and place shifting accelerate while consumers and businesses utilize more digital media alternatives, strengthening the new media pull model at the expense of the traditional media push model“.

Da notare che il VSS Forecast è un report decisamente accurato, il quale ha registrato margini di errore di più o meno il 2% in 9 degli ultimi 10 anni (+ 0,4% nel 2006).

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Trends: la disaggregazione del Web

Scritto da Enrico Bertini | 1 Agosto 2007commentawikio

Il 19 Luglio 2007 si è tenuto a Boston il secondo Digital Marketing Series, un evento organizzato da One to One Interactive e dal MITX, e che ha avuto per oggetto la seguente tematica: “Desktop Applications, Screen Mates, Widgets, Gadgets, Modules, Oh My!!!“. L’evento ha visto la partecipazione di diversi esperti del mondo dei media digitali ed ha messo in evidenza i trends ed i cambiamenti che sono in atto per ciò che concerne la pubblicazione e la distribuzione dei contenuti sul Web: la parola chiave è stata “disaggregazione”.

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Trends: da The Next Small Thing a The Next Big Thing

Scritto da Enrico Bertini | 17 Luglio 2007commentawikio

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Un articolo di BusinessWeek dal titolo “The Next Small Thing” parla dei widgets, e di come questi piccoli “pezzi di codice” stiano in pratica cambiando il volto del Web, tanto che nella Silicon Valley si discute seriamente di “Web revolution”. Anche le dichiarazioni di Marc Andreessen, il creatore di Netscape ed uno dei co-fondatori di Ning, sono di questo tenore: “I think the Internet is going through a major, major shift. Concepts are now able to spread on a million Web sites. It’s super exciting because you can get huge scale very quickly. The big widgets have the potential to become the new networks“. E, sebbene i widgets non segnino la fine dei portali o dei motori di ricerca, essi danno agli individui il potere di diventare distributori, publishers ed arbitri dei contenuti del Web.
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Trends: la Coda Lunga dei media è davvero lunga e si allarga

Scritto da Enrico Bertini | 16 Luglio 2007commentawikio

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è disponibile dal mese scorso un report prodotto e rilasciato da Bear Stearns, una delle maggiori banche d’affari americane, che analizza l’effetto Long Tail (Coda Lunga) sull’intero settore dei media.
Osservando la Coda Lunga dei media, il report pronostica l’incremento nella fornitura di contenuti video da parte di un numero sempre maggiore di soggetti, ed ipotizza un rallentamento per ciò che concerne la crescita dei cosiddetti incumbents, quegli operatori che sul mercato detenengono una posizione dominante grazie alle loro maggiori dimensioni. Inoltre, secondo una tesi per la quale le barriere tecno-economiche all’ingresso nel settore della produzione video si stanno dissolvendo, la prima domanda che il report formula e alla quale risponde è se ora sia “la coda a scuotere il cane“, e non più viceversa.

All’interno del report si parla anche dei contenuti generati dagli utenti (User-Generated Contents - UGC), i quali non costituirebbero affatto una moda, e che da soli già producono il 13% del traffico Internet complessivo, e si evidenzia lo spostamento di valore economico verso gli aggregatori di contenuti a discapito dei produttori (in sostanza, ciò che è già avvenuto con i motori di ricerca per quanto riguarda il Web testuale - laddove sono possibili infinite scelte, il valore del contenuti è in strettissima relazione con la capacità di trovarli). Si affronta inoltre la tematica derivante dall’assioma “Content is King”, sottolineando che: “The problem with the ‘content is king’ axiom is that no one company has proven capable of consistently creating only great content, as evidenced by fluctuations in TV ratings, box office per film, etc. In addition, while entertainment firms are focused on ‘digital’, this revenue stream will likely remain small relative to overall sales for the foreseeable future. The risk is that, as with newspaper companies, strong digital revenues do not offset decelerating growth in core revenue streams“.

Le conclusioni del report, che ha per titolo “Entertainment Industry”, sono riepilogate dalla tabella sottostante.

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[via paidContent]

Categorie: Media Digitali, Trends

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