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Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 22 Gennaio 2008
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Sul British Medical Journal (BMJ), un articolo intitolato "Web 3.0 and medicine" cita una metafora medica utilizzata da un neurologo per descrivere il Web Semantico, o Web 3.0. Secondo questi, in sostanza, lo sviluppo del Web, dalle sue origini (1995) fino all’attuale Social Web, è paragonabile allo sviluppo del cervello umano. E mentre le tecnologie proprie del Web 1.0 e del Web 2.0 sono state, per così dire, tecnologie embrionali, le tecnologie semantiche ci consentiranno di creare un Web decisamente più maturo, un universo di informazioni nel quale esisteranno percorsi, sentieri, canali, per la trovabilità delle informazioni stesse (leggi Findability), con la loro elaborazione che di fatto risulterà assai simile a quella dei processi cognitivi umani. Una delle principali caratteristiche del Web 3.0 sarà infatti quella di gestire metadati, vale a dire dati che descrivono dati, ed è proprio questo ciò che trasformerà il Web in un gigantesco database "unificato". Trattasi del Web of Data, come lo ha definito Tim Berners-Lee, ovverosia di un Web che non sarà più composto da pagine html e/o da semplici files, ma da persone, figure giuridiche, reti di relazioni (social, professional & business networks - il Giant Global Graph in sostanza), eventi, luoghi, oggetti, concetti, lifestreams, flussi attenzionali, ecc., con ciascuna istanza di queste entità che sarà descritta proprio sulla base dei suddetti metadati. 
Categorie: Information Architecture, Web 2.0, Web 3.0, WordPress, WordPress Plugins
Motori di ricerca e Information Architecture: SEO? SEM? SMO? Findability? E che altro?
Scritto da Enrico Bertini | 28 Novembre 2007
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Recentemente ci sono stati degli aggiornamenti “fuori programma” del Google PageRank, ed una serie molto ampia di siti web a livello mondiale, anche siti illustri, sono stati penalizzati di diversi punti di ranking. Questa penalizzazione sembra essere il frutto di una nuova politica seguita da Google per il proprio motore di ricerca, e rivolta a squalificare chiunque, sul proprio sito web, effettui compravendite di links per finalità di SEO (links utilizzati cioè per trasferire PageRank, e che servono per migliorare il posizionamento di un determinato sito web e delle sue pagine all’interno delle SERPs del motore). Un recente articolo di Google Blogoscoped fa notare che questa nuova politica è stata anche resa pubblica da Google, e che il documento “Perché devo segnalare a Google i link a pagamento?” del Centro di assistenza webmaster ora ne riporta più esplicitamente le linee guida. E come specificato dal documento in oggetto, il problema dei links a pagamento si manifesta quando questi links non posseggono l’attributo rel=”nofollow”, quell’attributo che dice al motore di ricerca Google di non conteggiarli ai fini del PageRank, e che quindi proprio per questo sono inutilizzabili al fine aumentare la Link Popularity di un sito Internet.

Categorie: Google, Information Architecture, Motori di Ricerca, SEO, Search Engines
Information Architecture: Gerarchia dell’attenzione e sistemi di influenza (parte 2)
Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007
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Un recente studio condotto da TWI Surveys per conto della Society for New Communications Research (SNCR) prevede che, nel 2012, i marketers e gli advertisers spenderanno molti più soldi sui media conversazionali che su quelli tradizionali, e che tale crescita nell’adozione dei social media come mezzi per la brand communication e per il brand engagement sarà determinata dalle scelte strategiche dei professionisti del marketing e della comunicazione, sempre più orientati verso l’uso di questi nuovi media. Sulla base di interviste realizzate a 260 professionisti del settore, infatti, lo studio ha rivelato che, sebbene l’adozione dei social media da parte dell’industria del marketing sia ancora nella sua infanzia, essa compirà un enorme balzo in avanti nel corso dei prossimi cinque anni, allorché tali media diventeranno mainstream a tutti gli effetti, quindi anche per ciò che concerne il loro peso economico-finanziario complessivo. Non mancano le perplessità tuttavia, dati i cambiamenti organizzativi e culturali che l’utilizzo di questi nuovi media richiede, ed esistono altresì delle fondate motivazioni riguardanti le tecniche/metriche di misurazione dell’universo dei social media, le quali hanno il compito di indicare i potenziali ritorni economici delle attività di branding condotte su tali mezzi.

Categorie: Attention Economy, Blogs, Information Architecture, Marketing, Social Media, Social Networking, Web 2.0, Web Economy
Information Architecture: Gerarchia dell’attenzione e sistemi di influenza (parte 1)
Scritto da Enrico Bertini | 7 Novembre 2007
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Qualche giorno fa Bits pubblicava un articolo dal titolo “The Robot in the Newsroom“, un articolo nel quale Saul Hansell parlava dei miglioramenti apportati alla sezione tecnologica del New York Times, in special modo di quelli riguardanti la colonna di mezzo della pagina “Tecnologia” del giornale online, e consistenti nelle "Technology Headlines From Around the Web". Tali headlines rappresentano una lista costantemente aggiornata di articoli provenienti da tutto il Web, sia dai media mainstream che dai piccoli blogs, e sono selezionati in maniera automatica dagli algoritmi del servizio Blogrunner, un aggregatore di notizie sviluppato da un’azienda che il New York Times ha acquisito lo scorso anno.
Nell’articolo, Hansell sottolineava anche che il New York Times non è affatto preoccupato di linkare siti web o blogs che non hanno nessuna relazione diretta con il giornale, sebbene ciò diriga l’attenzione dei lettori all’esterno del giornale medesimo (anche su testate concorrenti tipo il Wall Street Journal), in quanto il lavoro del New York Times è anche quello di far si che le persone trovino velocemente i migliori articoli su Internet, non importa se scritti da terzi.

Categorie: Attention Economy, Information Architecture, Memetrackers, Web 2.0, Web Economy

