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DataPortability.org: anche Google, Facebook e Plaxo nel DataPortability Workgroup

Scritto da Enrico Bertini | 9 Gennaio 2008commentawikio

dataportabilitylogo.png Brad Fitzpatrick (Google), Benjamin Ling (Facebook) e Joseph Smarr (Plaxo) si uniscono al DataPortability Workgroup, e, vista l’importanza delle aziende di cui fanno parte (considerando il "peso specifico" di Google e di Facebook in primis), si tratta di tre significative adesioni per la creazione di un Web più aperto. E questo non solo per ciò che concerne i social networks, ma anche per quanto riguarda in generale i diritti degli utenti e l’interoperabilità delle applicazioni su Internet. Sul Particles Blog, Chris Saad ricorda il lavoro che il DataPortability Workgroup sta svolgendo sugli open standards e sui protocolli al fine di raggiungere obbiettivi di massima interoperabilità sul Web, cita la stesura in corso di un "DataPortability Reference Design", un documento che ne codifichi le pratiche, e parla della necessità di una sorta di DHCP per le identità utente, nonché di un file system distribuito per i dati. more

Categorie: Facebook, Google, Internet

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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (Parte 3)

Scritto da Enrico Bertini | 30 Novembre 2007commentawikio

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Facebook rivede il Beacon, quella parte del suo sistema pubblicitario Social Ads che, utilizzando gli RSS feeds, rende pubblici i comportamenti di acquisto nonché le attività dei suoi utenti, anche quelle compiute all’esterno del social network, e le invia a mò di raccomandazione agli amici degli utenti stessi all’interno social network medesimo. Dopo le moltissime reazioni negative e le moltissime critiche ricevute da più parti, Facebook opta per la cessione di un maggiore controllo ai propri utenti nella pubblicazione di informazioni sensibili circa le loro attività online. Due differenti opzioni di controllo sui dati utente vengono adesso fornite dal social network di Palo Alto, e l’azienda assicura che da ora in poi non pubblicherà più certi tipi di informazioni in mancanza di un esplicito consenso da parte dei suoi membri.
Questo passo indietro di Facebook avviene anche in risposta ad una protesta/reazione che ha visto più di 50.000 utenti Facebook firmare una petizione online (su MoveOn.org) contro Beacon per delle sacrosante motivazioni riguardanti la privacy, una petizione il cui testo è il seguente: “Sites like Facebook must respect my privacy. They should not tell my friends what I buy on other sites–or let companies use my name to endorse their products–without my explicit permission“.
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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 12 Novembre 2007commentawikio

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Per ciò che concerne l’innovazione introdotta dal Facebook Ads, su Fortune David Kirkpatrick scrive: “Don’t compare Facebook’s new ad system to anything you’ve seen on Google, television, or any other advertising medium you can think of. Compare it instead to Amazon.com or eBay. That’s because, while advertising as we know it today may very well be a good profit engine for the social networking company, its new Facebook Ads program is also about e-commerce — that is, selling“, evidenziando come la strategia di Facebook punti a far leva sul marketing del passaparola (word-of-mouth marketing) e sul grafo sociale dei membri del social network al fine di vendere prodotti e servizi via e-commerce ed al fine di promuovere brands. Kirkpatrick dice anche che il meccanismo delle SocialAds ricalcherebbe in qualche modo quello delle user reviews di Amazon, con l’intento di raccomandare prodotti e marchi agli amici, i quali, se acquistati, garantirebbero presumibilmente a Facebook l’introito di una commissione (proprio come su Amazon). Ed anche se Facebook distingue tra “friendship” e “fanship” (se si tratta di un brand), “To now attempt to inject commercial information into that social graph — and to do so without disturbing the human relationships that have allowed Facebook to thrive — is fascinating, ambitious, and highly risky“.
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Online Advertising: l’avvento dei Fan-Sumers? (parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 8 Novembre 2007commentawikio

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Facebook ha da poco lanciato Facebook Ads, un sistema pubblicitario integrato con l’intero social network. Durante il Facebook Social Advertising Event, Mark Zuckerberg lo ha annunciato insieme a partners del calibro di Coca-Cola, Blockbuster, CBS, Sony, Verizon, ecc., e, ovviamente, Microsoft. Zuckerberg lo ha presentato come “a completely new way of advertising online“, dichiarando che “For the last hundred years media has been pushed out to people, but now marketers are going to be a part of the conversation. And they’re going to do this by using the social graph in the same way our users do“. In pratica, il Facebook Ads consentirà agli advertisers di inserire la loro pubblicità ovunque all’interno del social network, targhettizzando di fatto il profilo dei suoi membri (età, sesso, interessi, ecc.) nonché le loro interrelazioni (grafo sociale) a scopi promozionali e di branding. E questa è la componente Social Ads di questo nuovo sistema pubblicitario: le altre due sono Beacon (gli utenti del social network possono implicitamente “raccomandare” brands ad altri membri di Facebook attraverso i propri feeds RSS) ed Insight (un’interfaccia tramite la quale gli advertisers hanno la possibilità di monitorare l’attività degli utenti di Facebook in relazione alle proprie pubblicità, nonché le performances di queste ultime).
Sulla base del Facebook Ads le aziende possono anche creare dei loro profili nel social network (Facebook Pages), dei profili speciali il cui obbiettivo primario è naturalmente quello di promuovere i loro brands, e possono svolgere tutte le attività che normalmente svolge un qualsiasi membro di Facebook.
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Facebook: il fenomeno

Scritto da Enrico Bertini | 26 Ottobre 2007commentawikio

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Microsoft ha appena investito in Facebook 240 milioni di dollari per ottenere una partecipazione dell’1,6% nel social network, partendo da una base di valutazione della società di Palo Alto pari a 15 miliardi di dollari. Con questo accordo Microsoft si è però anche riservata il diritto esclusivo di vendere pubblicità su Facebook al di fuori degli Stati Uniti per i prossimi 4 anni. Ed è il potenziamento dei propri programmi di online advertising l’obbiettivo principale di Microsoft in questa operazione, e l’azienda di Redmond pensa che gli utenti di Facebook possano crescere fino a toccare quota 300 milioni negli anni a venire, creando un’audience potenziale per le campagne pubblicitarie pressoché stratosferico. Inoltre, la targhettizzazione della pubblicità risulta molto agevole all’interno di un social network quale è Facebook, e ciò grazie alla disponibilità di informazioni molto dettagliate circa la natura ed i gusti dei suoi utenti.
Ma c’è anche da considerare il boom dell’online advertising, ed il fatto che Internet diventerà, nel 2011, il più grande mezzo pubblicitario esistente sul pianeta.
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