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Le sfide del Web: innovazione, crowdsourcing, ricompense
Scritto da Enrico Bertini | 3 Marzo 2008
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Motivare l’innovazione e gli innovatori è una delle sfide che la nostra società nel suo complesso deve costantemente affrontare, pena la sua stagnazione ed il suo immobilismo, con le conseguenti perdite di produttività, di competitività, di ricchezza, ma anche di cultura e di "intelligenza" (knowledge, se volete), nonché con l’immane "spreco" di risorse umane che ne deriva. In mancanza di innovatori motivati nonché di innovazione non può infatti esistere alcun progresso in nessun settore dell’attività umana, e non sto parlando soltanto di progresso economico o di progresso tecnologico, ma soprattutto di progresso sociale, la cui stretta correlazione con i primi due è data dal fatto che è quest’ultimo che li genera entrambi. Di quel progresso sociale, cioè, che si traduce in com-partecipazione, la più allargata possibile, da parte moltissimi, alla più ampia gamma di processi creativi, progettuali, produttivi, ma anche decisionali nonché "imprenditoriali" che hanno luogo all’interno di un determinato contesto sociale. E qui non mi riferisco al mero "ascolto o riconoscimento" più o meno saltuario concesso alle opinioni dei cosiddetti "visionari", quelli di cui parlavo nell’articolo "Innovazione: Exemplum Innovationis", ma ad un vero e proprio salto di paradigma economico-produttivo che la nostra società avrebbe il bisogno di favorire. 
Categorie: Crowdsourcing, Innovazione, Trends
Blogosfera: bloggingActors, individualismo di rete ed economia aperta
Scritto da Enrico Bertini | 4 Gennaio 2008
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Barry Wellman è Professore di Sociologia nonché Direttore del NetLab alla Università di Toronto. Egli si occupa di sociologia delle comunità e di social network analysis, studiando le reti sociali che le comunità di individui e le organizzazioni creano su Internet, perciò anche dell’interazione uomo-computer e della sua struttura sociale. Su tematiche come la teoria delle reti sociali, le comunità virtuali, le reti di computers viste come social networks, l’iperconnettività, la networked society, la glocalizzazione delle comunità virtuali (localmente vituali, virtualmente locali, e simultaneamente globali e locali), gli ambienti/spazi di comunicazione, di espressione, e di lavoro virtuale, Wellman ha pubblicato un enorme numero di saggi. Ed uno dei concetti che egli ha elaborato, dal punto di vista teoretico, è quello di networked individualism, un concetto che descrive un salto di paradigma nelle relazioni tra persone derivante dalla trasformazione delle reti sociali basate su dinamiche di gruppo (con relazioni orizzontali e verticali) in reti individualizzate (con relazioni trasversali), vale a dire in reti personali aperte o semi-aperte di tipo comunitario: questo grazie ad Internet, con la Rete che non rappresenta un sistema socio-tecnologico separato dal mondo reale, ma un sistema "embeddato" nella vita quotidiana di moltissime persone del mondo sviluppato (vedere "Physical Place and Cyber Place: The Rise of Networked Individualism" e "The Social Affordances of the Internet for Networked Individualism"). 
Categorie: Blogging, Blogosfera, Blogs, Collaborazione Online, Crowdsourcing, Internet, Media Digitali, Open Source, Publishing, Social Media, Social Networking, Weblogs
Trends: crowdsourcing, wisdom of crowds e innovazione - il potere nella mente degli altri
Scritto da Enrico Bertini | 26 Ottobre 2007
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Spesso, le migliori idee circa nuovi prodotti, nuovi servizi, o nuovi businesses, oppure circa il miglioramento di quelli esistenti, possono provenire dall’ambiente esterno a quello di un’azienda, ed essa si deve organizzativamente predisporre per accettare pienamente questo fatto, cercando di incorporare il più possibile tali idee all’interno dei propri processi decisionali e produttivi, pena la sostanziale perdita di competitività. E ciò è tanto più vero in un mondo globalmente interconnesso e mediato da Internet, un mondo nel quale la velocità di comunicazione è impressionante, nel quale “regna” supremo il marketing virale, ma anche nel quale il disegno e la progettazione dei prodotti e dei servizi sono sempre più user-centered e user-driven. Di qui il ruolo della open innovation e del crowdsourcing, con la cosiddetta “wisdom of crowds”, cioè la possibilità concessa a chiunque di far leva sulla conoscenza delle moltitudini, tesorizzandone la saggezza.
E anche questo è Web 2.0: le aziende ed i business leaders dovranno sempre più tenerne conto.

Categorie: Crowdsourcing, Web 2.0

