Web Squared: ecco il Web post-2.0
Scritto da Enrico Bertini | 29 Giugno 2009
Che cosa viene dopo il Web 2.0? Il Web 3.0 potrebbe essere la risposta generica. Ma che cosa sarà in pratica? Il Web Semantico? Il Web senziente? Il Social Web? Il Web mobile? Oppure qualcos’altro? Ebbene, cercando di definire meglio quella che, a breve, sarà l’evoluzione del Web 2.0, Tim O’Reilly e John Battelle hanno coniato un nuovo neologismo: "Web Squared", ovvero "Web al Quadrato", e secondo la loro visione questo sarà contemporaneamente sia un Web semantico, sia un Web sociale che mobile, sia qualcosa di più.
Il Web al Quadrato sarà un Web in tempo reale dai confini globali i cui ecosistemi di dati non saranno più soltanto generati dai suoi utenti in maniera esplicita (UGCs), ma anche in maniera implicita interagendo con sensori ubiquamente presenti nella realtà (ad esempio negli smartphones, i quali incorporano microfoni, videocamere, sensori di movimento, sensori di prossimità, GPS, ecc.): tali dati saranno inoltre sempre più generati dall’"Internet delle Cose" ("Internet of Things"), una vasta gamma di oggetti connessi al Web e dei quali al suo interno esisterà la loro "ombra di informazioni" ("information shadow").
Esso sarà quindi altresì un Web le cui applicazioni saranno in grado di servire più intelligentemente gli utenti sulla base di metadati impliciti generati degli stessi (la Rete è già più intelligente di quanto si possa pensare), ed oltre a catturare in tempo reale la mente e l’intelligenza collettiva, il Web Squared come piattaforma interattiva anche nel mondo fisico avrà un enorme impatto sulla società e sulle organizzazioni in genere: esso offrirà delle enormi opportunità di business nonché di migliorare il mondo.
Mano a mano che il Web è cresciuto dalla sua infanzia fino ad arrivare alla sua fase "Web 2.0" (la prima fase del Web Sociale), quella che ha visto la scala di partecipazione collettiva globale crescere velocemente di diversi ordini di magnitudine (esponenzialmente), esso è diventato sempre più intelligente, e nel 2010 questa intelligenza subirà probabilmente un’esplosione: questo sostengono sostanzialmente Tim O’Reilly e John Battelle.
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