Internet: una Rete alle prese con la censura e territorio di cyberguerra
Scritto da Enrico Bertini | 29 Giugno 2009
Chiamando in causa la pornografia esistente su Internet, la nuova politica di censura cinese prevede che, a partire dal mese di Luglio 2009, in tutti i computers prodotti od importati in Cina dovrà essere obbligatoriamente installato un software per il filtraggio del Web denominato "Green Dam Youth Escort" (un "software di Stato", cioè): si sono inoltre rincorse voci sul blocco dell’accesso a diversi servizi di Google per i cittadini cinesi da parte dei loro censori (verifiche possibili tramite WebSitePulse), compreso il motore di ricerca, e pare che ora a Google sia stato imposto di restringere l’accesso a svariati siti stranieri per quanto concerne Google.cn. Ma sebbene si tratti decisioni prese in nome di una guerra alla pornografia, molti sono preoccupati che "Green Dam Youth Escort" possa inoltre consentire ai censori cinesi, per finalità politiche, di limitare la diffusione sulla Rete di informazioni sconvenienti.
Ecco quindi che diverse organizzazioni pubbliche e private (incluso il Dipartimento del Commercio Americano, l’Information Technology Industry Council, lo European-American Business Council, ecc.) si sono mobilitate per sollecitare il Governo Cinese a tornare sui propri passi in merito all’imposizione del "Green Dam Youth Escort" nei PCs, sottolineando sia la sua non conformità alle regole WTO (pone di fatto una barriera al commercio), sia la sua "invasione di campo" nei confronti della libertà dei costruttori di computers (nonché dei consumatori) di scegliere quali software installare al loro interno, sia la sua potenziale pericolosità per la sicurezza, per la privacy, e per l’affidabilità di sistema in quanto apportatore di vulnerabilità (alcune delle quali peraltro già identificate), sia da ultimo il suo possibile impatto negativo sul libero fluire delle informazioni su Internet e sulla libertà di espressione.
Da un lato perciò la Rete è alle prese con la censura, quella cinese nella fattispecie, mentre dall’altro essa rappresenta altresì un "territorio" di cyberguerra, un territorio che Stati Uniti e Russia sono d’accordo nel definire "un emergente campo di battaglia", e nel quale devastanti attacchi a sistemi informatici si moltiplicano giorno dopo giorno (con una quota significativa di questi che proviene da Russia e Cina). Ed è a seguito di tali attacchi che, ad esempio, il Governo Britannico e quello Americano stanno dando vita a piani e task forces di cyberdifesa: il primo dichiara che ha istituito un nuovo Cyber Security Operations Centre e che recluterà hackers e crackers pentiti per lavorare al suo interno, svelando altresì le sue capacità di cyberattacco sulla Rete; il secondo sta invece adesso facendo nascere USCybercom, un "Comando" unificato creato da Pentagono per proteggere le reti militari dalle cyberminacce.
Categorie: Internet
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