Linux: l’assoluto dominatore del supercomputing
Scritto da Enrico Bertini | 25 Giugno 2009
Se qualcuno quasi 20 anni fa avesse predetto a Linus Torvalds che l’OS kernel che stava sviluppando, seppur con un’ovvia evoluzione in termini di flessibilità e di scalabilità che lo ha portato a giungere "laddove nessun kernel è mai giunto prima", sarebbe oggi diventato il "cuore pulsante" dei primi 10 supercomputers più potenti sulla Terra, di tutti i primi 20 meno uno, nonché dell’88,6% dei primi 500, immagino sia un eufemismo dire soltanto che egli non ci avrebbe neanche minimamente creduto (chissà, magari però mi sbaglio). E invece questa è proprio la realtà: una nuova classifica dei TOP500 Supercomputer Sites al mondo è stata da poco pubblicata; sono state fornite le statistiche riguardanti i sistemi operativi utilizzati da tali supercomputers; e il blog Royal Pingdom si è preso la briga di andare a controllare quali OS fossero installati nei primi 20 di essi.
Ed è la realtà perché ormai pressoché tutti i costruttori scelgono Linux per equipaggiare i loro supercalcolatori: lo fanno naturalmente Sun, SGI, HP, ma anche Cray ed IBM, con quest’ultima che su RoadRunner, il più potente supercomputer del pianeta (quello che ha rotto la barriera del petaflop) da essa sviluppato presso il Los Alamos National Laboratory, fa girare Red Hat Enterprise Linux.
E solamente per far comprendere che la frase di Greg Kroah-Hartman "laddove nessun kernel è mai giunto prima" è una metafora perfetta per il Linux Kernel, ecco un video sulle capacità di RoadRunner.
Categorie: Linux
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Piccolo errore nell’articolo: Linus Torvalds ha cominciato Linux nel 91 – quindi quasi _20_ anni fa, e non 30….
Errore corretto. Grazie della segnalazione.