Internet: quando l’anonimato in Rete è un aspetto cruciale della libertà
Scritto da Enrico Bertini | 18 Giugno 2009
Data l’attuale situazione politica interna di violenta protesta inerente le elezioni, il Governo iraniano tenta di censurare i mezzi di comunicazione di massa, compresi ovviamente quelli online: così capita che cessino di funzionare i servizi di telefonia mobile, che alcune stazioni televisive risultino disturbate, e che su Internet vengano oscurati siti web, blogs, nonché social media come Facebook, MySpace, Twitter, YouTube e Flickr. Ma attraverso l’uso di migliaia di proxy servers residenti all’estero e messi a disposizione anche da singoli individui sulla Rete, i cittadini iraniani sono riusciti ugualmente ad utilizzare tali social media bypassando la censura governativa, e varie guide sono state fornite loro online da più parti su come fare ciò. È successo perciò che il citizen journalism proveniente dall’Iran ha inondato Internet soprattutto di video e di tweets, tanto che il Dipartimento di Stato americano ha chiesto a Twitter di posticipare le operazioni di manutenzione programmata della sua piattaforma (quindi l’interruzione del suo servizio) per consentire ai cittadini iraniani di comunicare ininterrottamente dentro e fuori dal Paese e con il resto del mondo: questa è una "Social WEdia Revolution" secondo il sito CNNfail, il quale sottolinea l’inadeguatezza della copertura della CNN sugli odierni accadimenti iraniani, e TechCrunch intitola un suo articolo "Is Twitter The CNN Of The New Media Generation?".
Oltre ai proxy servers esteri, però, c’è poi la possibilità per i cittadini iraniani di utilizzare strumenti di anonimizzazione del traffico Internet come Tor per difendersi dalla censura, sottolinea CNET, oppure alcuni plugin per Firefox (come Access Flickr!) capaci di aggirare determinati filtri Internet messi da Stati quali Iran, Arabia Saudita, Cina, ecc. E nel mondo degli anonimizzatori di Rete, c’è ora una nuova estremamente potente tecnologia denominata BitBlinder, una tecnolologia tipo Tor ma più veloce e che supporta il protocollo BitTorrent per il P2P: essa implementa sostanzialmente un network (BitBlinder network) crittografato di proxy servers a cascata nonché selezionati randomicamente di volta in volta che miscela il traffico dei suoi utilizzatori rendendolo praticamente irrintracciabile.
Tecnologie quindi in parte discutibili o condannabili a priori? Non di per sé ovviamente: dipende sempre e soltanto dall’uso che se ne fa.
Sotto, il video "How to Circumvent an Internet Proxy" pubblicato da Citizentube.
Categorie: Internet
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L’anonimato è essenziale per garantirsi un’informazione obiettiva e non censurata.
Per impararlo mi sono rifatto ad un lavoro di PeaceReporter: è l’agenzia di giornalisti “figlia” di Emergency. Manda giornalisti in tutto il mondo a seguire in prima persona, i conflitti e le crisi, fornendo analisi geopolitiche e pubblicando spesso, cose un po’ “scomode”.
Nei regimi dove l’informazione è controllata, viene diffusa una tecnologia che serve per superare la censura, c’è una pagina apposita che informa sul funzionamento e sull’uso di questo programma:
http://it.peacereporter.net/libera/
Purtroppo stenda a diffondersi come corrento modus operandi, e si continuano ad usare come riferimento i social network (twitter, facebook, ecc…) che invece è facile, per le autorità di regime, riuscire a censurare.