Media Trends: l’era dei curatori digitali
Scritto da Enrico Bertini | 17 Giugno 2009
Internet è un immenso oceano di informazioni "distanti" un click dai loro lettori, ed esse sono contenute da pagine web, da RSS feeds, da tweets, da real-time streams, ecc. I costi della loro distribuzione sono oramai pressoché nulli, ed anche quelli della loro produzione si sono ridotti drasticamente. La Rete ha infatti creato quella che può essere definita come un’economia post-gutenberghiana, dove la pubblicazione e la diffusione di informazioni sono oggi alla portata di tutti. Ma in questo mare magnum di informazioni, il quale produce ciò va sotto il nome di "information overload", il vero valore aggiunto sta nel trovare sempre (e il più delle volte in tempo reale) il meglio su qualsiasi fatto, tema, od argomento, cosa che per la maggior parte degli internauti/lettori potrebbe risultare non proprio semplicissima (con il suddetto click distanza che potrebbe essere di fatto più virtuale che reale).
Certo, ci sono i motori di ricerca, ci sono gli aggregatori di notizie/informazioni, ci sono i feeds RSS, c’è la condivisione di notizie/informazioni all’interno dei social networks, ed ora c’è Twitter. Tuttavia, ricercare in profondità informazioni su Internet attraverso vari search engines, utilizzare svariati aggregatori, esseri iscritti a centinaia di RSS feeds, seguire centinaia se non migliaia di persone/accounts nei social media (Twitter compreso, nonché Facebook o FriendFeed), ecc., richiede sia tempo che attenzione, genera sicuramente information overload, e la percentuale di informazioni soggettivamente rilevanti di cui si riesce ad usufruire può nonostante tutto essere piuttosto scarsa. Per non parlare poi della scoperta di nuove fonti di informazione affidabili.
Quanto appena descritto può in effetti essere più un lavoro da professionisti dell’informazione che da lettori/end users della stessa, un lavoro che ha che fare con la selezione tematica di fonti informative appropriate, siano esse rappresentate da RSS feeds di media, di siti web o di blogs, da social streams personali o di gruppo, da RSS feeds derivanti da ricerche avanzate condotte tramite diversi search engines, e probabilmente anche da aggregatori di notizie/informazioni nonché da specializzati siti di news di vario genere. E tale selezione tematica di informazioni richiede altresì delle avanzate capacità di filtraggio delle informazioni medesime per "dividere il grano dalla paglia".
Ecco, questi sono gli skills di quelle emergenti figure professionali di Internet denominate "curatori digitali" (od anche newsmasters), delle figure che ritengo saranno determinanti nel mondo dei media nell’era post-gutenberghiana creata dal Web: nel giro di qualche anno, cioè, allorché i social media matureranno, quando poi il Web 3.0 comincerà a fare seriamente la sua parte, e nel momento in cui l’information overload diventerà il principale problema di ogni internauta (altro che privacy), saranno costoro IMHO quelli che indirizzeranno la maggior parte dell’audience online.
Categorie: Media, Media Digitali, Newsmastering, Trends
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