Trends: URL Shortening uguale anche business?
Scritto da Enrico Bertini | 6 Maggio 2009
tinyurl.com, bit.ly, ow.ly, is.gd, ping.fm, ff.im, tr.im, zz.gd, url.ie, 6url.com, le supercorte u.nu e r.im, ecc. (un elenco completo è contenuto a questo indirizzo), le short URLs spopolano sulla Rete all’interno dei vari social media, ed il loro uso nonché la loro popolarità stanno crescendo a dismisura. E nonostante l’esistenza di moltissimi servizi di URL shortening già operanti, altri ne stanno nascendo, molti dei quali implementano delle funzionalità aggiuntive alla semplice abbreviazione dei links, come il tracciamento dei click-throughs (in tempo reale) sulle short URLs (bit.ly e ow.ly fanno questo, così pure un nuovo servizio chiamato UnHub), oppure come la possibilità di monetizzare le short URLs stesse tramite advertising (ow.ly fa questo, ed anche un altro servizio denominato adf.ly). Poi ci sono servizi come Lnk.by, il quale consente di accorciare i links in maniera contestuale a seconda del loro contenuto (utilizzando i domini LSTN.in, WACH.it, SEEE.it e READ.im), oppure servizi professionali a pagamento come Awe.sm, utilizzabile per creare un sistema personalizzato di URL Shortening tracciabile e pienamente compatibile con Google Analytics (si tratta del servizio utilizzato da TechCrunch per creare le proprie short URLs tcrn.ch). Ci sono infine altri modi di creare dei servizi personalizzati di URL shortening, ad esempio attraverso Google Short Links o Hover.
Per quanto riguarda invece il business realizzabile con tali servizi, esso a che fare principalmente con il controllo sui links del Web che i medesimi servizi di fatto acquisiscono, e con la capacità quindi di fornire dati in tempo reale riguardanti l’audience dei contenuti web nei social media. Bit.ly, per inciso, conta circa 60 milioni di links clickati alla settimana, e sui dati analitici forniti a publishers su questa base sta tentando di costruire un business redditizio, tanto che recentemente è stata finanziata per 2 milioni di dollari da alcuni venture capitalists con a capo O’Reilly AlphaTech Ventures.
Certo, non è né difficile né costoso creare un servizio di URL shortening, e chiunque può crearne facilmente uno personalizzato, ma chi riesce a controllare decine di milioni di links condivisi nel social media potrebbe assolutamente realizzare un proficuo business.
Categorie: Trends
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