Online Advertising: utenti Internet meno preoccupati dal targeting comportamentale
Scritto da Enrico Bertini | 5 Marzo 2009
Un report appena pubblicato da TRUSTe, dal titolo "2009 Study: Consumer Attitudes About Behavioral Targeting", mostra un calo delle preoccupazioni degli utenti Internet concernenti il targeting comportamentale: da un’indagine condotta da TRUSTe e da TNS Global risulta infatti che gli internauti stanno gradatamente accettando il fatto che le loro attività di navigazione online vengano monitorate a scopo pubblicitario, e la percentuale di coloro che vedono questo ancora come un fastidio scende al 51% nel 2009, mentre nel 2008 era del 57%. Ciò però non vuol dire che gli utenti Internet tengono meno alla propria privacy online, ma semplicemente che circa la metà di essi non considera più il targeting comportamentale come una reale minaccia alla stessa, preferendo invece che gli vengano mostrati annunci pubblicitari rilevanti (per i propri interessi e/o necessità) allorché visitano i siti web. Inoltre, il 68% degli utenti Internet si dichiara ormai conscio delle pratiche di targeting comportamentale tramite le quali terze parti possono raccogliere ed analizzare i loro dati di navigazione.
Quell’altra metà di utenti che è tuttora contraria al targeting comportamentale, in quanto lo ritiene un invasore della privacy, cerca poi di bloccarlo sul nascere anonimizzando in vari modi la propria navigazione su Internet: secondo il report, infatti, il 48% di questi utenti cancella attualmente i cookies del browser almeno una volta a settimana (erano il 42% nel 2008 a farlo).
"Behavioral tracking techniques represent the future in digital advertising, but as companies adapt to take advantage of these technologies, we are seeing some stumble as they struggle to provide transparency around privacy" ha dichiarato Colin O’Malley, VP of Strategic Business di TRUSTe, aggiungendo anche che "The TRUSTe survey suggests that the more consumers understand these practices, the higher their comfort levels. Knowing this, TRUSTe invites the advertising industry to give its customers a newfound transparency into its tracking and profiling practices so that they may gain consumer trust and earn the right to continue to engage in behavioral advertising activities".
Il targeting comportamentale rappresenta comunque a tuttoggi un territorio ancora inesplorato, dice infine TRUSTe, nonché una pratica per la quale non esiste un chiaro quadro normativo applicabile.
Ma, in conclusione, risultano le pubblicità targhettizzate comportamentalmente essere davvero rilevanti per gli utenti ai quali sono state dirette? Non molto, in realtà, visto che l’84% degli internauti interpellati da TRUSTe nell’indagine ha sostenuto che meno del 25% degli annunci pubblicitari osservati sono stati di una qualche rilevanza per i loro interessi o necessità, ed un 72% degli stessi li ha trovati per questa ragione intrusivi e noiosi.
Categorie: Online Advertising, Pubblicità Online
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