Eye-Tracking: che cosa guardi in una Google SERP?

Scritto da Enrico Bertini | 7 Febbraio 2009

eyetracking.png L’Official Google Blog pubblica i risultati di uno studio condotto dal Google User Experience Research Team riguardante l’eye-tracking (il tracciamento dello sguardo) degli utilizzatori del suo motore di ricerca sulle pagine di risultati (SERPs) restituite dallo stesso. Dove si indirizza il vostro sguardo quando interagite con il contenuto di tali pagine, domanda Google, verso il titolo del primo risultato restituito, verso parole evidenziate in grassetto, oppure verso immagini presenti al suo interno? Ebbene, dice Google, potreste trovare molto difficile rispondere a queste domande in quanto voi stessi, da un lato, non ponete probabilmente molta attenzione a dove state guardando, mentre dall’altro, è altresì probabile che impieghiate pochi secondi per esplorare visivamente un’intera pagina di risultati: il fatto è che le persone esplorano una SERP così velocemente che la maggior parte delle loro decisioni di interazione con essa avviene in maniera inconscia, afferma lo studio. Le tecniche di eye-tracking permettono proprio di far luce su questi processi inconsci di interazione con i contenuti dei siti Internet, e consentono a Google di migliorare l’usabilità dei suoi servizi, a cominciare da quella del suo motore di ricerca.

2_goldentriangle.png Questa immagine mostra le zone calde di attenzione di una tipica SERP del motore Google da parte di 34 persone esaminate dallo studio, e le aree più scure sono quelle in cui tale attenzione si è concentrata maggiormente: si può notare come siano i primi due risultati quelli circondati dalle aree più scure, e come ciò testimoni a favore dell’ordine di rilevanza attribuito da Google ai risultati delle SERPs.

Nel video in basso, invece, Google mostra come una specifica persona esaminata dallo studio esplora una SERP, dove una sequenza di puntini rossi denota i movimenti oculari del soggetto all’interno della pagina, con i puntini più larghi che indicano occhiate più lunghe concesse a zone specifiche.

Categorie: Usability

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