Future Computing: cloud computing, utility computing, SaaS (parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 20 Dicembre 2008

computing.png Cloud computing, utility computing, SaaS (Software-as-a-Service), sono alcuni dei più importanti concetti emergenti dell’informatica attuale, nonché dei termini per i quali, negli ultimi tempi, si è riscontrata una sempre maggiore diffusione a livello globale. Non sono però poi molti quelli che hanno una comprensione davvero profonda di tali concetti, e ancor di meno sono quelli in grado di valutarne l’impatto sull’intero mondo dell’IT, ma quello che ormai in tanti sanno è che essi denotano altresì dei trends che sono in atto nell’universo digitale: moltissimi sono perciò coloro che vogliono, a ragione, comprenderli meglio. Personalmente ho già dedicato ampi spazi a tutti questi concetti qui su Stalkk.ed, ed il presente articolo è un ulteriore approfondimento sul tema.

Si può innanzitutto cominciare chiarendo il significato dei tre concetti in questione.

Dicesi principalmente cloud computing quel paradigma informatico secondo il quale dei servizi informatici di vario genere vengono messi a disposizione di terzi sulla rete Internet senza che chi li utilizza sia obbligato né a possedere, né a manutenere, e nemmeno a conoscere la complessa infrastruttura informatica sottostante (un’infrastruttura variabilmente composta da computers, storage, sistemi operativi ed applicazioni software) che ne garantisce la fornitura: in questo senso la rete Internet è metaforicamente definita "cloud", cioè "nuvola", termine che deriva dalla rappresentazione pittorica astratta che in informatica viene fatta di una rete di computers - e per inciso Internet è una "World Wide Cloud". Dicesi però anche cloud computing, e non soltanto a mio avviso, ma qui l’interpretazione è controversa, quel paradigma informatico che definisce una qualsiasi infrastruttura informatica complessa composta da una "nuvola" (rete) di computers strettamente o debolmente interconnessi tra di loro (tightly coupled o loosely coupled), in maniera tale da "lavorare" come se fossero un computer singolo: ed in quest’altro senso il concetto di cloud computing si intreccia con quelli di cluster computing e di grid computing.

Dicesi invece utility computing quella metafora informatica secondo la quale delle risorse informatiche (un’infrastruttura variabilmente composta da computers, storage, sistemi operativi ed applicazioni middleware) vengono messe a disposizione di terzi a mò di servizio, vale a dire senza che chi le utilizza sia obbligato né a possederle, né ad effettuarne la manutenzione, né a conoscerne a fondo le caratteristiche architetturali. E il concetto di utility computing deriva dalla parola "utility" ("utilità"), quel termine anglosassone che identifica un servizio erogabile da una qualche rete di pubblica utilità (come lo sono le reti dell’acqua, del gas, dell’elettricità o della telefonia).

Dicesi inoltre SaaS (Software-as-a-Service) quel paradigma informatico sulla base del quale delle applicazioni software vengono rese disponibili a terzi sulla rete Internet a mò di servizio, senza che chi le utilizza sia obbligato né ad installarle sul proprio computer, né a possederne la licenza, né, tantomeno, ad effettuarne l’aggiornamento (vedere anche a tale propostito la definizione di Application Service Provider - ASP).

Si può ora osservare come esistano delle profonde correlazioni tra questi tre concetti.

Tutti e tre i concetti implicano l’esistenza di datacenters, centrali informatiche operanti H24 che distribuiscono risorse IT (computers e/o risorse virtuali, risorse computazionali/potenza di calcolo, middleware, applicazioni software). Tutti implicano una modalità di fornitura on-demand (on-demand computing, on-demand software) di tali risorse IT, con un’ampia scalabilità architetturale delle stesse in funzione delle necessità servite. Tutti implicano il ricorso ad architetture di calcolo distribuito (distributed computing) e ad applicazioni software distribuite per fornire le medesime risorse IT. Tutti implicano la sottoscrizione (affitto) di un servizio anziché l’investimento in una infrastruttura informatica di proprietà, il costo del quale viene determinato a consumo (pay-as-you-go). Tutti implicano l’utilizzo di Internet (la "World Wide Cloud") quale rete/infrastruttura globale di distribuzione delle suddette risorse IT, un’infrastruttura che nessuno controlla e che è comparabile alle tradizionali reti di distribuzione delle utilities (ma che è anche molto più economica rispetto ad esse, in quanto costa notevolmente di meno spedire bits da un capo all’altro del mondo piuttosto che gas od elettricità). Tutti implicano anche la possibilità di realizzare delle più o meno grandi economie di scala da parte degli utilizzatori delle risorse IT in questione. Tutti implicano infine la nascita di una nuova era dell’IT e di una nuova economia del computing.

Si può poi affermare che il concetto di cloud computing ingloba quello di SaaS (Software-as-a-Service), e che l’utility computing si serve del cloud computing in tutte e due le sue accezioni concettuali sopra menzionate, in quanto, da un lato, le risorse informatiche contemplate dall’utility computing sono prevalentemente risorse di cloud computing, mentre dall’altro, l’amminstrazione di servizi di utility computing avviene "on the World Wide Cloud", cioè su Internet.

Si può ancora far notare come i concetti di utility computing e di cloud computing vengano spesso sovrapposti, fors’anche confusi, e non solamente dai non esperti di informatica o dagli addetti del settore IT: ma il più volte questa è una semplificazione necessaria che anch’io ho adoperato spesso nei miei articoli.

Si possono da ultimo fare degli esempi pratici.

Concludendo questa prima parte dell’articolo, si può infatti affermare che sono servizi di utility computing/cloud computing gli Amazon Web Services, i servizi di 3Tera, quelli di IBM, la piattaforma Microsoft Azure e il Google App Engine, oppure alcuni servizi ibridi come quelli forniti ad esempio da Rackspace o FlexiScale. Sono al contrario servizi SaaS (Software-as-a-Service) le Google Apps Premier Edition (le Google Apps Standard Edition sono gratuite) o i servizi offerti da Salesforce. Si servono invece di infrastrutture di cloud computing i motori di ricerca (Google, Yahoo!, Live), nonché servizi Web come YouTube, Facebook, Twitter, ecc.

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