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Social Networking: FASTWEB con Myopencity, la via italiana al social network

Scritto da Enrico Bertini | 4 Giugno 2008commentawikio


moc.png Ricevo e pubblico. Su FASTWEB.it nasce la community frutto di una partnership che mette in Rete il territorio e porta il Web sulle strade d’Italia: con la geolocalizzazione dei contenuti su mappe navigabili. Va in soffitta la distinzione tra mondo reale e virtuale. Grazie alla partnership siglata tra Myopencity e FASTWEB, è nata infatti una community - community.fastweb.it – capace di mettere in Rete il territorio e portare il Web sulle strade d’Italia. Come? Con la geolocalizzazione su mappe navigabili dei contenuti inseriti dagli utenti. Dalle chiacchiere del bar di quartiere, ai fatti di cronaca nazionali e locali. E poi feste, eventi, ristoranti, fino alla letteratura e alle emozioni.

Si tratta insomma di una rivoluzione - tutta italiana - nel modo di fare social network. Con una comunità autogestita dagli stessi utenti-cittadini, che votano i post più interessanti, aggiungono commenti, si scambiano messaggi e intrecciano relazioni. Questo spiega perché una grande azienda come FASTWEB, sempre attenta alle evoluzioni del Web, abbia deciso di stringere un accordo con Myopencity, dando così ancora più spazio a una nuova geografia umana e sociale sconosciuta ai tradizionali mezzi di comunicazione.

La creazione e la gestione di Myopencity è opera di Cultur-e, società di consulenza e servizi di gestione multimediale che tra i propri clienti annovera Enel, Ferrovie dello Stato, ATM e Treccani. Frutto di un accurato lavoro di progettazione, il nuovo sito ha preso il via con un’attività di betatesting che ha coinvolto opinion leader e appassionati di informatica. L’interazione con gli utenti avviene anche attraverso il blog di Myopencity, che racconta le novità del progetto, riporta le discussioni più interessanti e aggiorna gli utenti sugli eventuali inconvenienti tecnici.

Myopencity si differenzia dai social network di matrice anglosassone. Perché non punta solo sulla dimensione individuale – e sulla creazione da parte dell’utente di una identità virtuale che tende a sganciarsi dalla realtà. Costruisce, invece, una rete di relazioni sul territorio: una città, fatta di persone, luoghi, idee e sentimenti. Quelle che sul sito vengono definite eMOCzioni: stati d’animo o posti particolarmente cari che si vogliono condividere con gli altri utenti.

“Questo è il nostro modo, tutto italiano, di guardare al social network – afferma Pietro Battistella di Cultur-e, che coordina il progetto - per noi è la Rete che deve essere al servizio delle relazioni personali e non il contrario. Quindi, se su MOC trovate qualcuno o qualcosa che v’interessa, spegnete il pc e andate di persona. Ma poi tornate a raccontarci come è andata”.

Categorie: Social Networking


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