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SaaS, DaaS, PaaS, ecc.: l’informatica è “sulle nuvole”

Scritto da Enrico Bertini | 8 Aprile 2008commentawikio

clouds_nuvole.png SaaS, DaaS, PaaS. Ovvero Software-as-a-Service, Database-as-a-Service, Platform-as-a-Service. Delle nuove tipologie di servizi IT che consentono praticamente a chiunque di creare applicazioni software, databases e servizi Web di qualunque genere, il tutto usufrendo di piattaforme informatiche in modalità utility computing comprensive di storage, backups, data replication, data protection, security, ecc., perciò evitandogli di sostenere ingenti costi infrastrutturali per l’acquisto, la manutenzione, il supporto e/o l’aggiornamento delle stesse infrastrutture informatiche. E sulla base dei modelli di computing propri di questi nuovi tipi di servizi, il tutto è detto avvenire "on the cloud", cioè letteralmente "sulle nuvole", in quanto a livello infastrutturale tali servizi poggiano su "nuvole di computers" i quali, agendo come se fossero un tutt’uno, consentono di assegnare ad ogni singola applicazione software e/o servizio web delle risorse di elaborazione on-demand, nonché in maniera altamente scalabile. Di conseguenza, ciò che realmente si paga "on the cloud" è ciò che davvero si consuma. more

Categorie: Internet, Trends

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Web: tagging, tagging semantico, folksonomie, folkstologie

Scritto da Enrico Bertini | 7 Aprile 2008commentawikio

tagging.png Per moltissimi che usano Internet è ormai diventato abituale taggare (etichettare e categorizzare) i contenuti e le informazioni esistenti al suo interno, contribuendo alla creazione di folksonomie: tutti i siti web di social bookmarking implementano infatti delle folksonomie, così come tutti gli aggregatori sociali di notizie nonché tutti i vari servizi per la condivisione dei diversi possibili tipi di contenuti multimediali (immagini, audio, video, slides, ecc.). Possiamo definire questa modalità di tagging "libera" o "non ontologicamente vincolata", nel senso che tutti coloro che etichettano questi contenuti ed informazioni lo fanno liberamente, vale a dire senza la necessità di vincolarsi rigidamente al rispetto di precisi schemi logico-concettuali di categorizzazione o di annotazione. Altra cosa è invece il tagging semantico degli stessi contenuti e delle stesse informazioni, un’etichettatura che deve invece avvenire sulla base di esattamente determinate categorie ontologiche, seguendo cioè un certo schema ontologico, quindi in maniera strettissimamente vincolata ai diversi significati presenti all’interno di ciò che deve essere taggato (etichettato e categorizzato). more

Categorie: Web 2.0, Web 3.0

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Motori di Ricerca e SEO: che cosa cambierà nel futuro prossimo del Search?

Scritto da Enrico Bertini | 4 Aprile 2008commentawikio

linkculture.png Sin da primordi del Search (e mi viene in mente Harvest), era insito nella natura dei motori di ricerca visualizzare i risultati utilizzando le SERPs, vale a dire le Search Engine Report Pages, cioè quella più o meno lunga serie di pagine web che sequenzialmente mostrano risultati di ricerca ordinati secondo una data rilevanza ed in dipendenza delle keywords di ricerca specificate dalle queries utente. Propri della natura del Web quale ipertesto (o ipermedia) sono invece i links, i quali, nella topologia dello stesso Web, collegano direzionalmente, cioè in maniera orientata, le sue pagine. Ed il valore che i links hanno per l’intero Web è un valore fondamentale, in quanto non solo essi rappresentano una parte essenzialmente integrante della sua struttura, mettendo in relazione pagine web (semplice valore referenziale), ma "contengono" anche dei significati molto più ampi, essendo altresì in grado di assegnare popolarità, autorità, credibilità, ecc., ai contenuti del Web stesso, determinando inoltre la visibilità di questi contenuti (valore comunitario e/o sociale, valore di marketing, valore conoscitivo e/o informazionale, valore relazionale, ecc.). I links rappresentano pertanto sia l’elemento chiave del funzionamento del Web, sia, al contempo, quello che rende possibile analizzare la struttura di quest’ultimo sulla base dei più disparati parametri quantitativi e/o qualitativi. Non tutti i links sono però creati uguali, e, per relazionarsi correttamente con il Web, è indubbio che occorra maturare una cultura del link. more

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Trends: Internet, l’Open Source e le piattaforme innovative

Scritto da Enrico Bertini | 3 Aprile 2008commentawikio

metronomo.png Se poco più di una decina di anni fa qualcuno avesse pronunciato la parola "Internet," o "Internet Economy", oppure "Web Economy", od anche "E-Commerce", la quasi totale maggioranza delle persone a livello globale avrebbe risposto con esclamazioni del tipo "Eh?", "Che?", "Che cosa?". Figuriamoci poi se qualcun’altro avesse invece pronunciato la parola "Open Source", un termine che identifica un concetto secondo il quale il più efficiente modello di produzione del software, anche il più complesso, sarebbe risultato essere quello "a codice aperto", dove chiunque è libero visionare tale codice, di modificarlo, di utilizzarlo, nonché di contribuire allo sviluppo dello stesso. Mi immagino inoltre come "all’epoca" sarebbero stati considerati tutti coloro che avessero addirittura sostenuto la futura affermazione di tale modello aperto di produzione del software, la quale avrebbe condotto "di lì a breve" ad una vera e propria età dell’open software nel mondo IT. Ebbene, la Internet Economy/Web Economy comprensiva di E-Commerce vale oggi globalmente svariati trilioni di dollari, mentre l’Open Source, oltre che aver raggiunto una fase GandhiCon 4 e crescere esponenzialmente, registra proprio ora un record di investimenti da parte dei venture capitalists. more

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Google Reader: aggregazione, content filtering, social media

Scritto da Enrico Bertini | 2 Aprile 2008commentawikio

rssattenzionegr.png Ho già in precedenza argomentato circa le potenzialità nonché le qualità del Google Reader, che personalmente ritengo essere il miglior lettore/aggregatore di feeds RSS esistente al momento. In un articolo scritto diversi mesi fa, illustravo 15 validi motivi per adottarlo come strumento principale per gestire al meglio i propri flussi informativi, per cercare di tenersi alla larga da potenziali information overflows, per tutelare la propria attenzione, e per manipolare efficacemente in svariati modi i feeds stessi nonché il loro contenuto tramite l’ausilio delle seguenti funzionalità: tagging/categorizzazione, filtraggio, raccomandazione, ricerca, condivisione, ecc., sia implementate in proprio dal medesimo Google Reader, sia aggiungibili attraverso add-ons e/o di scripts di vario genere. Ed anche in assenza di API ufficiali (per informazioni si può vedere qui e qui) e del supporto all’APML, sono comunque eccellenti i risultati che si possono ottenere mediante l’utilizzo degli "elementi speciali" (starred), degli "elementi condivisi" (shared), dei due livelli di "tags" disponibili (fonti informative e singoli contenuti), della possibilità di risindacare i feeds RSS a partire da tali elementi starred, shared, o da qualsiasi tag stream generato, il tutto essendo altresì filtrabile anche sulla base di keywords (di inclusione od esclusione) mediante uno script di Greasemonkey denominato Google Reader Filter. more

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