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Blogging: le 7 fatiche del professional blogger

Scritto da Enrico Bertini | 10 Aprile 2008commentawikio


ercole.png Come fa giustamente notare un articolo di Performancing, bloggare (professionalmente) è un lavoro durissimo. Scrivere, inoltre, di per sé, lo è altrettanto. E i bloggers che lavorano in maniera indipendente e che non dispongono di un team, oltre che lavorare molto duramente in qualità di bloggers-scrittori, devono anche essere webmasters, analisti, venditori, contabili, editori, social media marketers, e magari diverse altre cose ancora. A tutto questo vorrei altresì aggiungere che comunicare chiaramente nonché in maniera approfondita a proposito di determinati temi ed argomenti, non soltanto richiede una conoscenza piuttosto profonda degli stessi, tanto più ampia quanto più sono ampi i temi e gli argomenti trattati da ogni singolo blogger, ma necessita di un aggiornamento costante e puntuale circa fatti, opinioni, soluzioni, prodotti, eventi, e così via, un aggiornamento che, nel momento in cui si avesse a che fare, ad esempio, con l’accelerato universo tecnologico, potrebbe comportare la consultazione di centinaia di fonti informative nonché la lettura di un numero imprecisato di articoli/posts pubblicati al loro interno.

Ancora, le possibilità di commettere un errore di un qualche genere sono sempre in agguato, sia in fase di lettura/informazione-in-entrata che in fase di scrittura/informazione-in-uscita, così come le possibilità di essere maleinterpretati o fraintesi, e se a questo si aggiunge la potenziale pressione derivante da tutto quanto sopra esposto, la competizione (che inevitabilmente esiste), la volontà di vedersi riconosciuti e/o di primeggiare, e magari pure qualche mancato guadagno, allora forse un "tantino" di stress potrebbe "al limite" colpire chiunque: siamo umani o sbaglio?

E non ci scordiamo infine che bisogna sempre cercare di scrivere contenuti originali, di catturare l’attenzione del lettore, il più delle volte proponendo al contempo idee e/o soluzioni, nuove o meno nuove che siano. Ah, dimenticavo, c’è pure bisogno di spazio-tempo per gestire i propri contatti, le proprie attività di social networking, nonché per le varie ed eventuali, poi occorre difendersi dallo spam, dagli splogs, dai virus, ecc., ecc., ecc.

Da ultimo, anche i bloggers devono "in qualche modo" condurre una vita reale.

Che dire quindi in conclusione? Beh, che andrebbe sicuramente dedicato un monumento a tutti coloro che indipendemente bloggano professionalmente e con competenza e che riescono a gestire al meglio tale attività.


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