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SaaS, DaaS, PaaS, ecc.: l’informatica è “sulle nuvole”

Scritto da Enrico Bertini | 8 Aprile 2008commentawikio


clouds_nuvole.png SaaS, DaaS, PaaS. Ovvero Software-as-a-Service, Database-as-a-Service, Platform-as-a-Service. Delle nuove tipologie di servizi IT che consentono praticamente a chiunque di creare applicazioni software, databases e servizi Web di qualunque genere, il tutto usufrendo di piattaforme informatiche in modalità utility computing comprensive di storage, backups, data replication, data protection, security, ecc., perciò evitandogli di sostenere ingenti costi infrastrutturali per l’acquisto, la manutenzione, il supporto e/o l’aggiornamento delle stesse infrastrutture informatiche. E sulla base dei modelli di computing propri di questi nuovi tipi di servizi, il tutto è detto avvenire "on the cloud", cioè letteralmente "sulle nuvole", in quanto a livello infastrutturale tali servizi poggiano su "nuvole di computers" i quali, agendo come se fossero un tutt’uno, consentono di assegnare ad ogni singola applicazione software e/o servizio web delle risorse di elaborazione on-demand, nonché in maniera altamente scalabile. Di conseguenza, ciò che realmente si paga "on the cloud" è ciò che davvero si consuma.

Come già detto, si può ormai creare di tutto "on the cloud", ed esistono soluzioni a costi decisamente competitivi per tutte le esigenze applicative e/o di sviluppo applicativo nonché elaborative. Servizi come ad esempio quelli di Elastra, LongJump, Rollbase, Bungee Connect, ecc., consentono di implementare databases "on the cloud" (MySQL, PostgreSQL, EnterpriseDB, ecc.), di creare applicazioni di business e di CRM, di sviluppare ogni tipo di applicazione web, e tutto questo fornendo degli eccellenti rapporti costi/benefici. Molti di questi servizi utilizzano gli Amazon Web Services (AWS), ed in particolare i servizi EC2 e S3, oppure altri servizi di cloud computing.

Software-as-a-Service, Database-as-a-Service, Platform-as-a-Service, quindi, ed inoltre computing-as-a-service, storage-as-a-service, CRM-as-a-service, ecc., ma anche, e purtroppo, Crimeware-as-a-Service (CaaS), in pratica dei servizi online messi a disposizione nonché utilizzati dal cybercrimine, ed usufruendo dei quali quest’ultimo può fare a meno di creare in proprio i suoi crimeware servers. E il Crimeware-as-a-Service è inoltre un vero e proprio trend evidenziato da Finjan nel suo ultimo "Web Security Trends Reports": "Currently, we see the rise of the Crimeware-as-a-Service (CaaS) business model in the Crimeware-toolkit market. Cybercriminals and criminal organizations are getting better and better at protecting themselves from law enforcement by using the Crimeware services,especially since the operator does not necessarily conduct the criminal activities related to the data that is being compromised but only provides the infrastructure for it" ha dichiarato il CTO di FinJan Yuval Ben-Itzhak.

In conclusione comunque non ci sono più dubbi: l’informatica è davvero "sulle nuvole".

Categorie: Internet, Trends


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