rssb
stalkkedico

Web Semantico: approccio top-down o bottom-up?

Scritto da Enrico Bertini | 25 Marzo 2008commentawikio


semanticweb.png Il Web Semantico avanza. Sempre più servizi e strumenti software su Internet consentono di manipolare i differenti tipi di dati strutturati e ricchi di significato che sono propri del Semantic Web: i linked data, quelli espressi in formato RDF e nei suoi vari formati derivati, ed i Microformati, quelli espressi invece in formato XHTML e nei formati derivati da quest’ultimo. Tutti questi formati derivano a loro volta dall’XML, e consentono di descrivere schemi concettuali, basi di dati semantiche, tassonomie, grafi sociali, ecc., permettendo anche di inserire micro-contenuti semantici all’interno di normali pagine web HTML. "Tutti i pezzi sono al loro posto per vedere emergere il Web Semantico", ha dichiarato Tim Berners-Lee, e sulla base di un approccio che sarà prevalentemente top-down, piuttosto che bottom-up, un approccio secondo il quale la stragrande maggioranza dei dati semantici o si trova già nei databases, oppure verrà estratta da ordinarie pagine web HTML, anziché essere aggiunta attraverso notazioni semantiche (semantic markups) inserite nei contenuti dell’intero Web. Ed oltre al rilascio delle specifiche SPARQL, anche il progetto Linking Open Data nonché il lavoro di standardizzazione del DataPortability Workgroup stanno contribuendo ad una rapida avanzata del Web Semantico, il quale sembrerebbe davvero essere "alle porte". Esiste inoltre un’estensione Semantic Web Crawling per semanticizzare anche il protocollo Sitemap.

Mano a mano che il Web Semantico si fa strada, quindi, qualunque sito web "vuole" essere ovviamente più semantico, per essere adeguatamente indicizzato dai vari motori di ricerca più o meno semantici che già esistono su Internet (anche se alcuni di essi sono ancora in versione beta) o il cui annunciato lancio avverrà più o meno a breve. Si tratta, ad esempio, di motori come Swoogle, SWSE, Sindice, Watson, ecc., diversi da quelli di hakia, Powerset, True Knowledge. Ma anche Yahoo! ha recentemente annunciato il supporto ad alcuni standards del Web Semantico per il proprio motore di ricerca.

Ed ecco quindi che, considerata la prevalenza dell’approccio top-down su quello bottom-up nella trasformazione del Web in Web Semantico, possono rivelarsi indispensabili vari servizi e strumenti per semanticizzare i normali siti web, i blogs, i wikis, ecc., come ad esempio il nuovo servizio Dapper Semantify, o come il servizio Calais di Reuters, o come il Semantic MediaWiki, oppure come tutti quegli strumenti da me in precedenza indicati per semanticizzare un WordPress blog.

Ecco inoltre l’importanza di applicazioni di estrazione del significato come ad esempio AdaptiveBlue, oppure di estensioni per Firefox come Operator.

Ecco infine un interessantissimo prototipo come LinkedFacts, un prototipo software che analizza semanticamente le news.

Categorie: Web 3.0


Supporta Stalkk.ed


Questo è un blog di Open Consulting.
Hai trovato interessante questo articolo?
Considera di linkarlo: Web Semantico: approccio top-down o bottom-up?.
Considera anche di sottoscrivere il feed RSS di Stalkk.ed, oppure di utilizzare il motore di ricerca Stalkk.ed BNS per le tue ricerche sulla tecnologia.


Articoli Correlati



Commenti

Lascia una risposta