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Online Security: incrementi a tre cifre percentuali delle attività dolose in Rete

Scritto da Enrico Bertini | 5 Marzo 2008commentawikio


onlinesecuritytrends.png Violazione della privacy, trojans, virus, virus sociali, spyware, phishing, brandjacking, spam, ecc.: intrusioni, malware, frodi online, molestatori, insomma tutto quello per cui quando si è online occorre stare con gli occhi bene aperti, sapendo inoltre altrettanto bene ciò che si sta facendo. Un recente rapporto di MarkMonitor (il Brandjacking Index) concernente il crimine informatico evidenzia infatti, nel 2007, un incremento del 533% degli attacchi da parte dei phishers ai servizi Internet ed a tutta l’area dell’online retail, accompagnato da una sostanziale crescita nonché evoluzione di molte delle attività e delle tattiche di brandjacking (cybersquatting, false associazioni, clicks fraudolenti, kiting di domini, contraffazioni di marchi, phishing). Un numero sempre maggiore di organizzazioni, di aziende e di brands, è perciò caduta vittima di attività di brandjacking, e gli Stati Uniti, la Germania e la Gran Bretagna, ospitano (hostano) le più alte percentuali di siti web dolosi. C’è anche un dato piuttosto allarmante che riguarda le attività dei phishers all’interno dei social networks, delle attività mirate alla raccolta di dati e di informazioni strettamente personali e finalizzate alla conduzione di attacchi altamente personalizzati, portati a termine inoltre con l’ausilio dello strumento telefonico (vishing) nonché con quello della messaggistica SMS (SMishing).

Un altro recente report di Panda Security evidenziava invece l’incremento del 463% nel 2007 del numero dei trojans bancari, segnalando delle nuove dinamiche concernenti l’evoluzione del malware, visto e considerato che ormai che gli interessi del cyber-crimine sono diventati quasi esclusivamente di natura economica.

Ancora un ulteriore report, questa volta di IronPort Systems (Cisco), fotografa lo stato dello spam e del malware su Internet, delineandone i trends e cercando di comprenderne i futuri sviluppi. E secondo il "2008 Internet Security Trends" report (così si chiama il rapporto), il volume dello spam è cresciuto del 100% nel 2007, un anno in cui 120 miliardi di spam e-mails sono state inviate giornalmente in tutto il mondo, per una media totale di 20 messaggi spam al giorno destinati a ciascun abitante del globo. Tali spam e-mails sono inoltre diventate molto più pericolose rispetto al passato, dato che più dell’83% dei messaggi includevano una URL ad un sito web contenente malware.

Il "2008 Internet Security Trends" esplora altresì l’evoluzione delle piattaforme di malware, le quali vengono dotate di tecniche sempre più sosfisticate per infettare i computers degli utenti, con i cyber-criminali che dedicano decisamente più tempo e più risorse al loro sviluppo. Questo rappresenta anche uno dei motivi per i quali John Chambers, Chairman and Chief Executive Officer di Cisco Systems, ha dichiarato che: "You have to look at the trends of the next decade and plan for it. We all understand the trend - security incidents are getting worse. You can’t predict when and where things will happen, so you’ll have to understand the how".

Da ultimo, PayPal ha severamente avvisato tutti gli utenti di non utilizzare il browser Safari, se essi non vogliono cadere vittime di frodi online, poiché il browser in questione non implementa le opportune protezioni (filtri) nonché quei meccanismi di validazione che mettono in guardia gli utenti sulle potenziali pericolosità dei siti web: PayPal raccomanda quindi di utilizzare Firefox, Internet Explorer, oppure Opera.


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