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Blogosfera ed RSS: progressivamente verso il mainstream

Scritto da Enrico Bertini | 31 Marzo 2008commentawikio

mainstreamtrend.png Tempo fa parlavo del "2007 Arketi Web Watch Survey", un’indagine che attestava che l’84% dei giornalisti affermava o di aver già utilizzato i blogs come sorgente primaria o secondaria di ispirazione per i propri articoli, o di averlo probabilmente fatto, sebbene essi non sempre avessero riportato dei chiari riferimenti alle loro fonti informative. In seguito parlavo anche di un’altra indagine condotta da Brodeur, la quale testimoniava altresì a favore della sostanziale influenza dei blogs sui mainstream media statunitensi, chiedendomi inoltre se questo fosse un fenomeno anche italiano. Ora, un’ulteriore indagine citata da un articolo di Silicon Alley Insider conferma nuovamente questo trend, evidenziando che il 73% dei giornalisti intervistati dichiara di utilizzare talvolta o sempre i blogs per compiere delle proprie ricerche. Date perciò tali premesse, si può ragionevolmente sostenere che la blogosfera è già un mainstream media, perlomeno negli Stati Uniti. Nel frattempo, inoltre, i blogs più noti e/o più grandi incrementano costantemente e rapidamente i propri sottoscrittori RSS: lo fa notare Louis Gray sul suo blog, parlando di servizi come FeedBurner, BlogPerfume e RatingBurner, quest’ultimo impegnato nel costruire blog rankings basati sul numero dei sottoscrittori degli RSS feed dei blogs via FeedBurner. E pensare che la tecnologia RSS, una tecnologia potentissima e presente ormai pressoché ovunque nel mondo online, non è ancora elevabile al rango di mainstream, almeno secondo alcuni più o meno recenti studi, visto che moltissimi utenti Internet ancora ne ignorano sia l’esistenza che le potenzialità. E nel mentre sulla Rete si moltiplicano aggregatori RSS e servizi di ogni genere basati su questa potente tecnologia, SEOmoz si domanda invece qual’è l’effetto che dei "bottoni creativi" di sottoscrizione degli RSS feed di un blog possono avere sugli utenti.

Categorie: Blogosfera, Blogs, RSS, Weblogs

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Firefox: evoluzione ed estensioni

Scritto da Enrico Bertini | 31 Marzo 2008commentawikio

firefox_1.png Un articolo pubblicato da Webware parla di Chris Beard, VP e General Manager dei Mozilla Labs, e riporta il suo pensiero circa il presente ed il futuro di Firefox, un pensiero incentrato sul fatto che gli Internet browser hanno bisogno di evolvere, considerato che la loro infrastruttura nonché il concetto stesso di browser sono rimasti fondamentalmente immutati nell’arco degli ultimi 10 anni. Si parla quindi di una maggiore integrazione di Firefox con il desktop, nonché di due progetti di Mozilla: Prism e Weave. Di questi due progetti ho già parlato in precedenza su Stalkk.ed, trattandosi di due progetti estremamente importanti del più ampio Mozilla Project, nonché di quei progetti che molto probabilmente saranno centrali per la creazione di versioni successive alla 3.0 dello stesso Firefox browser. Nel frattempo, inoltre, Mozilla ha migliorato il proprio sito web relativo alla catalogazione ed alla ricerca dei Firefox Add-ons, aggiungendovi altresì delle estensioni non ancora approvate dal Mozilla team (etichettate come sperimentali), ma anche il controllo incrociato della compatibilità di ogni singola estensione con il sistema operativo e con la versione del browser che potrebbe andare ad installarla. All’interno di un altro articolo di Stalkk.ed elencavo 50 di queste estensioni, ed ora vi segnalo OpenSearchFox, per la creazione di OpenSearch plugins e l’aggiunta di motori di ricerca nella search box di Firefox, e Firefly, un’estensione che trasforma Firefox in un file browser e della quale parla Linux.com.

Categorie: Firefox

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Stalkk.ed: violazione della licenza Creative Commons

Scritto da Enrico Bertini | 28 Marzo 2008commentawikio

cc.png"Scuse accettate. Versione del post corretta come da mio commento. 30 Marzo 2008".

Non so chi sia il Sig. A.B., ne se esista un Sig. A.B. Però se esiste vorrei informarlo del fatto che ha apertamente violato la licenza Creative Commons che protegge i contenuti del sito Stalkk.ed. Quindi, se non si tratta di un nome di fantasia, ed il blog "Business e Conoscenza" appartiene al Sig. A.B., lo informo pubblicamente che gli ho inviato una e-mail all’indirizzo di posta elettronica specificato all’interno di tale blog, una e-mail con il seguente contenuto: "Carissimo Sig. A.B., ho letto il post ‘Una rete sempre più sociale: da McLuhan al Giant Global Graph di Berners Lee‘ pubblicato sul suo blog ‘Business e Conoscenza’. Lei ha praticamente copiato pari pari l’articolo ‘Social Networking: un enorme social network chiamato Web (Parte 1)‘ da me scritto e pubblicato sul mio blog Stalkk.ed. Dato che si tratta di una aperta violazione della licenza Creative Commons che protegge i contenuti pubblicati dal blog Stalkk.ed, la prego di rimuovere immediatamente il post in questione. Grazie".

P.S. (scritto in un secondo momento): Non comprendo il motivo di un tale (scortese?) atteggiamento da parte del Sig. A.B., il quale ancora non risponde alle mie e-mail, sebbene io possa tutt’ora presupporre buonafede da parte sua. Ma, se egli esiste ed è questo il suo reale profilo su LinkedIn, dove apprendo che egli è un esperto del settore ITC, un consulente, un freelance journalist, nonché un blogger, vorrei comunicargli pubblicamente di rispettare gli altrui lavori, così come egli vorrebbe credo vedere rispettati i propri.

Categorie: Stalkk.ed

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Startups: quanto potrebbe costare avviare un’azienda tecnologica “from scratch” basata sull’open source e sul cloud computing?

Scritto da Enrico Bertini | 27 Marzo 2008commentawikio

startups.png Quanto potrebbe costare avviare from scratch (da zero) un’azienda tecnologica di servizi web 2.0 o 3.0, se essa costruisse la propria infrastruttura informatica basandosi esclusivamente su software open source e sul cloud computing? Questa è la domanda a cui vorrei dedicare una seconda parte di questo articolo, tenendo conto soprattutto dei possibili costi riguardanti l’hardware, le risorse umane, il supporto al software open source stesso, nonché quei costi riguardanti il potenziale consumo di risorse di calcolo propri dell’utility computing. Perché acquisire il software open source non costerebbe praticamente nulla a questa ipotetica azienda, e di codice aperto disponibile per le più svariate esigenze di creazione di servizi web su Internet c’è ne più che abbastanza. Ma ecco alcuni esempi.

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Categorie: Innovazione, Open Source

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Social Networking: dati ed osservazioni sullo status presente e futuro dei social networks

Scritto da Enrico Bertini | 26 Marzo 2008commentawikio

socialnetworksstatus.png Si può anche affermare che i social networks non costituiscono soltanto o necessariamente uno strumento di comunicazione "forte", il quale in misura preponderante mette le persone in relazione con amici e conoscenti, nonché con gli amici e i conoscenti di questi ultimi. E soprattutto in ambito business o professionale (business o professional social networking), laddove i social networks sono o potrebbero essere considerati prevalentemente come strumenti per l’instaurazione di relazioni "deboli", vale a dire di relazioni interpersonali positive le quali, per essere considerate tali, non devono richiedere necessariamente una comunicazione continua tra le persone coinvolte: anche perché ciò comporterebbe costantemente un dispendio di attenzione, risorsa quantomai preziosa per chi conduce attività lavorative, ed il cui impiego potrebbe tendere a crescere esponenzialmente con la crescita dei contatti personali. Esistono inoltre molte altre fonti di dispendio attenzionale, come le e-mail, gli instant messages, le comunicazioni telefoniche, Internet, gli RSS feeds, ecc., ed il fattore tempo non rappresenta certo una variabile amica per chiunque si trovi a dover gestire impegni lavorativi. more

Categorie: Social Networking

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