IBM: il cloud computing ed il progetto Kittyhawk

Scritto da Enrico Bertini | 8 Febbraio 2008

bluegenep.png IBM ha da poco annunciato di aver dato vita ad un progetto/consorzio denominato RESERVOIR, acronimo di Resources and Services Virtualisation without Barriers. Si tratta di un progetto riguardante il cloud computing, ed è il frutto di una iniziativa congiunta intrapresa da Big Blue e da 13 suoi partners europei con l’obbiettivo di sviluppare tecnologie in grado di automatizzare la domanda di risorse di cloud computing usufruibili in qualità di servizi a supporto della web economy. RESERVOIR sarà finanziato con fondi europei per 17 milioni di Euro, ed il coordinamento del progetto sarà affidato al centro di ricerca IBM esistente presso Haifa (Israele). Nell’annuncio IBM ribadisce anche il concetto di cloud computing, spiegando che questo descrive un approccio emergente di tipo infrastrutturale per il quale vasti insiemi di sistemi informatici vengono collegati per formare un tutt’uno allo scopo di fornire servizi IT, e che le potenti risorse computazionali messe da disposizione da tali servizi sono indispensabili per le esigenze delle moderne applicazioni online (flussi real-time, architetture SOA, mashups, open collaboration, social networking, ecc.). E per tutti coloro ai quali questo concetto non fosse ancora chiaro, riporto quanto già detto precedentemente su Stalkk.ed, e cioè che il cloud computing è un nuovo paradigma di computing, conosciuto anche come utility computing, per il quale le risorse di elaborazione computerizzata (risorse computazionali), e più in generale le risorse "IT" (computers, storage, sistemi operativi, applicazioni software), sono fornite alla stregua di risorse quali acqua od elettricità.

L’annuncio di RESERVOIR segue quello di Blue Cloud, il servizio di cloud computing che IBM ha reso noto alla fine dello scorso anno, e per il quale le aziende clienti di Big Blue potranno utilizzare i suoi data centers come risorse computazionali distribuite disponibili sulla rete Internet, nonché quello del primo Cloud Computing Center che la società ha creato in Cina, dedicato alla fornitura di servizi di utility computing alle software houses cinesi.

Ma c’è un’altro ambiziosissimo progetto che IBM ha intrapreso nell’area dei megaambienti di elaborazione, un progetto denominato Project Kittyhawk, basato sulla propria piattaforma di supercomputing (supercomputer) Blue Gene/P. Per inciso, Blue Gene/P è la piattaforma di supercomputing erede della Blue Gene/L, quella nata dalla collaborazione tra DOE/NNSA/LLNL e IBM, ed il cui sistema di supercomputers – primo nella classifica stilata da TOP500.org – si trova presso il Lawrence Livermore National Laboratory.

Blue Gene/P è un inoltre sistema capace di eseguire operazioni nell’ordine dei petaFLOPS (milioni di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo), possiede una architettura ultrascalabile che può ospitare fino a 294.912 processori, e, secondo quanto dichiarato dalla stessa IBM, ogni secondo può eseguire più operazioni di una pila di laptops alta circa 2,4 Km.

Ebbene, con il progetto Kittyhawk IBM punta a dimostrare la superiorità della piattaforma Blue Gene/P (in termini di prestazioni, di spazio fisico richiesto, nonché in termini economici) rispetto ai commodity computer clusters (vedi commodity computing) a basso costo utilizzati, ad esempio, da Google per creare la propria infrastruttura informatica. E nell’introduzione del progetto si legge che il suo obbiettivo è quello di "explore the construction and implications of a global-scale shared computer capable of hosting the entire Internet as an application". Come? Innanzitutto trasformando Blue Gene/P in un sistema di tipo general purpose, rendendolo capace di eseguire applicazioni software sullo stack LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP), poi estendendo la sua architettura per includere milioni di processori capaci di eseguire applicazioni web scalabili di qualunque dimensione.

"Un computer per governarli tutti" come argomenta Nick Carr?

Beh, di certo un avvincente progetto.

Categorie: IBM

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