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Internet: la Cina sarà presto la più grande Internet community del pianeta

Scritto da Enrico Bertini | 26 Gennaio 2008commentawikio

cnnic.png La Cina sta diventando rapidamente la nazione con il maggior numero di utenti Internet al mondo. I dati riportati qualche giorno fa dal China Internet Network Information Center (CNNIC) parlano infatti di 210 milioni di utenti Internet esistenti in Cina alla fine del 2007, un numero di utenti più che raddoppiato (+54%) rispetto a quello dell’anno 2006, mentre altri numeri indicano in 163 milioni gli utenti broadband nonché in 50 milioni le persone che in Cina usano l’Internet mobile. Di contro, Gli Stati Uniti contano oggi complessivamente 216 milioni di utenti Internet stando ai dati di Nielsen//NetRatings, 6 milioni in più della Cina, ma i ritmi di crescita di quest’ultima nell’utilizzo di Internet stanno per farla diventare la più grande comunità online presente sul pianeta.

E pensare che il tasso di penetrazione di Internet varia invece sensibilmente tra Cina e Stati Uniti, attestandosi per la prima intorno ad un 16%, mentre per i secondi esso è rappresentato da un solidissimo 75% (o superiore), il che implica che una larghissima parte della popolazione americana è ormai online. Perciò, sebbene l’espansione dell’Internet cinese sia davvero impressionante, soprattutto nelle aree rurali del Paese, come fa notare Pew Internet & American Life Project, c’è una differenza di circa 15 anni nella curva di adozione della Rete stessa tra Stati Uniti e Cina, ed in termini percentuali la penetrazione dell’online per quest’ultima corrisponde a quella americana della metà degli anni ‘90.

Categorie: Internet, Trends

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Google: Palimpsest, Google Health, Google.org

Scritto da Enrico Bertini | 26 Gennaio 2008commentawikio

google.png Sulla base del progetto Palimpsest ed attraverso il dominio http://research.google.com/, Google consentirà tra breve di gestire quantità massive (terabytes) di dati scientifici che saranno resi disponibili al pubblico in modalità open source. Il servizio sarà disponibile gratuitamente per gli scienziati che vorranno utilizzarlo, e si avvarrà di Trendalyzer, il software di visualizzazione che Google ha recentemente acquistato da Gapminder. Ne parla un articolo di Wired, specificando che, ad esempio, due dei datasets iniziali messi a disposizione da questo nuovo servizio saranno rappresentati dai dati dell’Hubble Space Telescope e dalle immagini del Palinsesto di Archimede (Archimedes Palimpsest), il manoscritto del X secolo che ha ispirato il progetto medesimo. more

Categorie: Google

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Web Semantico: semanticizzare un WordPress blog (Parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 22 Gennaio 2008commentawikio

wordpress_rdf.png Sul British Medical Journal (BMJ), un articolo intitolato "Web 3.0 and medicine" cita una metafora medica utilizzata da un neurologo per descrivere il Web Semantico, o Web 3.0. Secondo questi, in sostanza, lo sviluppo del Web, dalle sue origini (1995) fino all’attuale Social Web, è paragonabile allo sviluppo del cervello umano. E mentre le tecnologie proprie del Web 1.0 e del Web 2.0 sono state, per così dire, tecnologie embrionali, le tecnologie semantiche ci consentiranno di creare un Web decisamente più maturo, un universo di informazioni nel quale esisteranno percorsi, sentieri, canali, per la trovabilità delle informazioni stesse (leggi Findability), con la loro elaborazione che di fatto risulterà assai simile a quella dei processi cognitivi umani. Una delle principali caratteristiche del Web 3.0 sarà infatti quella di gestire metadati, vale a dire dati che descrivono dati, ed è proprio questo ciò che trasformerà il Web in un gigantesco database "unificato". Trattasi del Web of Data, come lo ha definito Tim Berners-Lee, ovverosia di un Web che non sarà più composto da pagine html e/o da semplici files, ma da persone, figure giuridiche, reti di relazioni (social, professional & business networks - il Giant Global Graph in sostanza), eventi, luoghi, oggetti, concetti, lifestreams, flussi attenzionali, ecc., con ciascuna istanza di queste entità che sarà descritta proprio sulla base dei suddetti metadati. more

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Yahoo!: OpenID, MyBlogLog API, del.icio.us search results, licenziamenti

Scritto da Enrico Bertini | 21 Gennaio 2008commentawikio

yahoo.png Yahoo! ha ufficialmente adottato l’OpenID 2.0, e fra breve per gli utenti Internet sarà possibile effettuare il login ai suoi servizi utilizzando questo standard di identificazione digitale. Ed abbracciando l’OpenID, Yahoo! diventa anche un OpenID Provider, nel senso che qualunque identità digitale Yahoo! ID diventerà anche un’identità OpenID 2.0, sulla base della quale il suo possessore potrà loggarsi a tutti i servizi web che supportano questo tipo di autenticazione. Il nuovo servizio Yahoo! è disponibile all’indirizzo http://openid.yahoo.com/, e sarà fornito in versione beta a partire dal 30 Gennaio. Anche Blogger, il servizio/piattaforma per la creazione di blogs di Google, supporta adesso l’OpenID, sebbene nella versione 1.1 dello standard, ed un qualsiasi blog attualmente ospitato su di essa potrà ora essere trasformato in una identità digitale OpenID. more

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Blogonomia: Vorresti guadagnare oppure no come blogger? E con il tuo blog? …

Scritto da Enrico Bertini | 21 Gennaio 2008commentawikio

blogonomia.png Sulla Columbia Journalism Review un articolo a firma Chris Mooney (freelance writer, scrittore, nonché blogger - The Intersection) parla della possibile nascita negli Stati Uniti di un Movimento Corporativo dei Bloggers (the Bloggers Guild of America), un’organizzazione di un qualche tipo che consenta ai bloggers professionali (probloggers) di uscire dal Selvaggio West nel quale attualmente si trovano. Un pò sul modello della National Writers Union (l’unione dei giornalisti, scrittori, technical writers, fornitori di contenuti web, e poeti), scrive Chris Mooney, citando anche la Writers Guild of America (il sindacato dei registi e degli sceneggiatori), una Bloggers Guild of America (o un qualcosa di simile) potrebbe consentire ai bloggers professionali di ottenere dei più equi compensi per il proprio duro lavoro, un lavoro del quale oggi beneficiano in primo luogo i grandi media, grazie al traffico che questi ricevono dai blogs ed alla pubblicità che di conseguenza riescono a vendere. more

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