Innovazione: Exemplum Innovationis
Scritto da Enrico Bertini | 9 Gennaio 2008
![]()

"If you want to know the theme of the Consumer Electronics Show, play taps. Fly the flag at half-mast, and say a few words for the proud monolithic corporation of years past". Questo è l’incipit di un articolo di Bits intitolato "Death of the Corporation" che tocca il tema di un mondo in costante cambiamento per ciò che concerne i modelli di business aziendale. "This year is not about products. It’s about partnerships. It’s about a marriage of the once-proud hardware makers, the defiant and boring Internet infrastructure providers, and the flashy, sometimes arrogant makers of content. It’s about even mixing in the input of consumers" continua l’articolo, il quale contiene poi un’intervista al Presidente di Panasonic Toshihiro Sakamoto, un’intervista dalla quale emerge il ruolo centrale dell’innovazione strategica e di processo in ambito aziendale: partnerhship è la parola chiave, con Internet ed i nuovi modelli economici correlati alla Rete che ne sono la causa. Innovazione nei modelli di business quindi, quell’innovazione di cui parla anche un articolo di Rubicon Consulting opponendola all’invenzione, e dove vengono elencati alcuni (cinque) modelli di business emergenti: Crowdsourcing, Community Support, Customer Advocacy, Community Localization, Platform. Ma che cos’è l’innovazione, come funziona, e, soprattutto, chi sono gli innovatori?
Un articolo di BusinessWeek a firma Bill Buxton e dal titolo "The Long Nose of Innovation", cita Chris Anderson ed il suo "The Long Tail", ma mette in evidenza anche il fatto che c’è un’immagine specchio della "coda lunga", un "lungo naso" appunto, prodotto dall’innovazione stessa, testimoniando che esiste altresì una grande quantità di innovazione, la quale, essendo di bassa ampiezza, prende piede solo su lunghissimi periodi di tempo. A dimostrazione di ciò Bill Buxton cita la storia del mouse, un’invenzione di William English e di Doug Engelbart datata 1965, ma che è divenuta "ubiqua" soltanto dopo il 1995 (e la stessa sorte è toccata a tecnologie quali il time-sharing, il client/server computing, le LANs, i database relazionali, ecc.). Ecco quindi che, secondo Bill Buxton, le aziende devono focalizzarsi sul miglioramento costante di tecnologie esistenti tanto quanto sulla creazione di nuove tecnologie.
Ma che cos’è l’innovazione, e, chi sono gli innovatori?
Beh, un ruolo chiave nell’innovazione lo giocano senza dubbio i visionari, cosa che fa notare Luca De Biase nell’articolo de Il Sole 24 ORE "Com’è il mondo che verrà". Questo perché "I visionari sono capaci di immaginare un futuro e una strada per costruirlo. I visionari sono necessari. Vedono ciò che gli altri non vedono. E per questo, a molti, i visionari sembrano soltanto dei pazzi. Ma il ruolo dei visionari è parte integrante dell’ecosistema dell’innovazione, composto da novità scientifiche e tecnologiche, rischi ed errori, creatività e imprenditorialità, leadership e scommessa collettiva sui progetti, finanziamenti e risorse culturali, apertura alla sperimentazione e una miriade di piccoli gesti quotidiani orientati nella stessa direzione. Il ruolo dei visionari è l’elemento sintetico di tutto questo". E facendo riferimento ai paradigmi sulle visioni del mondo nell’era post-industriale, nel suo articolo Luca De Biase cita anche Galileo Galilei, visionario nonché innovatore radicale, spiegando come l’innovazione radicale dovrebbe essere soprattutto un’innovazione di tipo culturale, non soltanto un’innovazione meramente tecnologica.
"The heart of the innovation process has to do with prospecting, mining, refining, and goldsmithing. Knowing how and where to look and recognizing gold when you find it is just the start" diceva ancora Bill Buxton nell’articolo di cui sopra, e sarà la Community Marketing Intelligence "l’oro nero" del XXI Secolo per le aziende, sostiene Xtract, una società finlandese che si occupa di social network analytics, affermando che "We are witnesses and we are the midwives to a new world, a new way of doing things, a new way of creating media, communications and commerce".
Che cos’è invece che impedisce alle aziende di innovare?
Inerzia organizzativa, shortermismo, DNA e cultura corporativa in primo luogo, secondo Idris Motee, per il quale "In the next 10 years almost every theory we have learned about ‘management’ in b-school will be retested", ed all’interno di un altro articolo egli argomenta ulteriormente che: "Innovation management is the economic implementation and exploitation of new ideas and discoveries, and the implementation of an innovation culture in an organization, to promote and make possible the development of new ideas and business opportunities. It consists of innovation strategy, culture, idea management and commercialization risk management. The last one is least understood and most people just simply associate innovation with creative ideas".
Ma non basta. L’innovazione può anche essere "accidentale", e le "new ideas are by definition hard to explain to others, because words can express only what is already known".
Sia però che sia intenzionale od "accidentale", radicale o applicativo-procedurale, culturale o tecnologica, di prodotto o di processo, l’innovazione ha bisogno di un ulteriore ingrediente per essere "cucinata" in un determinato luogo: un clima di fiducia perlomeno nazionale, con attestati di merito attribuiti ai visionari.
Ecco perché questo "Exemplum Innovationis" non credo sia applicabile all’Italia. Mah! Chissà! Forse ho avuto solo troppe "brutte esperienze" che non mi permettono più di crederci.
Categorie: Internet, Trends, Web Economy
Supporta Stalkk.ed
Questo è un blog di Open Consulting.
Hai trovato interessante questo articolo?
Considera di linkarlo: Innovazione: Exemplum Innovationis.
Considera anche di sottoscrivere il feed RSS di Stalkk.ed, oppure di utilizzare il motore di ricerca Stalkk.ed BNS per le tue ricerche sulla tecnologia.
Articoli Correlati
Commenti
1 Risposta a “Innovazione: Exemplum Innovationis”
Lascia una risposta


[…] alle opinioni dei cosiddetti "visionari", quelli di cui parlavo nell’articolo "Innovazione: Exemplum Innovationis", ma ad un vero e proprio salto di paradigma economico-produttivo che la nostra società […]