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Mobile Linux Platforms: lo scenario (parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 21 Dicembre 2007commentawikio


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Come avevo riportato nella prima parte di questo articolo, sono diverse le Mobile Linux Platforms attualmente esistenti sul mercato, e tutte sono spinte (con più o meno forza e convinzione) da diverse organizzazioni, consorzi, ed alleanze, alle quali partecipano i big del settore telecom, della mobile industry, e dell’IT in generale. La Open Handset Alliance (OHA) è l’ultima in ordine cronologico ad essere stata formata, ma è probabilmente quella che più di altre lascerà il segno nel futuro delle telecomunicazioni mobili. Recentemente, lo ha affermato anche Linus Torvalds, dichiarando che nel 2008 vedremo molti smartphones equipaggiati con Linux, e questo soprattutto grazie a Google, al suo Android, nonché alla OHA che lo supporta.

Si è detto di tutto però riguardo ad Android. Si è parlato di un potenziale conflitto tra Google e Sun in merito alle licenze Java, ma Dalvik è una macchina virtuale Java-like sviluppata in totale autonomia da Google rispetto a Java stesso, e funziona con bytecodes diversi da quelli di Java, per cui non incorre in violazioni di sorta in termini di licenza. Si sono sollevate preoccupazioni circa una nuova frammentazione delle piattaforme mobili Linux e degli sforzi industriali compiuti su di esse, come ad esempio quelle espresse dal LiPS, il Linux Phone Standards Forums, che ha dichiarato che la OHA con Android lavorava in pratica sui suoi stessi obbiettivi - e da pochissimo il LiPS ha rilasciato le LiPS Release 1.0 specifications (il proprio standard per l’interoperabilità delle applicazioni mobili Linux-based). Si è parlato inoltre di bugs esistenti nell’Android SDK, ma in diversi hanno dichiarato che ciò rientra nella normalità di prodotti software nelle loro prime fasi di rilascio.

Sia Wind River che MontaVista Software invece, due delle aziende chiave presenti nelle varie organizzazioni/consorzi/alleanze incentrate sulle Mobile Linux Platforms, vedono Android come una “disruptive and a positive force“, capace seriamente di mettere in discussione lo status quo della mobile industry, nonché come una piattaforma in grado di consolidare il ruolo di Linux nel futuro dei dispositivi mobili. Android è inoltre open source, fanno notare in parecchi, e questa è una differenza non da poco con altri sistemi operativi chiusi e proprietari.

Symbian (di Nokia - che ne detiene quasi il 50% -, Ericsson, Panasonic, Siemens, Samsung e Sony Ericsson) è comunque attualmente il sistema operativo mobile leader di mercato, adottato anche da NTT DoCoMo per i devices FOMA: in seconda posizione c’è il Windows Mobile, poi c’è il RIM OS, poi altri.
Date tali premesse, Nokia ha scelto quindi di non entrare nella Open Handset Alliance, dichiarando che Android è soltanto un’altra piattaforma Linux. Inoltre, aggiungeva la società finlandese, la maggioranza dei nuovi smartphones basati su Android (ma anche sulle altre piattaforme Linux) dovrebbero vedere la luce tra la prima e la seconda metà del 2008, per cui non è il caso di starsi a preoccupare troppo per il momento: infine, c’è pure il fatto che Symbian sta crescendo molto, con ritmi che superano il 50% annuo.
Quello che davvero preoccupa tutti però, Nokia inclusa, è invece l’iPhone, ad oggi l’avversario più temibile per chiunque in quanto a innovazione già disponibile, senza considerare l’arrivo di una sua versione 2.0.

ABI Research stima che le Mobile Linux Platforms saranno quelle col più alto tasso di crescita nei prossimi cinque anni, e che nel 2012 gli smartphones basati su Linux ammonteranno al 31% del totale degli smartphones presenti sul mercato. E sebbene sul mercato dispositivi Android ancora non esistano, come afferma Andreas Constantinou nell’articolo “The significance of Google’s Android” pubblicato sul VisionMobile Forum, questa piattaforma sembra essere “the only non-proprietary operating system with a strong chance of wider commercial adoption“.

Molti, al contrario, sono pronti a scommettere sull’iPhone come il futuro vincitore.

Categorie: Google, Linux, Mobile, iPhone


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