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Social Media: la diatriba Digg-Mixx e la centralità delle social news

Scritto da Enrico Bertini | 6 Dicembre 2007commentawikio


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Un articolo di VentureBeat riporta che il Los Angeles Times ha siglato una partnership, anche finanziaria, con Mixx, il nuovo sito di social news creato da Chris McGill (ex VP Strategy di USA Today nonché ex General Manager di Yahoo! News) del quale avevo accennato in “Social News: MSNBC-Newsvine, Intel Cool Software, Mixx, Sphinn, Digg Labs“. L’articolo parla anche dell’adozione da parte del LA Times della tecnologia di targeting comportamentale di Aggregate Knowledge, una tecnologia che verrà utilizzata per raccomandare ai lettori del giornale online prodotti e contenuti di vario genere in relazione ai loro interessi.
In pratica, il Los Angeles Times apre all’inclusione di contenuti sociali all’interno del proprio sito web, esattamente come qualche tempo fa aveva fatto il New York Times con Blogrunner. E per quanto concerne Mixx, esso si pone come un diretto e temibile competitore di Digg (ma non solo), in quanto il suo sistema Digg-like si propone di fornire un maggiore controllo agli utenti.

Su TechCrunch Mike Arrington evidenziava il fatto che diversi utenti di Digg, anche quelli che rientrano tra i top contributors, stanno mostrando un certa frustrazione riguardo alla Digg community (esistono in proposito delle teorie “cospiratorie” in merito all’anonimo affossamento di notizie su Digg), e che molti di essi se ne stanno andando altrove, approdando su Reddit, su Propeller (la cui crescita è sottolineata da CenterNetworks) e su Mixx. E proprio gli utenti di Mixx hanno creato sul Forum MixxingBowl.com una categoria denominata Digg Refugees (i Rifugiati di Digg), le cui discussioni vertono principalmente sull’attuale trasparenza del sistema di social news creato da Kevin Rose.

Su ReadWrite/Web invece, precisando che Digg è un sistema che apprezza, Marshall Kirkpatrick fa un elenco delle funzionalità di Mixx che trova particolarmente interessanti, e tra le quali c’è un sistema di voto delle notizie che egli indica come decisamente più trasparente rispetto a quello di Digg, e che fornisce agli utenti anche la possibilità di modificare più volte i loro voti.

Io no so se davvero esistono “cospirazioni” su Digg, o da qualche altra parte, le quali sono rivolte a snaturare la struttura dei contributi e dell’opinione sociale su questi tipi di media (probabilmente esistono!), ma come argomentavo in un mio precedente articolo, i dati dicono che solo una ridottissima percentuale di membri di un social media in realtà inserisce contenuti al suo interno, e che circa l’80% di tali contenuti sono prodotti da più o meno il 20% degli utenti. Inoltre, con questi contenuti interagirà (votandoli e/o commentandoli) all’incirca soltanto 10% degli appartenenti ad un determinato network/media sociale.
E su Digg, infine, come fa notare Ross Dawson citando un’analisi del Wall Street Journal, circa un 1/3 delle storie che finiscono in prima pagina viene inserita in media da 30 persone su 1.000.000, per cui “The reason for their success is that their friends follow what each other Digg and vote on these stories, at which point the general mass of readers pick up on it“.

Ma in ultima analisi una cosa è certa: con il Web 2.0 e le social news gli utenti, i quali prima erano semplicemente gli influenzati, stanno ora diventando anche gli influenzatori.


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Commenti

1 Risposta a “Social Media: la diatriba Digg-Mixx e la centralità delle social news”

  1. Social Media: il radioso futuro delle social news | Stalkk.ed il 21 Dicembre 2007 16:38

    […] da Digg sono calate sensibilmente negli ultimi tempi. E c’è anche addirittura chi parla di “cospirazioni”. Ma il ruolo giocato da Digg nel trasformare in un mainstream media le social news, conferendo loro […]

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