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Motori di ricerca: Google, il motore preferito dai webmasters

Scritto da Enrico Bertini | 26 Novembre 2007commentawikio

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Uno studio condotto dalla Pennsylvania State University ha evidenziato come, nel consentire ai web crawlers (o spiders) di accedere ai propri siti web, i webmasters favoriscano Google rispetto agli altri motori di ricerca. Per giungere a tali conclusioni, lo studio ha esaminato i files robots.txt di più di 7.500 siti web, quei files sulla base dei quali ogni sito Internet comunica ai web crawlers quali sono le regole di accesso al sito stesso alle quali attenersi per analizzarne i contenuti. E c’è stata una certa sorpresa tra i ricercatori al manifestarsi dei risultati dello studio, tanto che C. Lee Giles, David Reese Professor of Information Sciences and Technology e capo del team di ricerca, ha dichiarato: “We expected that robots.txt files would treat all search engines equally or maybe disfavor certain obnoxious bots, so we were surprised to discover a strong correlation between the robots favored and the search engines’ market share“.
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Memetrackers: l’architettura di Tailrank

Scritto da Enrico Bertini | 23 Novembre 2007commentawikio

tailrank.png Un bellissimo articolo pubblicato da High Scalability e dal titolo "Tailrank Architecture - Learn How to Track Memes Across the Entire Blogosphere" contiene un’intervista a Kevin Burton, fondatore e CEO di Tailrank, un’intervista all’interno della quale Burton illustra le specifiche riguardanti il disegno, l’architettura, nonché l’implementazione del suo memetracker, spiegando in che modo esso indicizza attualmente più di 24 milioni di weblogs e di feeds RSS, aggiornandoli praticamente ogni ora. Burton sottolinea anche come ad oggi Tailrank manipoli ogni mese circa 52 Terabytes di contenuti, abbia bisogno di gestire un costante I/O processing variabile tra i 160 e i 200 Mbps, e possegga un database di circa 500 Gigabytes di dati. Nell’intervista Burton parla inoltre delle sfide architetturali riguardanti la costruzione di Tailrank come sistema distribuito, e di quelle concernenti la sua elevatissima scalabilità. Vengono infine illustrati i vari generi di piattaforme sulle quali il servizio Tailrank è basato, vengono elencati una serie di codici software resi disponibili in modalità Open Source, e viene fatto cenno al rilascio di un futuro Tailrank 3.0.

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Perché ho creato Stalkk.ed

Scritto da Enrico Bertini | 22 Novembre 2007commentawikio

whystalkkedblog.png Raccolgo volentieri l’invito rivoltomi da Matteo Brunati a proposito del meme "Come sei diventato blogger", ma assegno una diversa priorità alle domande, dato che la risposta a "Che cosa ti ha spinto ha creare un blog?" è piuttosto lunga ed elaborata.

Il tuo primo post?

Vyatta Open Source Router (tutti i miei primi posts sono una sorta di prove tecniche di trasmissione).

Il post di cui ti vergogni di più

Assolutamente nessuno. Ci mancherebbe pure.

Il post di cui sei più fiero

Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML (l’ho scritto in circa 20 minuti).

Che cosa ti ha spinto ha creare un blog?

Io sono un informatico. Un imprenditore informatico per la precisione, nonché un consulente.

"Ho deciso di togliere questa parte, sia perchè si tratta di fatti privati, sia perchè ormai essi appartegono ad un remoto passato al quale, per quanto gravoso sia stato per il sottoscritto, non voglio più pensare".

Io, che sono stato uno dei primi al mondo comprendere il fenomeno Internet, credo fermamente nella Rete e nelle sue enormi potenzialità, credo nell’intelligenza collettiva (sebbene a volte possa anche diventare stupidità collettiva, ma questo è soltanto un dettaglio trascurabile a mio avviso), credo nei social media come strumenti aperti di comunicazione di idee e di confronto fra persone (e fra persone ed organizzazioni anche). Credo che Internet sia il più grande strumento democratico che sia mai stato creato dall’uomo, un’Agorà telematica dove tutti, ma proprio tutti, possono dire la loro, e nella quale anche chi non è una "superpotenza" può farsi sentire e/o partecipare ad iniziative più o meno importanti. Credo che la Rete sia una infinita ed inesauribile miniera di informazioni, conoscenze, idee, opinioni, consigli, ma anche servizi, prodotti, tecnologie, e chi più ne ha più ne metta. Credo che, pur contenendo qualche "scemenza", Internet ha aperto e sta aprendo le menti delle persone, consentendogli di relazionarsi come mai prima nella storia (per un discorso di prossimità dei collegamenti ed innescando trasparenza), e credo anche che non dipenderà da Internet "dove andremo", ma soltanto da noi stessi (come sempre, d’altronde). Credo pure che chi critica Internet su Internet e con i mezzi messi a disposizione da Internet non fa altro che "sputare nel piatto in cui mangia" (passatemi questa colorita espressione), perché credo che non si possa mai criticare il "mezzo", ma si possono sempre criticare i comportamenti di chi lo usa. Tutto questo credo, ed anche molto altro (chi legge il mio blog ed i miei articoli può vedere in che cos’altro credo), e vedo il tutto anche in un’ottica professionale ed "imprenditoriale", dato che Internet è altresì una inesauribile miniera di opportunità di business e lavorative, e considero questo un fatto estremamente positivo. Che poi l’Italia non colga tali opportunità (non sapendo coglierle oppure non volendo) …..

In conclusione, per tutto ciò che io sono e credo ho creato il blog, e con l’intento di dare vita ad un social media che parli dei trends tecnologici in corso, delle innumerevoli opportunità di vario genere che su Internet si stanno aprendo (per cogliere le quali non servono esorbitanti investimenti), delle tematiche della Rete, della web economy, dell’attention economy, della nuova social economy, della widget economy, e di qualsiasi altro tipo di economia che è possibile immaginare su e per Internet. E poi magari per creare anche una innovativa iniziativa editoriale aperta che affronti tutti questi temi e che coinvolga una serie variegata di persone, e dalla quale potrebbero (forse) nascere degli altri interessanti progetti.

Categorie: Stalkk.ed

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Online Advertising: Ad Networks! Ad Networks!

Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007commentawikio

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Una decina di giorni fa l’IBM Institute for Business Value pubblicava un report dal titolo “The End of Advertising as We Know It“, i cui contenuti sono il frutto di un’indagine condotta interpellando più di 2.400 consumatori e più di 80 advertising executives a livello globale. Il report predice che una grande disruption si verificherà all’interno dell’industria pubblicitaria nei prossimi cinque anni, uno sconvolgimento strutturale di una tale portata che non si è verificato neanche negli ultimi 50 anni, ed i cui fattori sono rappresentati principalmente da consumatori più “forti”, da advertisers più autonomi, e da tecnologie in costante evoluzione. E tutto ciò porterà ad una sostanziale ridefinizione dei processi attraverso i quali la pubblicità sarà venduta, creata, consumata e monitorata.
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Information Architecture: Gerarchia dell’attenzione e sistemi di influenza (parte 2)

Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007commentawikio

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Un recente studio condotto da TWI Surveys per conto della Society for New Communications Research (SNCR) prevede che, nel 2012, i marketers e gli advertisers spenderanno molti più soldi sui media conversazionali che su quelli tradizionali, e che tale crescita nell’adozione dei social media come mezzi per la brand communication e per il brand engagement sarà determinata dalle scelte strategiche dei professionisti del marketing e della comunicazione, sempre più orientati verso l’uso di questi nuovi media. Sulla base di interviste realizzate a 260 professionisti del settore, infatti, lo studio ha rivelato che, sebbene l’adozione dei social media da parte dell’industria del marketing sia ancora nella sua infanzia, essa compirà un enorme balzo in avanti nel corso dei prossimi cinque anni, allorché tali media diventeranno mainstream a tutti gli effetti, quindi anche per ciò che concerne il loro peso economico-finanziario complessivo. Non mancano le perplessità tuttavia, dati i cambiamenti organizzativi e culturali che l’utilizzo di questi nuovi media richiede, ed esistono altresì delle fondate motivazioni riguardanti le tecniche/metriche di misurazione dell’universo dei social media, le quali hanno il compito di indicare i potenziali ritorni economici delle attività di branding condotte su tali mezzi.
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