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Online Advertising: Ad Networks! Ad Networks!

Scritto da Enrico Bertini | 21 Novembre 2007commentawikio


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Una decina di giorni fa l’IBM Institute for Business Value pubblicava un report dal titolo “The End of Advertising as We Know It“, i cui contenuti sono il frutto di un’indagine condotta interpellando più di 2.400 consumatori e più di 80 advertising executives a livello globale. Il report predice che una grande disruption si verificherà all’interno dell’industria pubblicitaria nei prossimi cinque anni, uno sconvolgimento strutturale di una tale portata che non si è verificato neanche negli ultimi 50 anni, ed i cui fattori sono rappresentati principalmente da consumatori più “forti”, da advertisers più autonomi, e da tecnologie in costante evoluzione. E tutto ciò porterà ad una sostanziale ridefinizione dei processi attraverso i quali la pubblicità sarà venduta, creata, consumata e monitorata.

Da un punto di vista più strettamente tecnico, invece, sarà l’avanzata dei formati interattivi una delle cause scatenanti di questa disruption, visto che tali formati cresceranno cinque volte di più dell’advertising tradizionale, e ciò metterà anche a rischio i fatturati dei classici operatori pubblicitari. Il mercato della pubblicità si frammenterà inoltre in tantissime nicchie, ed in ciascuna di esse sarà la pubblicità interattiva a fare la parte del leone, con la targhettizzazione comportamentale come punto di riferimento. Si tratterà altresì di un mercato nel quale tutti dovranno adattarsi, considerato che gli open exchanges saranno quelli che muoveranno il grosso delle somme (circa il 30% del mercato nei prossimi 5 anni), non più i canali tradizionali. Infine, le possibili scelte per gli inserzionisti saranno tantissime, ed un numero sempre più ampio di networks pubblicitari supporterà strategie di brand engagement di natura prevalentemente relazionale.

Vedremo perciò sempre più pubblicità interattive uno-a-uno, non più uno-a-molti, con annunci che saranno sostanzialmente “generati” dai consumatori, e che saranno sempre più di tipo autoselettivo: la consumer analytics avrà un ruolo prominente in questo, ma dovrà anche essere capace di apportare globalmente benefici alle diverse parti coinvolte dall’advertising (brand-ad network-publisher-utente), indipendentemente da dove esse si trovano nella catena del valore.

Una grande disruption quindi, come afferma il report, dove sia il controllo dell’attenzione, sia la creatività, sia le metriche, contribuiranno a ridisegnare lo scenario dell’avdertising industry, ed una “rivoluzione” che è appena cominciata, la quale, come si legge da più parti (Bits, ad esempio), vede alcuni brands creare i propri networks pubblicitari verticali.

Allorché anche voi deciderete di creare il vostro Ad Network, questa non sarà più una cosa difficile.

P.S.: Un’interessante panoramica sulle page views di molti degli attuali Ad Networks è pubblicata sul blog di Sramana Mitra, e riguarda dati rilasciati da comScore e JPMorgan.


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